1586, Martedì 18 – “Papa Sisto Quinto conferma la

Compagnia con Breve Apostolico”

 

“Per l'accrescimento dé' suggetti ch'andavano ogni giorno entrando nella Compagnia entrò anco Camillo in scrupolo di non poter piu vivere tanti congregati insieme senza la benedittione, e beneplacito del Sommo Pontefice. Ma non havendo egli amistà tale con alcun Cardinale, o altro Prelato, per mezzo del quale potesse far porgere questo suo desiderio al Papa, raccommandava caldamente il negotio al Signore. Dal quale benignamente essaudito come in tutte l'altre sue dimande quando manco vi pensava. Poiche passando egli un giorno per il palazzo de Muti (dove allora habitava la buona memoria del Cardinal Mondovi) vidde per volontà d'Iddio che detto Cardinale era disceso fin alla porta del suo palazzo ad accompagnare un'altro Ill.mo Cardinale, com'è solito farsi da quel sacro Collegio. Nel qual incontro parve à Camillo che il Mondovi fusse un vecchietto molto allegro, e lo giudicò al proposito per il suo bisogno.

Onde senza haverlo mai piu visto, ne conosciuto, con la sua confidenza in Dio andò cosi all'improviso a parlargli. Al quale havendo dato breve raguaglio del suo instituto con mostrargli anco le regole ch'appresso di se si ritrovava, lo pregò finalmente che volesse aiutar quel debole principio con dirne una parola al Pontefice per la sua confirmatione. Della cui semplicità edificato il Cardinale (non havendolo ne anco esso mai piu visto, ne conosciuto) lo dimandò s'haveva alcuno che lo conoscesse in Roma,e che gli potesse dare cognitione di lui. Rispose Camillo di si nominando alcuni Signori Romani e particolarmente Virgilio di Crescenzo, e Patritio Patritij.

Alhora soggionse il Cardinale che bastava fargli parlare da questi dui Signori, che del resto non haveria mancato d'aiutarlo. Il che essendo stato fatto da quei Signori con haver data ottima informatione di lui, restò il Cardinale sodisfattissimo, anzi molto ammirato ch'un huomo idiota, e senza lettere havesse dato principio ad un'opera cosi necessaria per il mondo; onde tra pochi giorni ne parlò al Pontefice Sisto Quinto. Il quale edificato della buona fama che gia n'era sparsa per Roma, e sperando anco che dovesse far molto frutto per l'avenire, lodò molto quel buon principio, e commise il negotio alla sacra Congregatione de Regolari. Nella quale (intervenendovi anch'esso Mondovi) doppo essere stato esaminato molto, e ventilato (non ostante che il Cardinale Santa Severina contradicesse molto) finalmente per gratia d'Iddio passò e concluso. Dicendosi che questa Compagnia meritava la confermatione Apostolica per essere applicata all'opere di charità cosi dentro gli hospidali, come intorno a' morienti delle Città.

Onde esercitandosi quella in una nuova sorte d'Instituto molto differente dall'altre, non era soverchia come diceva il Cardinal Santa Severina, anzi degna che fusse dalla santa Sede abbracciata, e confirmata. Del che essendone stata fatta relatione al Pontefice dal Cardinal Sans Capo della Congregatione Sua Santità con Breve Apostolico dato alli 18. di Marzo 1586. nel primo anno del suo Pontificato approbò, e confermò la Compagnia che da qui avanti chiameremo con nome di Congregatione, che cosi anco esso Pontefice la chiamò nel Breve. Dando in quello facoltà a Camillo, e compagni di poter vivere congregati insieme sotto la Povertà, Castità et Obedienza, e servigio de gli infermi ancorche appestati non gia per forza di voti ne semplici ne solenni, ma volontariamente.

Volendo che dalla Congregatione si dovesse elegere un Superiore che fusse Sacerdote da durare nell'Ufficio tre anni solamente. Concedendogli anco licenza di poter andare cercando elemosina per Roma. Ordinando finalmente che le regole di questa Congregatione si dovessero essaminare et approbare dal Protettore, senza però assegnarli alcun Protettore particolare.. Ma Camillo dal hora in poi sempre tenne il Cardinale Mondovi non solo come Protettore, ma anco come vero, et amorevole Padre di tutta la Congregatione.” (Vms Cap. 36, Ediz. 1980 p. 74 ss)

 

 

1603 - Muore Curtio Lodi a Ferrara, uno dei primi tre

che lo hanno seguito nella Fondazione

“Entrato poi l’anno 1603. alli 4. di Marzo (martedì) passò à miglior vita Curtio Lodi Aquilano uno de primi compagni d’esso Camillo, huomo di profonda oratione e tanto affettionato et eccellente parlatore delle cose spirituali che pareva un dottissimo Theologo e sarebbe stato li giorni interi sempre parlando di quelle.

zelantissimo, e sviscerato amatore de poveri infermi, et oltre cio stupendo Economo e governatore delle cose di casa. E benche lui fusse huomo idiota, e senza lettere, era dotato di tanta prudenza, e natural giuditio c’haverebbe governato un Regno. Piu volte Camillo lo pose allo studio per farlo ordinar Sacerdote, ma esso non la intese mai, e si contentò di restar sempre nello stato di fratello.

Passò al Signore in Ferrara d’anni 60. in circa.” (Vms Cap. 123, Ediz 1980, p. 208)

 

 

 

1974, Mercoledì 27 – San Camillo viene dichiarato da Paolo VI "Patrono della Sanità Militare Italiana".

 

Sigle

Vms - Cicatelli P. Sanzio, “Vita del P. Camillo de Lellis” manoscritto, Edizione a stampa a cura di P. Piero Sannazzaro, Camilliani Roma 1980