Abstract

 È quello avuto il 2 febbraio 1575 dal giovane Camillo de Lellis, in un momento difficile della sua vita, nella discesa verso Manfredonia tornando da San Giovanni Rotondo al Convento dei Cappuccini che l’ospitava dal primo giorno dell’ultimo dicembre. Uno dei tanti storici “scoop” della Misericordia di Dio che portano a dire «Grazie a Dio ci sono anche dei Santi che non nascono già… santi, ma ci diventano!», così che tutti si può avere speranza di ascendere al “Monte Santo di Dio”.

 

Dando per scontato che chi ci legge conosca la storia di San Camillo, nell’annuale Memoria della Conversione collocata nella celebrazione dell’«Anno Giubilare dei 400 anni del Santo Transito», ancora una volta dell’evento azzardiamo una lettura dell’impalpabile e invisibile “motore interno”, che guida e condizione un essere intelligente. Così che, personalmente, non convinto che sia bastato quell’incontro con il Padre Guardiano del Convento di San Giovanni Rotondo, secondo il biografo contemporaneo P. Cicatelli Sanzio, a renderlo come «un altro S. Paolo all'improviso assaltato dal Cielo con un raggio di lume interiore tanto grande del suo miserabil stato che per la gran contritione gli pareva d'haver il cuore tutto minuzzato, e franto dal dolore».

 

Contrasta troppo con quanto scrive sul comportamento assunto nella sosta presso i Cappuccini di Manfredonia, e la ribellione all’umiliazione che gli veniva imposta dalla estrema povertà nella quale s’era cacciato, lui che era ben conscio dell’appartenenza ad una “casta nobile” di antica famiglia e figlio di un «de Lellis delli principali di questa Terra, e Capitano di Fanteria che militò sotto l’insegne di Carlo Quinto Imperador nell’una e nell’altra Sicilia…»

 

Così che crediamo essere stato il confronto giornaliero, di 24 ore su 24, con «la pace e la gioia di “Uomini di Dio” dei quali quotidianamente avverte essere testimoni della presenza di Dio Padre Misericordioso, al Quale hanno donato le proprie vite», che abbia lentamente sgretolato la barriera granitica che s’era imposto, infondendogli lentamente la dolcezza dell’Amore Misericordioso. E particolarmente salutare l’impatto nella Notte di Natale 1574 con il «Santo Mistero dei Misteri», emotivamente reso visibile con la rappresentazione del “Presepe di Frate Francesco”, che lo farà esplodere il successivo 2 febbraio, al quale certamente anche la dolcezza paterna di Padre Angelo ha dato una ultima spallata a spalancare le porte del cuore e della mente a Cristo Gesù Redentore.

 

E in finale ancora una volta si costata della presenza tra noi delle «Tende di Dio», come l’ umile Chiesuola dedicata alla “Madonna delle Grazie” di San Giovanni Rotondo, che impressiona e ci interroga su i misteriosi divini arcani che conserva: il giovane Camillo nel 1575 è il primo di una lunga serie di peccatori recuperati dalla Paterna Misericordia di Dio… - e qualche secolo dopo, dal 1916, è San Padre Pio che si installa per essere, come disse il Beato Giovanni Paolo II, il «generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l'accoglienza, la direzione spirituale, e specialmente l'amministrazione del sacramento della Penitenza» [1]. (p.f. ruffini)

 

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[1] Domenica, 16 giugno 2002 - Omelia del Beato Giovanni Paolo II per la Canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina