Dire Maria oggi

 

 

           

Eccezionale, evidentemente, è il posto che occupa Maria nella visuale religiosa delle cose e della storia che deve animare il credente. Basti pensare a due fatti determinanti:

1.      ciò che costituisce l’identità specifica del cristianesimo di fronte a qualsiasi altra religione è lafede in Gesù Cristo perfetto Dio e perfetto uomo.

2.     Maria è la Madre di questo Gesù Cristo.

Queste due affermazioni aprono orizzonti sterminati. Orizzonti che sfociano nel mistero, ma anche orizzonti di meraviglia e di gratitudine.

         Animati da questi sentimenti, il gruppo dei Novizi ha organizzato quest’anno, il novenario di preparazione alla solennità dell’ Immacolata Concezione, in cui si è reso grazie a Dio per averci donato la Theotokos, colei in cui è risuonata per noi l’eterna Parola della Vita (T. Bello).

         Ogni sera, nella Parrocchia di S. Michele Arcangelo in Bucchianico, alle ore 17:00 il popolo si raduna per il canto del Vespro, la recita del S. Rosario e della Novena, concludendo con la celebrazione della S. Messa, avendo sempre quale monito l’art. 68 della nostra Costituzione, per cui: “Il nostro Ordine la venera con singolare pietà e celebra devotamente le sue feste”. Intorno a due termini: venerare e celebrare devotamente, sono trascorsi questi giorni di grazia ai piedi della gloriosa Madre di Dio, in quanto rientra nel dovere di gratitudine dei cristiani ringraziare la Madre per la sua opera di totale servizio, lodarla e onorarla; il suo servizio chiama un servizio dei cristiani a Lei rivolto e soprattutto degli uomini che onorano in Lei non solo la Madre del Signore e l’Immacolata Concezione, ma la Donna per eccellenza, innalzando “a Dio le loro preghiere, così come le loro opere e sofferenze, vengono ad essere completamente avvolte, come in un mantello, dal sì della Madre e dal suo fiat che subito si manifesta nell’esultanza del fecit mihi magna e diviene una vissuta glorificazione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. (A. von Speyr).

         L’8 dicembre è dunque data memorabile per ogni camilliano, il pensiero non può che andare all’anno 1591, data in cui Camillo “con 25 altri, pronunciò i voti solenni” (M. Vanti), chiedendo peraltro che questo giorno fosse solennissimo per tutto l’Ordine; S. Camillo asseriva che “la Vergine Santissima Immacolata […] sa il desiderio ardentissimo che abbiamo di star sempre sotto sua perpetua tutela e il fedelissimo suo patrocinio” (M. Vanti), ed è per questo motivo che ogni anno i Professi perpetui, Fratelli e Sacerdoti dell’Ordine, facendo corona intorno all’unica mensa rinnovano i Voti, quale memoriale di fedeltà al Vangelo per rendere la propria vita un sacrificium laudis  a Dio gradito.

         Il rinnovo dei voti è per ogni religioso un momento forte, in cui non solo si ripetono verbalmente le stesse parole bensì si rinnova la volontà di seguire e curare Cristo infermo e sofferente, con tutti i limiti della contingenza umana, sposando ogni giorno l’ideale al quale ci sentiamo chiamati, quello camilliano, non per divina rivelazione ma per aver fatto esperienza di un avvenimento, di una presenza che ci cambia la vita, e questa è un’evidenza. Si rinnova quindi la memoria, quando si “incontra una persona importante per la propria vita; qualcosa dentro di noi è mosso dall’evidenza di un riconoscimento ineludibile, solo lo spazio di questa documentazione carica l’impressione di peso esistenziale” (L. Giussani).

         Anche se non Professi, anche i Novizi hanno rinnovato, non i Voti, ma la buona disposizione a seguirli fedelmente e radicalmente sine glossa.

Nov. Alessandro Persico

 

 

 

La "Novena dell'Immacolata" è stata preceduta da un Pellegrinaggio al Santuario del "Volto Santo di Manoppello".