L'Anno Santo del 1575 del giovane Camillo

Il momento della “Conversione di Camillo” è da anni un tema di particolare interesse per il nostro sito web, che certamente ai nostri gentili amici visitatori “internautici”, devoti del Nostro Santo, conoscono e hanno accolto il lento cammino di penetrazione nel mistero di questo evento che ha trasformato radicalmente la scelta esistenziale di comportamento del giovane sbandato abruzzese, che da “Soldato di Ventura” l’ha reso “inventore” di una «Nova Charitatis Schola», come la definì Papa benedetto XIV nella Bolla di Canonizzazione.

Non soddisfatto della stringata narrazione del contemporaneo P. Sanzio Cicatelli, suo religioso, che ci documenta nella così detta "Vita Manoscritta", stampata nel 1615, dovuto certamente alla riservatezza mantenuta da “Padre Camillo”, del tempo che va dal 30 novembre 1574 al 2 febbraio 1575 quando nella pianura garganica detta “Valle dell’Inferno” si getta a terra e riparte trasformato in “Uomo di Dio” in progressione costante verso la Santità.

In occasione dell’«Anno Santo della Misericordia» indetto da Papa Francesco, -, 8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016 -, sollecitati dal pressante paterno richiamo di penetrare nel mistero «Dio Padre di Misericordia», riassumendo e assemblando quanto si era già scritto e immesso online della “Conversione di Camillo” si pubblicò il saggio dal titolo «L'Anno Santo del 1575 del giovane sbandato Camillo de Lellis», partendo con Papa Francesco da Bangui dove aprì solennemente la «Porta Santa del Giubileo». Il link lo poniamo “in calce”.

 

Il “Cammino di Dio” per il giovane Camillo

L’approccio avuto nel precedente “saggio” con il Giubileo indetto da Papa Gregorio XIII, a detta degli esperti «per dare una dimostrazione del rinnovato vigore della Chiesa e del nuovo clima spirituale instauratosi dopo la chiusura del Concilio di Trento e la promulgazione dei decreti conciliari», a pochi anni dalla conclusione del Concilio di Trento, - che durò 18 anni, dal 1545 al 1563, sotto il pontificato di tre papi -, ha portato a ricercare quali spirituali frutti innescò la Bolla di Indizione “Dominus ac Redemptor noster”. Particolarmente ha richiamato la nostra attenzione questo passaggio che dà una esatta finalità di Papa Gregorio XIII: «Ordiniamo a tutti i patriarchi. arcivescovi, vescovi e agli altri prelati delle chiesa che ognuno si dia premura di istruire i propri popoli in tutte quelle cose che saranno opportune per la preparazione dell'acquisto della remissione e indulgenza predetta, ravvivando in essi i doveri della pietà e le opere di misericordia…»

Fece chiamare a Roma eccellenti predicatori e confessori di varie nazioni, e volle la collaborazione stretta di San Carlo Borromeo, così che lo fece venite in Roma per averlo accanto già nell'autunno del 1574, e in particolare nella notte di Natale all'apertura della Porta Santa. Questo ha definitivamente reso concreta la supposizione che si ventilava che il nostro giovane Camillo immerso nell’ambito serafico del Convento dei Cappuccini di Manfredonia, anche se il P. Cicatelli scrive di desideri di fuga quanto prima, non poteva sottrarsi da benevole fluido spirituale della ospitante Comunità  Religiosa tutta impegnata a mantenere fede ai dettami di Papa Gregorio XIII.

Senza alcuna presunzione, l'autore ha tentato di penetrare nel mistero di «Dio Padre di Misericordia», intervenuto nel suo cammino esistenziale con la Grazia che la Chiesa donava con l'Anno Santo 1575. E si può quindi accettare quale conclusiva “occasione di Dio” quel colloquio che il Padre Angelo, Guardiano di S. Giovanni Rotondo, gli fa sul Vespro del 1 febbraio 1575, che ha quale conseguenza il 2 febbraio di vedere Camillo in quel «mercordi giorno sollennissimo della Purificatione della sempre immacolata Vergine, l'anno vigesimo quinto dell'età sua..» inginocchiato sulla pietraia garganica della «Valle dell’Inferno, - scrive il Cicatelli -, all'improviso à similitudine d'un altro S. Paolo fù assaltato dal Cielo con un raggio di lume interiore tanto grande del suo miserabil stato che per la gran contritione gli pareva d'haver il cuore tutto minuzzato, e franto dal dolore, onde non potendo per la insolita commotione che sentiva in se stesso mantenersi piu à cavallo, come abbattuto dalla divina luce si lascio cadere in terra nel mezzo della strada.... Dicendo con parole da molti singhiozzi interrotte: Ah misero et infelice me che gran cecità è stata la mia a non conoscere prima il mio Signore? perche non hò io speso tutta la mia vita in servirlo? perdona Signore, perdona a questo gran peccatore...».

 

1.      L'Anno Santo del 1575 del giovane Camillo - click

2.      Il “Cammino di Dio” per il giovane Camillo - click