Ispiratore dell’Estasi “Padre Camillo e Crocifisso”

Un giovane camilliano napoletano: P. Francesco Meloni

 

Forse questa volta ci siamo!.... Chi ci segue sul web conosce la splendida Icona del «Crocifisso e Padre Camillo» nella raffinata arte del Maestro Carlo Maratta, di Camerano nelle Marche (1625-1713), eseguita intorno al 1650 e ispirato all’originale esistente nella “Infermeria” della Curia Generalizia dei Camilliani trasformata in «Piccolo Santuario», come abbiamo ormai più volte documentato.

Ed ecco finalmente che il tocco e lo stile di un giovane pittore camilliano, il napoletano P. Francesco Meloni, da antica documentazione ci viene presentato come lo  “Ispiratore” di questa "mistica frequentazione", chiamato a Roma dai Superiori Maggiori dell’Ordine per affrescare la “Infermeria” dove «Padre Camillo» aveva concluso il suo pellegrinaggio terreno per volare al cielo, stando al camilliano P. Cosma Lenzo che scrive nei suoi "Annales Religionis Cler. Reg. Ministrantium Infirmis, 1641" : «La mano esperta di un nostro Sacerdote religioso professo, di nome Francesco Meloni, napoletano, ornò mirabilmente quell’oratorio, diviso in vari settori, con dipinti “a olio”, come si dice…», e siamo moralmente certi di individuarlo nella tela conservata presso la Comunità della “Missione dei Vincenziani ai Vergini” di Napoli, raffigurato nell’abbraccio tenerissimo del nostro Santo al Crocifisso, che solo nella visione dell’immagine, - che riportiamo qui nel testo -, se ne coglie tutta la sensibilità di figlio nel rendere visibile con grande professionalità quel che sentiva dell’esperienza mistica vissuta dal Venerato Padre Fondatore, così come nell’ambito dell’Ordine se ne ricordava e tramandava la “Memoria” fin dai primi anni seguiti alla sua morte, che ricordiamo avvenne il 14 luglio 1614 nella Comunità accanto alla Chiesa di S. Maria Maddalena in Roma.

Non è nostro merito ma del P. Antonio Puca che lo ha rintracciato per le ricerche storiche che stava facendo per la sua ultima opera «Conventi e Chiese dei Crociferi (Camilliani) in Napoli», - Luglio 2018 - , come si legge in questo passo: “Il quadro da cui sono partite le nostre ricerche doveva essere sicuramente nella Chiesa di S. Aspreno, così si comprende anche come oggi si trovi, - dobbiamo dire provvidenzialmente -, nella Casa della Missione dei Vergini poco distante dalla Chiesa oggi totalmente spogliata delle sue ricchezze scultoree e pittoriche a noi tramandate solo dagli storiografi, (…) e si è trattato di una scoperta di un dipinto di autore sconosciuto (ma, come vedremo, non del tutto), raffigurante l’abbraccio tenerissimo tra il Crocifisso e S. Camillo, durante la mia permanenza presso la Casa della Missione dei Vincenziani di Napoli…“.

Purtroppo non è firmata!, ma siamo certi che è del P. Meloni avendo acquisito dall’Archivio Generale dei Camilliani, esattamente dagli “Atti di Consulta” questa nota: «…6 maggio 1618 al Prefetto di Napoli: Mandi subito in Roma il P. Fran(ces)co Mellone ed il f. Ruberto Avitabile, et che portino seco li dissegni del Nro B. P. Camillo…», il che confrontato con quel che scrive il Lenzo si può tranquillamente affermarlo.

Affidando al “Saggio” allegato, e acquisibile dal link “in calce” con notizie più dettagliate del P. Francesco Meloni, troviamo ulteriore sostegno a questa nostra intuizione quanto è scritto nella “Scheda Religiosi”, redatta da Storici Camilliani nel tempo, che P. Francesco Melone venne nominato «Praefectus S. Aspreni Neapoli 14 Maji 1649, 1650. Sed jam obiit Neapoli 26 Mart. 1650 - Nota: scribitur eum originis reliquisse picturas ab ipso confectas repraesentantes B.P.N. Fundatorem; 24 Oct. 1650.»

Brevissime notizie... ma è quella “noticina” in finale che dà ampia conferma di quello che sosteniamo, e che grazie alle ricerche effettuate da P. Antonio Puca, come esattamente lui afferma che da oggi non è “del tutto sconosciuto”, e a quell’Atto di Consulta del  «6 maggio 1618» che documenta essere stato convocato a Roma a soli 4 anni dalla morte del Santo Padre Camillo, quale “buon pennello” che si dedicava a produrre «dissegni del Nro B. P. Camillo» perché, - scrive il P. Lenzo -, «i Padri non dimenticarono di aver cura della camera di Camillo, nella quale il Servo di Dio felicemente spirò, ma la trasformarono in oratorio, dedicandolo, come sembrava doveroso al Santissimo Crocifisso..»!

Per agevolare la ricerca di quanto già da tempo è su questo nostro sito sulla Icona di “Camillo conforta Padre Camillo”, ecco una sorte di “Indice” che sarà anche utile per un confronto da fare tra questa tela e la prima Opera del Carlo Maratta, quella rintracciata nell'antico ex Convento delle "Agostiniane Oblate dei 7 Dolori" alle pendici del Gianicolo, fondate dalla Duchessa Camilla Savelli Farnese di Latere, Viterbo, - in questi ultimi decenni adattato a "Hotel Donna Camilla Savelli" -, dove è ancora esposto in un incrocio di corridoi al Primo Piano. (P. Felice Ruffini, camilliano)

 

* Vanti P. Mario, «Brevi notizie storiche di P. Francesco Meloni» - click

 

1. Il Maratti e l'«Estasi di San Camillo» click

2. Iconica - Estasi Sto Camillo e Crocifisso click

 3. Icona della «Estasi di S. Camillo e il Crocifisso» nella "CRIPTA"
del suo Santuario di Bucchianico click