
25
Maggio
Sagra dei
Banderesi
nella
memoria liturgica di
S. Urbano I,
papa e martire
Ogni anno, il 25 maggio — memoria liturgica
di S. Urbano I, Papa e Martire — in Bucchianico si rivive la "Sagra
dei Banderesi" con il concorso corale di tutto il Popolo.
Documenti antichi fanno risalire l’inizio al 1280, mentre la ricca
documentazione della vita di S. Camillo, e dei Processi per la sua
Canonizzazione ci confermano che nel 1550, e anni successivi, ci sono gli
elementi che ancora oggi la rendono viva e caratteristica.
Il suo aspetto di festa religiosa e di rievocazione militare si poggia su una
tradizione orale di un fatto che sa di leggendario.
Narra
la voce popolare che Bucchianico in lite con Chieti per motivi di confini, e
minacciata di soccombere per la vicina rivale notevolmente più forte, il Santo
Patrono - Urbano I papa e martire, le cui reliquie riposano nella antica Chiesa
Abbaziale dedicata a Santa Maria Maggiore, oggi a Lui — suggerì in sogno al
Comandante in capo della Piazza d’Armi di sfilare a serpentina per le vie
sulla cima del colle, così da creare l’illusione ottica di un numeroso
esercito giunto nella notte a dare man forte. Si racconta che Chieti cadde nel
tranello e stipulò l’accordo di pace.
Quel Comandante rivive nella persona del "Sergentiere",
che di padre in figlio da tempi immemorabili si tramanda nella famiglia
Tatasciore-Papè di
Bucchianico, ed è il capo indiscusso della festa e dirige tutti i
movimenti dei Banderesi — così chiamati per una banda
che scende da una spalla al fianco a rievocare l’arma portata a suo tempo, e
guidati dal Banderese estratto a sorte l’anno precedente al
quale è affidata la lunga preparazione per questo giorno.
Le articolate manifestazioni si aprono la domenica che precede il 25
maggio, con la risalita dei Banderesi al centro abitato che,
simulando quei lontani giorni di pericolo, lasciano i campi con le loro donne e
figli portando vettovaglie e masserizie e Carri allegorici e Canestri
infiorati dai mille colori.E l'evento - storico o leggendario che sia -
viene ricordato particolarmente nel tardo pomeriggio di questa Domenica che
precede il 25, quando il lungo corteo giunto sulla piazza di Bucchianico, viene
guidato dal Sergentiere e dal Banderese - in testa alla lunga teoria dei
Banderesi e delle Pacchianelle con in testa i canestri infiorati - nel percorso
a serpentina, la «ciammaichella».
Le
donne in questa rievocazione, storica anche se arricchita da
creativa fantasia popolare nel corso dei secoli, svolgono un notevole ruolo
evidenziando la fondamentale collaborazione in pace e in tempo di pericolo di
perdere la libertà.
E’ un tuffo nel passato che merita essere vissuto. I forestieri
si sentono come se fossero a casa propria, e vengono coinvolti nel clima di
festa e di gioia schietta, che per un giorno fa dimenticare le complicazioni
della vita moderna.
I documenti che riguardano S. Camillo, che qui nacque il 25 maggio
di 450 anni fa, così descrivono quel giorno:
1. Festa solennissima, Reliquie del Santo
"Nacque
egli alli 25 di Maggio 1550. Anno Santo e primo del Pontificato di Giulio Terzo
regnando nell'una et nell'altra Sicilia l'Imperador Carlo Quinto (...) Nascendo
egli nel proprio giorno di Santo Urbano, quando in Bocchianico una solennissima
festa si fa' per honor di detto Santo Pontefice e Martire. Facendosi ciò sia
per haver essi delle reliquie del detto Santo come anco per essere il titolo
della lor Chiesa."
C'è una ricerca storica con una garbata polemica sull'appartenenza delle Sante
Reliquie al Papa Martire. Non vogliamo entrare nel merito se esatta o meno, sta
di certo il fatto che in quel lontano 1550 così veniva ritenuto, e non da quel
giorno. Diciamo solo che si può con tranquillità configurare l'ipotesi di una
assegnazione nel tempo alla Comunità cristiana di Bucchianico di parte delle
Ss. Reliquie, in considerazione della viva e intensa vita spirituale che qui si
viveva, e di cui questa Chiesa era il centro aggregante, così come era, ed è
ancora oggi, prassi nella Chiesa. E non è da dimenticare il ruolo importante
che la nostra cittadina all'epoca svolgeva nella vita sociale e politica della
zona, che le dava ampio diritto di reclamare anche l'assegnazione di segni
significativi religiosi, come lo possono essere i resti mortali di un Pontefice
Romano. E' una ipotesi, che forse nel tempo potrà trovare anche fondamenti
storici.
Che poi sia sorta le pia "leggenda" popolare di cittadini di Troia
impediti da "un temporale che menava giù a precipizio acqua, fulmini e
grandine senza poi lasciar traccia di se" ad uscir di Chiesa per continuare
la strada verso la propria città, costringendoli a lasciare nella Chiesa di S.
Maria Maggiore di Bucchianico il corpo del Santo Pontefice Martire, lasciamo
agli studiosi specialisti la ricerca e la motivazione antropologica.
2. Messa solenne nella Chiesa titolare.
"…il
P. Camillo nacque nell'anno del Giubileo, et ch'essendo la madre chiamata
Madonna Camilla nella Chiesa di S.to Urbano, nel giorno della sua festa che è
alli 25. di maggio se mise a ragionare con la q. Mascia Dardano mia nonna... e
soggiungendoli detta Mad:na Camilla che dubitava che presto doveva partorire
perche gli cominciava à venire le doglie, l'esortò d:a Mascia à vederse la
messa piccola et non aspettare la grande et andarsene a Casa, et raccontava anco
detta q. Mascia che la pta. Mad:a Camilla partorì d:o Pre. Camillo à quell'hora
che si faceva l'elevazione della messa grande...".
