Abstract

 

È ovvio che in questo Anno Giubilare dei «400 Anni della Morte di S. Camillo», la celebrazione annuale liturgica della B.V. Maria sotto il titolo di “Salus Infirmorum”, assegnata al 16 Novembre nel Calendario Camilliano, generi una particolare attenzione e invita ad un approccio più attento al perché e soprattutto al legame che può avere con il Nostro Santo Padre Fondatore. Ed è quello che tentiamo di attuare.

Questo è un breve schema, orientativo si spera, e per chi ne vuol sapere di più può accedere cliccando in fondo pagina.

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È questo il primo titolo in assoluto che Maria di Nazareth attua nell’immediato tempo che segue l’Annunciazione dell’Incarnazione del Figlio di Dio, avendo saputo dall’angelo «ecco Elisabetta tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio… Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda…» (Lc 1, 36.39) per assisterla nel tempo di gioia, sì, ma che comporta con se momenti di grande attenzione per quell’errore iniziale dei Progenitori che provocò il «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli…» (Gen 3, 16).

 Assume immediatamente il suo ruolo di Salus Infirmorum, ricevendo poi sul Golgota sotto la Croce in eredità dal Figlio tutta l’Umanità, che «…la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata.» (Lumen Gentium n. 62)

È nell’essere Immacolata Concezione perché Madre di Dio che la nostra amabile Madre Maria ha la radice dell’essere a pieno titolo invocata Salus Infirmorum, essendo espressione perfetta della Redenzione operata dal Cristo, poiché fu "redenta in modo sublime in vista dei meriti del Figlio suo e a Lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo, è insignita del sommo officio e dignità di Madre del Figlio di Dio, e perciò figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo; per il quale dono di grazia esimia precede di gran lunga tutte le altre creature, celesti e terrestri” (LG 53)

 

Quale è il rapporto di San Camillo con questa sublime realtà?

Con l’Immacolata Madre di Dio la relazione del Nostro Santo è andata al di là della ordinaria devozione, anche se eminente, per attingere quella di dimensione esistenziale”, intesa come vissuto intenso di spiritualità mariana, per se stesso e portata nel suo stile di vita e nel carisma di servizio totale all’Uomo malato.

L’intima e stretta associazione tra Madre e Figlio, presente nel momento decisionale di adesione al piano di salvezza da Dio scelto per lui, sarà per Camillo il motivo conduttore di tutta la sua esistenza.

Il ruolo di Maria “Avvocata... (e) Thesoriera di tutte le gratie che escono dalle mani di sua Divina Maestà...” , come sovente proclamerà presso i letti dei malati, sarà sempre presente nel suo personale rapporto con Dio, e sarà una costante della sua azione pastorale tra i suoi Religiosi. Il Mistero dell’Incarnazione penetrò tutta la sua vita partendo dal sì generoso e libero della “Fanciulla di Nazareth” alla Sua Assunzione in Cielo. (fpr)

 

 

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Bucchianico - Sagrestia del Santuario
Affresco del 1690 - Autore anonimo