Icona della «Estasi di S. Camillo e il Crocifisso»

nella "CRIPTA" del suo Santuario di Bucchianico

                                                                                    

di P. Felice Ruffini

camilliano

 

Nelle visite guidate di Pellegrini al Santuario di San Camillo nella sua terra natale, Bucchianico terra d’Abruzzo, - come negli anni andati mi è capitato di sovente -, quando si scendeva nella Cripta polo peculiare di meditazione l'esigeva una eccellente Icona collocata sull’Altare nel retro del “Simulacro del Santo”, che narra nel tempo ai fedeli l’estasi nel Crocifisso dal Quale il Santo in momento di forte contrasto, nel dare inizio all'ispirazione avuta nella notte dell'Assunzione del 1582, sconfortato e quasi tentato di desistere si sentì dire: «Di che t'affliggi ò pusillanimo? seguita l'impresa, ch'io t'aiutarò, essendo questa opera mia, e non tua.»

Il dipinto è del pittore sipontino Aronne Del Vecchio commissionatogli dai Camilliani nel 1959, e s'impone all'attenzione specialmente di chi sa della vita del Santo di una personale interpretazione altamente significativa: la composizione ci mostra il Crocifisso che staccato il braccio destro dal legno della Croce si distende sull'omero destro di Camillo in lieve abbraccio fraterno, evidenziando una esplicita amichevole posizione di conforto, mentre il sinistro nudo e martoriato rimane inchiodato alla Croce, inviando il subliminale messaggio che da quel momento la Sua Divina Volontà è Quella di cooptarlo al suo “martirio”, nell'ascesa quotidiana del Calvario.

Di rappresentazioni di questo sacro mistico momento del nostro Santo ce ne sono tante, e di Autori eccellenti, ma tutti ci presentano il Crocifisso in angolo alto che stacca le braccia dalla Croce che si protende verso un Camillo, sovente esageratamente abbandonato nell'estasi, ma ben distaccato anche se quasi tutti lo corredano di Angeli consolatori e sostenitore.

Questo nostro contemporaneo Autore si distacca notevolmente dalla convenzionale antica iconografia. Ma la forza del suo pennello trasmette in magnifica visione di quello che Camillo ha fatto della sua esistenza terrena nella sfera dei suoi rapporti con Dio, seguendo fedelmente l'indicazione di S. Paolo della Volontà del Padre: «Coloro che da sempre egli ha fatto oggetto delle sue premure, li ha anche predeterminati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli….» (Rom 8, 29)

Con quei magistrali colpi di "pennello" ha posto fortemente l'accento sulla spiritualità del Santo che del Crocifisso ha fatto il centro della sua dimensione spirituale, riversandola su ogni creatura malata che incontrava, promovendo la dinamica spirituale che in ogni sofferente è Cristo stesso che soffre ed è malato, vivendo alla lettera quel che Lui, il Maestro Divino ha detto: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». (Mt 25, 40)

In quel ristretto spazio di centimetri quadrati di "colori ad olio" lancia e lascia nel tempo il “messaggio”, in proiezione visiva di quel che è stata e rimane nei secoli, la «dimensione esistenziale cristologica» di Padre Camillo dal 2 febbraio 1575 al 14 luglio 1614, fu tutta nella cooptazione di “martirio” unito al Crocifisso.

Quale conoscenza il Maestro Aronne Del Vecchio avesse del Nostro Santo, onestamente diciamo che non lo sappiamo. Certamente non era estraneo all'ambiente religioso e le sue opere eseguite in diversi sacri luoghi attestano che aveva certamente una certa dimestichezza.

Forse nell'affidargli l'esecuzione gli venne anche dato qualche suggerimento dai Camilliani, ma certamente l’interpretazione e la traduzione del suo sentire "intimo spirituale" di quei momenti "in vivo", è suo e soltanto suo.

E di questo gliene siamo molto grati perché ogni sosta dinanzi a questa Icona è veramente una bella ed emozionante meditazione, che sollecita ad innalzare una Lode di Grazie al Signore per il dono che ha fatto alla Chiesa e al mondo intero di un Santo della Carità “Gigante” come Camillo de Lellis.

 

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