400 Anni di «Martiri Anonimi»
....e la storia continua !!!

 Da 400 anni una corona di centinaia e centinaia di Camilliani "Martiri Anonimi" sono nella Gloria del Santo Fondatore CAMILLO de LELLIS, che iniziarono con lui vivente a sacrificare la vita per la consacrazione a Dio con il voto di servire il malato «etiam pestis incesserit».

Li diciamo Anonimi perché di essi non v'è traccia in Celebrazioni Liturgiche ufficiali di Santa Madre Chiesa. Come sacrificarono la vita nel nascondimento, così nel tempo rimangono nell'ombra, ma sono veri - autentici - credibili Testimoni della Misericordia di Dio per l'Uomo « infirmus ».

Durante una delle nostre ricerche negli Archivi Storici Camilliani ci siamo imbattuti in una antica stampa segnata come « Arborem Historia Sti Camilli », un grafico di dimensioni notevoli realizzata con l'intento di esporre in visione grafica quanto gli Autori degli «Annalium e Memorie Historiche», i camilliani Lenzo Cosma e Domenico Regi storici della prima ora, avevano consegnato alla storia da trasmettere ai posteri.

Ripiegata e incollata nel finale di un antico manoscritto, abbiamo avuto difficoltà di riproduzione nella sua integrità con i nostri modesti mezzi, ma sufficiente per avere una bene delineata idea di quanto gli Autori avevano intenzione di consegnare nel tempo per una immediata lettura a chi si sarebbe imbattuta in essa.

E lo scopo è stato bellamente raggiunto, e lo condividiamo per quanti stimano e venerano San Camillo, e lo vedono riflesso nel quotidiano della Famiglia Religiosa fondata.

Qui a lato una miniatura di questo documento, e se interessati cliccando su di essa facilmente si accede all'edizione quasi al naturale, che con molta probabilità venne redatto e pubblicato nell'immediato tempo successivo della Canonizzazione, stando al passo finale del testo inserito nel pannello dell'Altare: «Benedictus XIV Sanctorum Fastis adscripsit. an. 1746».

Lo riportiamo "in calce" a questa pagina. Se una conferma può essere utile, è che l'ultimo "medaglione" è dedicato al P. Pantaleone Dolera del quale scrive «dies suos pretiosa morte coronavit an. 1737».

Ma già nel 1632 il giovane camilliano P. Francesco Antonio Sarro aveva prodotto una pubblicazione che nel titolo alquanto farraginoso sta tutta la finalità: «Glorioso Trionfo d’invitta morte di Carità, emulatrice di vero martirio - Discorso/Nel quale al vivo si dimostra la/molta somiglianza ch’è fra la morte/de Santi Martiri, e di coloro, ch’in servig/gio dell’appestati per la Carità Chri/stiana muoiono, Neapoli apud Aegidium Longum 1632». ==> click

Bisogna essere grati al giovane camilliano che con scienza e competenza, già nelle prime pagine punta sul "Martirio" affermando «E benche la mia Religione nel Rollo di tal martirio annoveri numerosi squadra de suoi figli, e che nelle sortite pesti di Nola, di Sicilia, et al presente dall'appena respirante Italia, qual novella madre di Maccabei in conformità dell'Evangelici con se gli n'offerse… la morte di costoro per l'eccellenza dell'atto sia un vivo ritratto di vero martirio, ove tanta somiglianza si ritrova col proprio martirio, che toltone il persecutore, par che habbia tutta la sua sostanza. Nè manca autore di grave nota, che ciò dica, affermando esser cosa estrinseca, che vi sia persecutore, dal quale venga data la morte, prendendo la sudetta sostanza dal solo morire cagionato dall'Illustre fine di sì perfetta carità.».

Su questo nostro sito web da tempo abbiamo messo a disposizione l'edizione elettronica de "La vita per Cristo", dedicata ai Religiosi Camilliani "Martiri della Carità" del tempo del Santo Fondatore. ==> click

Con sorpresa abbiamo scoperto in uno dei "medaglioni" del grafico «Arborem Historia Sti Camilli» che il P. Giuseppe Romaguerra «Martirii desiderio incensus, ad Indios proficisci impetravit», e mentre si disponeva a questo, fu inviato in Spagna per consolidare quella fondazione e venne proditoriamente ucciso nella notte del 1° aprile 1640. Lo storico camilliano contemporaneo P. Pietro Sannazzaro, ne dà una buona scheda ==> click.