Il 25 maggio a Bucchianico è festa riconosciuta anche dall'Autorità Civile.
Fin dalle prime ore vengono celebrate SS. Messe di continuo, e alle 11, dopo la
consegna degli "anelli e stendardi" ai Banderesi guidati dal
Sergentiere, quella "grande", cioè solenne e cantata.
3. Parata d'Armi.
"...il
Padre si chiamava Misser Giovanni d'Honofrio de Lellis, ch'era delli Principali
della Terra, e la Madre si chiamava Madonna Camilla di Loreto la quale era una
Santa, honorata, e ben vista da tutta la Terra, e sò che detta Donna, essendo
Vecchia incanutita tutta, partorì il Padre Camillo, e me ne ricordo, perche
essendo il giorno di Maggio 25. Festa di Sant'Urbano etc. andando io à vedere
l'Armata nella Piazza, dove erano molte Donne, si mossero tutti con rumore le
Donne, facendo allegrezza, e dicevano, che Madonna Camilla così vecchia havea
fatto un bel figliolo Maschio...".
In questo ultimo trentennio la festa ha riacquistato anche questo elemento, che
per un certo periodo - dovuto alla decadenza del ruolo politico che svolgeva, e
a fatti contingenti legati all'economia locale - era stato accantonato. Giovani
armigeri fanno corona al "Sergentiere", personaggio mai venuto meno
anche nei tempi quando la "Sagra dei Banderesi" era ridotto
all'essenziale. E' il punto di riferimento storico che nella famiglia
Tatasciore-Papè trova la realizzazione nei secoli senza soluzione di continuità.
4. Procissioni, Carri, Stendardi.
I."
...egli nacque nel giorno di S. Urbano Pontefice, e Martire, quando in
Bocchianico, per esser titolo della loro Chiesa, si fà sollennissima festa,
andando tutto il popolo in processione con stendardi, et altri carri
trionfali...".
II. "Ho inteso dire da mia madre chiamata Rocca fosse nato il P. Camillo
de Lellis nel dì di Sto Urbano quando si faceva la procissione per la piazza di
qta terra....
III. "Nel giorno dedicato all'inclito e grande Santo Martire, al
Pontefice Urbano, Protettore dello stesso luogo, che è festeggiato con la più
grande solennità da tutti gli abitanti di quella Terra, dove le reliquie del
Martire sono onorate, essendo recate con grande concorso di popolo che precede o
segue processionalmente attraverso le vie della cittadina...".
Sembra la cronaca di un giornalista dei nostri tempi, tanto è attuale la
descrizione dell'avvenimento. Di notevole importanza sono il I e il II testo,
perché evidenziano la rilevanza che avevano gli elementi che rendevano solenne
la festa: reliquie e processione. Stendardi e "carri trionfali" danno
forza storica ai "carri e canestri infiorati" di oggi, che non sono
coreografia ma componenti portanti della "Sagra".
5. Un mese di festa popolare.
"...inoltre
tutta quella popolazione per un intero mese si dedica ad onesti svaghi degli
animi, alcuni ai balli, altri invece agli esercizi della palestra, i restanti
vanno in giro su carri trionfali conducendo cori...".
In breve spazio un'autorevole conferma che quanto in Bucchianico viene fatto
ogni anno intorno alla festa del 25 maggio, è di antica tradizione. Unica
variante - ma imposta dai tempi che cambiano e richiedono un intelligente
adattamento - è che il mese è frazionato nel corso dell'intero anno che
precede tale giorno. Balli, carri, cori, giochi..., come quattrocento anni fa!
6. Partecipazione di Forestieri, Fiera.
"Un'altra
volta essendo il giorno di S. Urbano, quando in Bocchianico si fà gran festa,
et essendovi andati da Chieti parecchi gentilhuomini benefattori per veder la
festa, Camillo gli fece tutti regalare, e banchettare. Ma intendendo poi, che
nella piazza di S. Urbano si faceva quasi una Fiera, con mille giuochi, e
trattenimenti; il che dispiacendoli non poco, lasciando tutti quei Signori à
tavola, andò in detta piazza à predicargli, che santificassero quella festa, e
che fuggissero il peccato, minacciandoli l'Inferno; e gridando tanto sopra ciò,
che spaventato un putto suo nipote chiamato Lello figliuolo d'Honofrio, andò
correndo in casa nostra à dire che Zio Camillo gridava in piazza dicendo:
All'Inferno, all'Inferno, facendo maravigliar tutti, massime non havendo quel
putto più di tre anni."
L'attualità è evidente. Interessante anche la notizia di Bucchianico cittadina
tranquilla, atteso che un "putto" di tre anni poteva farsi coinvolgere
dalla confusione della festa patronale, girando solo tranquillamente per le vie
e le piazze.
Non c'è traccia di "fatti d'arme"
o di sogni premonitori da parte di S. Urbano al Comandante in capo. Ma questo ha
una relativa importanza perché i documenti prodotti non riguardano la
"Festa di S. Urbano e la tradizione dei Banderesi" in quanto tale, ma raccontare
la storia di uno dei cittadini di Bucchianico che nacque in questo
giorno 450 anni fa, e poi divenne Santo sconvolgendo ogni previsione e portando
lustro alla sua Terra.
Nota