“Camillo viene eletto Generale della Religione”

 

“…Ma non potendosi venire à quest'atto se prima non si faceva l'elettione del Generale per esser cosi disposto nella Bolla, ordinò che si venisse alla detta elettione. Per questo avendo esso la sera avanti fatto congregare tutti di casa disse loro che'l giorno seguente si doveva fare la elettione del Generale pregando tutti che si volessero caldamente raccomandare à Dio facendogli sopra ogni altra cosa intendere che non pensassero punto della sua persona non conoscendosi egli atto al governo per essere semplice et idiota, anzi pieno di mille imperfettioni et inhabilità, particolarmente per sentirsi molto consumato e distrutto.

Portando in questo l'essempio de Contadini condirgli che anco quelli (quando le lor zappe erano fruste e consumate che le mettevano in un cantone à riposare). Cosi anco desiderava lui che à guisa di zappa vecchia fusse lasciato stare in un cantone suddito per maggiormente potere attendere à se stesso, et al servigio de poveri. Ma con tutto ciò (havendo i padri solamente riguardo alla sua gran bontà) il giorno appresso con voto di tutti coloro che portavano la Croce della casa di Roma, alhora in numero trentasei, eletto Generale in vita; il che alli 7. di Dicembre 1591. nella presenza d'un publico Notaio, e del P. Maestro Agostino Vicario Apostolico dell'Ordine Agostiniano, mandato dal Cardinal Mondovi come Protettore, che in suo luogo assistesse.

La cui elettione pubblicata subito dal P. Francesco Profeta, e dal P. Biasio Oppertis fatta testimonianza ch'anco quelli della casa di Napoli l'havevano nominato per tale Ufficio. Onde vedendo esso non poter resistere alla divina volontà accettò non senza sua molta mortificatione quel carrico, andando per questo tutti di casa à prestargli la solita obedienza con baciargli la mano. Il che fatto furono subito da lui nominati coloro che dovevano nel giorno seguente far la solenne Professione insieme con lui. Nominando solamente in ciò venti sei tra Padri e fratelli, cioe tutti quelli che ritrovandosi alhora in Roma havevano passato dui anni in Congregatione.

Il rimanente del giorno si consumò poi da sudetti nominati altri facendo il suo testamento, et altri la confessione generale. Ma Camillo particolarmente per atto publico rinuntiò li scudi seicento al Signor Fermo Calvi che gli donò per suo patrimonio quando si volse ordinare sacerdote.” (Vms Cap. 66, Ediz 1980 p. 76)

 

 

“Breve Benedicti PP. XIV "In virtutibus", diei 7 Aprilis 1742, quo Venerabilis

Servus Dei Camillus de Lellis Beatus declaratur (BO p. 221 ss)

 

Sigle

Vms - Cicatelli P. Sanzio, “Vita del P. Camillo de Lellis” manoscritto, Edizione a stampa a cura di P. Piero Sannazzaro, Camilliani Roma 1980

BO – Kraemer P. Pietro, “Bullarium Ordinis Clericorum Regularium Ministrantium Infirmis, Tipografia Arena, Verona 1947