“30 Anni della Salvifici Doloris”

 

Nella concretezza dell’esaminare gli ultimi cinque anni di attività, il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, sotto la Presidenza dell’Ecc.mo Arcivescovo Mons. Zygmunt Zimowski, ha dedicato congruo spazio per celebrare i «30 ANNI» della Lettera Apostolica Salvifici Doloris di Papa Giovanni Paolo II che nella Domenica della Misericordia, il 27 aprile prossimo, verrà proclamato Santo da Papa Francesco.

Ci uniamo al Pontificio Consiglio noi che partecipiamo in modo del tutto singolare del «carisma della misericordia» affidata dal Crocifisso a Camillo, riandando con la memoria a quel sabato 11 febbraio 1984 inondati di gioia spirituale nel vederci d’un colpo balzati al centro della Comunità Ecclesiale, uniti con quanti nel silenzio e nell’umile servizio alla vita, si dedicano a consolare chi soffre e tendere con tutte le proprie forze intelligenti nel recupero della buona salute, godendo sovente del solo “grazie” che viene dal Cristo sofferente che alberga in ogni malato, con la peculiare gratificazione che ci regalava il Santo Padre che tessendo una trama teologica profonda e antica di duemila anni, e ci diceva che «Buon Samaritano è ogni uomo, che si ferma accanto alla sofferenza di un altro uomo, qualunque essa sia. Buon Samaritano è ogni uomo sensibile alla sofferenza altrui, l'uomo che “si commuove” per la disgrazia del prossimo.»

In quel momento da qualche anno ero uno dei cappellani del grande Ospedale della Capitale dedicato al nostro San Camillo, e ricordo la reazione entusiasta di medici e infermieri e non solo di quelli aderenti alle attività pastorali ma anche di altri che si dicevano “laici”. Pubblicavamo un modesto giornale mensile interno, “Essere Cristiano”, e sfogliando il n. 2 ben conservato in archivio, ho rivisto con piacere che quasi tutte le sei pagine furono dedicate a questa storica Lettera Apostolica. Ecco un breve passo scritto da un medico che si definiva “laico ma cattolico”:

«Nell'approfondita trattazione del problema, il documento indica che il senso umano e soprannaturale della sofferenza si incontrano in una duplice valenza, che da una parte attinge al mistero divino della Redenzione e, dall'altra, riconcilia l'uomo con la propria sofferenza, portandolo a non rassegnarsi passivamente a lei, bensì ad accettarla per superarla con la redenzione. E' quindi un messaggio che il Papa ha indirizzato a tutti gli uomini di buona volontà, sottolineando che “nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l'uomo a Cristo” e che “Coloro che soffrono devono diventare una sorgente di forza per la Chiesa e l'umanità”. Nella lettera apostolica si specifica che la Chiesa nell'ambito della società civile non limita il suo ruolo alla consolazione, ma esalta le molteplici forme di attività professionali e nonché devono essere svolte a favore dei sofferenti e dei bisognosi di aiuto, attività anche di educazione e prevenzione.»

Se può essere utile abbiamo estratto un “indice di lettura” della Lettera Apostolica in una piccola “finestra” , ma invitando a prelevare dal sito web ufficiale Vaticano l’intero Documento --> click


Siamo Testimoni che negli anni non rimase solo una “Lectio Magistralis”, ma sceso dalla Cattedra San Giovanni Paolo II ha dato al mondo intero la Magistrale Personale Interpretazione con il vivere totalmente quanto aveva intuito e scritto ispirato dallo Spirito Divino, e dando al mondo intero una risposta convincente di quell’inquietante «interrogativo sul senso della sofferenza… (e come) nella Croce di Cristo non solo si è compiuta la redenzione mediante la sofferenza, ma anche la stessa sofferenza umana è stata redenta… (e che) Sotto la Croce del Calvario idealmente convengano tutti i sofferenti che credono in Cristo e, particolarmente, coloro che soffrono a causa della loro fede in lui Crocifisso e Risorto, affinché l'offerta delle loro sofferenze affretti il compimento della preghiera dello stesso Salvatore per l'unità di tutti (…) affinché nell'amore possano trovare il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i loro interrogativi. Insieme con Maria, Madre di Cristo, che stava sotto la Croce, ci fermiamo accanto a tutte le croci dell'uomo d'oggi.»

E ci piace fermare nel tempo quasi “Sintesi del Suo Magistero Petrino” l’istantanea catturata durante una delle innumerevoli visite pastorali, che riproduciamo nel testo, dove Lo si contempla in ginocchio dinanzi alla sofferenza innocente, con profonda fede di servizio al “Verbo Incarnato” in essa presente, con l’Umanità stupita e piangente rappresentata da quella Mamma che tende la sua mano verso la speranza che emana radiosa da quel “Vescovo vestito di bianco” che nel suo corpo portava le stimmate generate dall’odio cieco, blasfemo e infernale del maligno, unendo a questa l’altra degli ultimi suoi giorni terreni fortemente aggrappato al Cristo Crocifisso mentre tra i fornaci del Colosseo e le antiche pietre di una gloria effimera dell’Impero Romano il Popolo Santo di Dio percorreva la “Via Crucis” guidata a Suo Nome da quello che ne sarà il Successore, il Cardinale Joseph Ratzinger, poi Papa Benedetto XVI.

Lo vogliamo ricordare con voi con un breve video che abbiamo montato, utilizzando quale colonna sonora dall’Oratorio Musicale «Sei Grande Karol» del camilliano P. Carlo Colafranceschi [3], l’Inno finale trionfale che riecheggia il grido unanime di Piazza San Pietro nel giorno dell’ultimo saluto: «Santo… Santo subito…»

(p. felice ruffini)


Dall'Oratorio Musicale del camilliano P. Carlo Colafranceschi
"Sei Grande Karol": «Santo... Santo subito...»


[1] “Giovanni Paolo II fra gli ammalati del Policlinico A. Gemelli” in L’Osservatore Romano del 19 ottobre 1978, p. 1, 2.

[2] Domenica 16 ottobre 1994, al termine dell’Angelus dopo la Beatificazione di 5 Servi di Dio, improvvisando ha detto: “Ancora una parola che voglio rivolgere agli ammalati. Ringrazio per la vostra presenza e mi raccomando alla preghiera di tutti i malati qui presenti e di tutti i malati di Roma e del mondo. Voi siete deboli, ma siete la forza di tutti, per questo noi aspettiamo la vostra preghiera che ci dà forza di continuare il compito ricevuto dal Signore.” (Bollettino della Sala Stampa della S. Sede, n. 385/94 del 16.X.1994, p. 9)

[3] La prima parte è dall'esecuzione del 16 novembre 2010 nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia in Roma, Chiesa-Santuario della Divina Misericordia, e la seconda dal Concerto dedicato al Beato Giovanni Paolo II sul tema  "La Croce, la Misericordia, la Gloria" nel pomeriggio del 25 novembre 2011 in Vaticano nell'Aula Paolo VI, organizzato dal «Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari» nella celebrazione della «XXVI Conferenza Internazionale» sul tema "La pastorale sanitaria a servizio della vita alla luce del magistero del Beato Giovanni Paolo II".