«Anno Santo della Misericordia»

Giubileo Straordinario indetto da

PAPA FRANCESCO

 

 

E' un grande dono quello che Papa Francesco ha fatto a tutta la Comunità degli Uomini, credenti e non credenti, di indire un Anno Santo Straordinario, espressamente detto «GIUBILEO della MISERICORDIA», annunciato nel pomeriggio di Venerdì 13 marzo 2015, mentre nella Basilica Vaticana presiedeva la "Liturgia Penitenziale per la Riconciliazione", che «inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, Domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre», e ha colto di sorpresa tutti anche se non stupisce più di tanto chi Lo conosce da tempo e ne segue i passi fin dal primo momento che lo Spirito Santo gli ha affidato il "Servizio Petrino".

Infatti non è un mistero che la misericordia è un tema molto caro a Papa Francesco che già da Vescovo aveva scelto come suo motto "miserando atque eligendo", e nel primo Angelus dopo la sua elezione, il 17 marzo 2013, ha detto "Sentire misericordia, questa parola cambia tutto. È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza". E spesso nelle sue Omelie quotidiane e in tante circostanze torna l'invito costante alla "Misericordia".

In attesa dell’annuncio ufficiale e solenne dell’Anno Santo, che avverrà con la lettura della Bolla presso la Porta Santa nella "Domenica della Divina Misericordia", - istituita da San Giovanni Paolo II e assegnata alla prima dopo Pasqua -,  e di conoscere e abbracciare le direttive che il Santo Padre detterà, ci piace filtrare tramite quel passo della prima lettura da Lui commentato in quel venerdì, «Dio ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo....» (Ef 2, 4-10), quanto "Dio Misericordia" ha infuso e donato al nostro SAN CAMILLO, che siamo fortemente tentati di definirlo «l'Uomo della Misericordia di Dio».

Esperienza spirituale esaltante vissuta direttamente su se stesso con il Crocifisso, misticamente in visivi costanti contatti, e vissuto in ogni creatura malata che accostava, ammalata e sofferente, povera e abbandonata, ovunque si trovasse... nei tuguri della Roma povera e nelle spelonche, negli anfratti bui del Colosseo e delle Terme Diocleziane, ed anche nelle case dei ricchi...

Nel corso dell'ANNO SANTO della MISERICORDIA avremo modo e occasione di approfondire quanto il Nostro Santo deve a «DIO MISERICORDIA», oggi ci fermiamo solo a qualche accenno. Poche battute estratte dallo storico camilliano contemporaneo, P. Sanzio Cicatelli, nel momento della conversione del 2 febbraio 1575, in sintonia con il tema di questo annuncio: «Ah misero et infelice me che gran cecità è stata la mia a non conoscere prima il mio Signore? perche non hò io speso tutta la mia vita in servirlo? perdona Signore, perdona a questo gran peccatore... donami almeno spatio di vera penitenza, et di poter cavar tant'acqua da gl'occhi miei quanto bastarà a lavar le macchie, e bruttezze de' miei peccati.... non piu mondo, non piu mondo... ben conosco io, Signore, che la mia dissoluta vita non merita ne anco di trovar luogo fermo di pianto volendo tu forse ch'io vadi tanto tempo tapinando per il mondo cercando misericordia quanto n'andai consumando in vanità...»

Lo stesso Autore ci dà un flash del come entrava in rapporto con il Cristo Crocifisso: «Nelle sue orationi non andava appresso a certi punti troppo sottili, o speculativi, ma rinchiudendosi tutto nel S.mo Costato del Crocifisso ivi si tratteneva, ivi dimandava gratie, ivi scopriva i suoi bisogni, et ivi faceva alti e divini colloquij col suo amato Signore. Del resto tutte l'altre cose del mondo erano per lui come morte e sepolte...»

Quanti hanno vissuto accanto a Lui attestarono ai "Processi Canonici" «che aveva grandissima speranza in Dio in tutte le sue attioni et in particolare sempre diceva haver speranza di salvarsi per il Sangue di Giesu Christo, et nel tempo della sua morte disse a me "Padre Giacomo quando starò per morire ricordatemi spesso il misericordioso Sangue di Giesu Cristo, et queste parole replicatemele spesso benche vi paresse ch’io stesse fuori di me"...».

E P. Camillo non tenne per se la scoperta della dolcezza dello "Amore Misericordioso di Dio", ma lo comunicava ai malati che soccorreva esortandoli a "confidare nella misericordia del Signore c'ha sparso il sangue per la salute vostra, eccolo che vi mostra le piaghe, eccolo che vi mostra il costato aperto, vedetolo qui coronato di spine…".

Così voleva che i suoi Religiosi avessero “grandissima speranza nello sangue di Cristo per la sua salute et per la salute di tutti, essortandoli spesso in questa Santa speranza et ordinando che andando per la Città ad aiutare alcuno che moriva, per la strada andassero contemplando la Passione del Signore, et arrivati al moriente, dicessero 5 Pater Noster et 5 Ave Maria, offerendoli al Padre Eterno ad honore delle 5 piaghe di Cristo per Salute di quell’Anima …”

Per quanti si ispirano al «Carisma del Crocifisso» che San Camillo ha ricevuto, Religiosi e Laici, ci piace mettere in evidenza alcune date coincidenti che ci sembrano di un certo interesse: l'inizio sarà l'8 dicembre, Festa dell'Immacolata Concezione: anniversario della Prima Professione Solenne di Padre Camillo e Primi Compagni nel 1591, senza tenere troppo in disparte che prima di quel giorno, nel 1574, quella Grande Festa mariana il giovane ribelle Camillo stava vivendo "60 giorni di Esercizi Spirituali... subliminali" nella pace di un Chiostro Francescano, in cammino verso il 2 febbraio successivo, «1575 anno santo… di mercordi giorno sollennissimo della Purificatione della sempre immacolata Vergine, giorno ancora fù poi sempre da lui celebrato, et in grandissima devotione havuto in memoria di cosi segnalato dono, chiamandolo il giorno della sua conversione...» (felix pierre)