Domenica 8 Dicembre 1591

Camillo e compagni fanno la Professione solenne

 

Gli "Anniversari", specialmente quelli che hanno piantato una «pietra miliare» nella Storia, vanno celebrati puntualmente finalizzati a tenere verde la "Memoria". Certamente quando ci si dirige ad Amici fedeli che seguono non te ma la "Persona" della quale si vuole scrivere, lo si deve fare con una "tinta nuova", anche se ovviamente l'evento storico è sempre quello, e non cambierà mai nel tempo.

Ci proviamo con un "saggio" che non si ferma a quell'evento storico camilliano, ma cerca nei secoli che seguono quello che ha lasciato nell'ambito camilliano, ed anche fuori. In questa pagina ci limitiamo ad una sorte di "Abstract", lasciando la libertà al gentile "Internauta" prelevare il tutto in estensione "pdf", eventualmente fosse interessato.

 

L’evento

Dallo storico contemporaneo, il camilliano P. Sanzio Cicatelli, questa è l'istantanea: «La mattina di Domenica alli 8. di Decembre 1591. giorno della purissima Concettione concorse moltitudine grande di gente nella nostra Chiesa della Madalena di Roma, nella quale per quel giorno fù dal Pontefice Innocentio concessa la Plenaria Indulgenza à tutti coloro che si trovavano presenti alla nuova Professione. Doppo essere stata celebrata la messa dall'Ill.mo Arcivescovo di Ragusa Mons. Paolo Alberi, Camillo ingenocchiato avanti al detto Arcivescovo fece la sua Professione Solenne...», e continua con la formula in latino.

 

“Doveva essere tutta sua”

Il nostro storico, protagonista anche lui dello "storico evento", ci partecipa la convinzione di Padre Camillo e dei suoi Religiosi che la scelta del giorno «parve che la Santissima Madre delle misericordie volesse mostrare al mondo che questa Congregatione doveva essere tutta sua (...) volse anco che lui per li molti impedimenti ch'avennero per le sedi vacanti, fusse trattenuto à farla fino al giorno della sua Immacolata Concettione. Il che fu di estremo contento a tutti i suoi compagni per il desiderio ardentissimo che havevano di star sempre sotto la perpetua tutela e fidelissimo patrocinio d'essa sempre immacolata vergine.»

E a supporto della sua affermazione passa in rassegna le varie tappe della vita personale del Padre Fondatore, e della “Compagnia”, puntualmente su questo nostro sito web ricordate. [In calce i links]

 

Un camilliano del 1600 valido “Teologo Mariano”

Non era superficiale impressione ma fede profonda, tanto è vero che generò un apprezzato "Teologo della Immacolata", il P. Giovan Battista Novati, del quale si legge che «Cresciuto alla scuola di Camillo» produsse una poderosa opera teologica in due volumi, la «De Eminentia Deiparae Virginis Mariae semper Immaculatae», con la quale viene dimostrata l’Immacolata Concezione della B.V. Maria con straordinaria ricchezza di passi scritturali e patristici, presentandola quale verità definibile dalla Chiesa.

Nel secondo volume in modo particolare tratta dei rapporti dell'Ordine dei Ministri degli Infermi con l'Immacolata, scrivendo «apertamente aver voluto l’Immacolata le origini dell’Ordine nel suo giorno, perché come fin dal primo momento della sua Concezione schiacciò il capo al serpente infernale, così i Ministri degli Infermi tutti, accanto al letto del morente, esercitando il loro carisma, avessero un pegno di vittoria contro gli assalti tenaci del demonio...», affermando esplicitamente che «Siamo totalmente tuoi: come l’albero appartiene al suolo che lo fece germogliare e crescere, così la nostra religione appartiene e riconosce la sua origine da Te, che la facesti nascere e sviluppare. Essa è Tua: Tu la coltivi, Tu la dirigi, Tu la diffondi.»

 

Il Beato Papa PIO IX e i Camilliani

Che il futuro Papa Pio IX da giovane fu ospite della Comunità Camilliana di Sta Maria Maddalena in Roma, almeno nell'ambito camilliano è noto e da tempo, raccontato dallo stesso Beato Pontefice il 21 ottobre 1877 ricevendo in Udienza le "Figlie di Maria" della Parrocchia di Sta Maria Maddalena, dando dettagli interessanti circa un inizio di incendio dal quale scampò grazie alla Madonna.

 

Un camilliano testimone al “processo di canonizzazione”

Di costituzione fisica delicata, con intelligenza sveglia e indole ottima, il giovane Mastai Ferretti nel 1809 era stato invitato a Roma dallo zio Paolino Mastai, Canonico Vaticano, per gli studi superiori presso il Collegio Romano, e come s'è accennato, «per un certo incomodo (l'epilessia) che io soffriva», - come confessò alle "Figlie di Maria" -, in Casa dei Camilliani non solo era gradito ospite ma aveva anche instaurato rapporti familiari, così come abbiamo scoperto dalla Testimonianza resa al "Processo Diocesano" da un camilliano, il P. Domenico Saglia, che riferì di una gustosa rievocazione di anni addietro quando il Beato Pio IX si recò «il 15 luglio 1846 alla Chiesa della Maddalena in occasione del Centenario della Canonizzazione del Nostro Fondatore S. Camillo alla Chiesa della Maddalena a celebrarvi la Messa, durante la colazione rivedendo il Fratello Sagrestano, che si trovava già in quella Casa fin da quando egli vi era, come pensionante», episodio che merita essere letto nel "saggio" intero.

