Ardens Camilli
Musica di P. Giuseppe Bini, camilliano

Ardens Camílli in míseros Latére nescit cáritas; Sacris adúrit ígnibus, Totísque membris æstuat.

Ægrórum turba lánguida, Quam dirus angor ópprimit, Unam languéntis Léllio, Christi refert imáginem.

Noctis, lucísque témpora Dat fortis vili múneri Prostérnit illis léctulos. His sordes purgat sédulus.

Quo quisque plagis foédior, Huic ipse servit pròmptior, Tabem nec horret úlcerum: Horrére nescit cáritas.

Agòne in summo pósitis Præsens auxílium pòrrigit, Quo justi firmant péctora, Reíque deflent crimina.

Pater, benígnus ímpetra Tui nos sequi vestígia: Nos caritátis víctimæ Fac mereámur éffici.

Extrémo vitæ in límine Omni solùtos foénore, Et sancto amòre sáucios Perdúcas ad coeléstia.

Sit tibi, summa o Trínitas. Ætérna in sæcla glória, Quæ caritáte férvidos Ditas beáto lúmine. Amen.

Inno tradizionale cantato nel Santuario San Camillo di Bucchianico
particolarmente in preparazione del 14 Luglio, "Dies Natalis" del Santo
Scene "video" di repertorio dei fratelli Camillo e Giuseppe Sulpizio
Montaggio e Regia di Felix Pierre

 

Non può restar nascosto l'ardente amore di Camillo ai poveri; brucia d'un sacro fuoco e infiamma tutte le membra.

La turba dei poveri infermi oppressi da gravi dolori rivela a Camillo l'immagine unica di Cristo malato.

Costante, di giorno e di notte impiega il tempo in uffici umili a quelli rifà i letti.

A questi instancabile porta via le sporcizie. Più prontamente egli serve chi più è coperto da piaghe orribili non ha disgusto di quella putredine l'amore non sa disgustarsi.

A chi agonizza, vigile offre quel suo conforto che rasserena i buoni che i colpevoli fa piangere pentiti.

Santo, benigno ottieni a noi di seguir le tue orme fa' che anche noi meritiamo di essere vittime di amore.

Al tramonto della vita liberi da ogni peccato pieni di santo amore portaci in Paradiso.

Sia gloria a te, in eterno o somma Trinità che dai la tua visione a coloro che bruciano di amore. Amen !