E la storia continua !

Nell'Albo affollato dei "Martiri di Spagna" degli anni trenta del secolo passato sono presenti membri di quasi tutte le Congregazioni Religiose, meno che i 12 Camilliani anch'essi assassinati "in odium fidei" ! ==> click

Forse la tempesta e il caos seguito non hanno permesso di raccogliere la necessaria documentazione.... ma anche essi SONO INSERITI nell'ALBO d'ORO dei MARTIRI del Novecento, e la loro memoria consegnata al terzo millennio perché sia trasmessa di generazione in generazione: «questa la consegna che il Beato Giovanni Paolo II ha affidato a tutti i cristiani del nuovo millennio nel corso della commemorazione ecumenica dei Testimoni della Fede del XX secolo, svoltasi nel pomeriggio di domenica 7 maggio 2000 al Colosseo». Ricordiamo solo qualche passo di quella Omelia:

«E sono tanti! La loro memoria non deve andare perduta, anzi va recuperata in maniera documentata. I nomi di molti non sono conosciuti; i nomi di alcuni sono stati infangati dai persecutori, che hanno cercato di aggiungere al martirio l'ignominia; i nomi di altri sono stati occultati dai carnefici. I cristiani serbano, però, il ricordo di una grande parte di loro. Lo hanno mostrato le numerose risposte all'invito a non dimenticare, giunte alla Commissione "Nuovi martiri" nell'ambito del Comitato del Grande Giubileo, che ha alacremente lavorato per arricchire ed aggiornare la memoria della Chiesa con le testimonianze di tutte quelle persone, anche sconosciute, che "hanno dato la loro vita per il nome del Nostro Signore Gesù Cristo" (At 15,26).

[....] Tanti hanno rifiutato di piegarsi al culto degli idoli del ventesimo secolo, e sono stati sacrificati dal comunismo, dal nazismo, dall'idolatria dello Stato o della razza. In ogni continente e lungo l'intero Novecento, c'è stato chi ha preferito farsi uccidere, piuttosto che venir meno alla propria missione. Religiosi e religiose hanno vissuto la loro consacrazione sino all'effusione del sangue. Uomini e donne credenti sono morti offrendo la loro esistenza per amore dei fratelli, specie dei più poveri e deboli [...] Resti viva, nel secolo e nel millennio appena avviati, la memoria di questi nostri fratelli e sorelle. Anzi, cresca! Sia trasmessa di generazione in generazione, perché da essa germini un profondo rinnovamento cristiano! Sia custodita come un tesoro di eccelso valore per i cristiani del nuovo millennio e costituisca il lievito per il raggiungimento della piena comunione di tutti i discepoli di Cristo!»

E la storia continua!

Sì, purtroppo... e noi si ricorda ancora la profonda emozione e commozione che scatenò l'uccisione a tradimento il 13 ottobre del 2001 del missionario camilliano P. Celestino Di Giovambattista, Cappellano del Carcere di Ouagadougou, Burkina Faso, mentre era in visita e stava verificando i lavori di risanamento dei servizi logistici e igienici, per i quali aveva ricevuto risorse finanziarie da amici e soprattutto dai suoi concittadini di Massa d'Alba nell'Abruzzo marsicano. L'evento drammatico è qui sul nostro sito ==> click

Possiamo ben ritenere, come è stato affermato nelle Celebrazioni del decennale, che P. Celestino «ha versato il suo sangue come un martire della carità e della misericordia. Che per la misericordia di Dio, l'anima del nostro padre riposi in pace!», e il suo nome ben figura nel «Martirologio della Chiesa del 2001» ==> click

Sì... "La storia continua" ed è molto estesa in questo nostro mondo, basta cercare e visitare i luoghi camilliani seminati nei Paesi più poveri del Globo dove «A mani nude» si curano i LEBBROSI, si assistono e curano i malati di AIDS, si condivide il pasto con gli ANZIANI e le «VECCHIE mangiatrici di anime».....

Questa è la GLORIA di 400 ANNI di PADRE CAMILLO de LELLIS, che dura nei secoli ed è viva - esaltante - coinvolgente... (f. ruffini)