 

Non rapporti di “ospite” ma di “buon amico”

La testimonianza del Padre Saglia, al di là della simpatica rievocazione descritta, ci rivela che il giovane studente Giovanni Maria Mastai Ferretti aveva stabilito rapporti molto familiari con i membri della Comunità Camilliana e poiché «Il giovane conte a quell’epoca non aveva dato ancora la sterzata decisiva alla sua vita in direzione del sacerdozio, ma era ancora "in stato secolare", come egli stesso s’esprime quel 10 aprile 1810 quando a conclusione d’un ritiro spirituale gettò le basi di tutta la sua futura esistenza», ci ispira intuizioni da non scartare "a priori" e che fino a prova contraria hanno un alta percentuale di percorso reale vissuto dal giovane in piena formazione culturale e spirituale.

E ci riferiamo all'ambito fortemente celebrativo della Immacolata Concezione per titoli diversi, che vanno dall'Opera del P. GB Novati a portata di mano a Icone, Statue, Affreschi disseminati in ogni angolo della Comunità Camilliana, che possono avere accompagnata la sua ricerca e devozione circa il privilegio della Immacolata Concezione della B.V. Maria, che poi maturerà ed esploderà nei lunghi anni del “Suo Servizio Petrino".

 

L’approdo a "Papa dell'Immacolata" viene da lontano

Pio IX, il Papa dell'Immacolata, nella Bolla di definizione, la «Ineffabilis Deus», nel pieno corpo della esposizione teologica e biblica del singolare privilegio della Madre del Redentore, rivela questo personale percorso: «Tutti sanno con quanto zelo questa dottrina dell'Immacolata Concezione della Vergine Madre di Dio sia stata tramandata, sostenuta e difesa dalle più illustri Famiglie religiose, dalle più celebri Accademie teologiche e dai Dottori più versati nella scienza delle cose divine....

Poiché dunque, con straordinaria gioia del Nostro cuore, avevamo piena conoscenza di tutto ciò e ne comprendevamo l'importanza, non appena siamo stati innalzati, sebbene immeritevoli, per un misterioso disegno della divina Provvidenza, a questa sublime Cattedra di Pietro, ed assumemmo il governo di tutta la Chiesa, abbiamo ritenuto che non ci fosse niente di più importante, anche dalla profonda devozione, pietà e amore nutriti fin dalla fanciullezza per la santissima Vergine Maria Madre di Dio, del portare a compimento tutto ciò che poteva ancora essere nelle aspettative della Chiesa, per accrescere il tributo di onore alla beatissima Vergine e per metterne ancora più in luce le prerogative...»

Conferma di questo desiderio coltivato e custodito fin da giovanissimo ci viene dal Papa San Giovanni XXIII, che l'8 dicembre del 1960 in Santa Maria Maggiore rende omaggio al Beato Pio IX testualmente affermando: «...egli nutrì per la Vergine un amore tenerissimo e si applicò fin dai giovani anni allo studio ed alla penetrazione del privilegio dell’immacolato concepimento di Maria Santissima...»

 

CONCLUSIONE

Non è un sogno o un pio desiderio il nostro "cum sine fundamento in historia" (!!), ma per quel che storicamente abbiamo ci è lecito… sognare!

Non si accampa alcuna presunzione di influenza o altro, ma certamente quel tempo di sosta tra le mura impregnate di forza coinvolgente e travolgente della "Dimensione Mariana esistenziale di Padre Camillo", che dal giorno della "Conversione", 2 febbraio 1575, a similitudine dell’Apostolo Giovanni, - come ha scritto San Giovanni Paolo II nella «Redemptoris Mater» -, che sotto la Croce accolse Maria nella sua vita, “fra le sue cose proprie... e la introduce in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo io umano e cristiano...”, così Padre Camillo abbracciato all’amato Crocifisso ha introdotto nella sua esistenza la Madre, l’Immacolata B.V. Maria, trasformando la sua esperienza terrena in dimensione di intensa spiritualità mariana, immessa nel personale stile di vita e nel «carisma» di servizio totale all’Uomo malato della nascente "Compagnia delli Servi delli Infermi".

 di P.  Felice Ruffini,

camilliano

* Al testo intero

** Calendario Mariano Camilliano

CONVERSIONE, 2 febbraio 1575 - “Purificatione della sempre Immacolata Vergine”- click >>

ISPIRAZIONE di FONDAZIONE, “Agosto 1583, Assuntione di Maria sempre Vergine” - click >>

PRINCIPIO della COMPAGNIA, 8 settembre 15…. “Natività della Santissima Vergine” - click >>

 

 

Volta della Sagrestia della Chiesa di Sta Maria Maddalena in Roma del Pittore Girolamo Pesce (1684-1759) Statua in stucco della "Immacolata" «in capo al primo tratto della scala nobile» della zona requisita nel 1872 dal demanio

 

 

Vaticano, Sala dell'Immacolata - «Proclamazione del Dogma», affresco di Francesco Podesti (1800-1895) Stendardo del Beato Pio IX esposto sulla Facciata della Basilica di San Pietro