1582, Mercoledì 15 - Prima ispirazione di fondazione della "Compagnia"

 

“Ritrovandosi adunque Camillo nel sudetto stato di Mastro di casa,cresceva ogni giorno piu in lui la charità verso l'infermi del suo Hospidale, pensando sempre come all'altezza di questa santa virtù, oltra tutte l'altre potesse pervenire.Sopra tutto haveva loro grandissima compassione del patir che solevano tal volta fare perconto de' serventi mercennarij, particolarmente quando essendo chiamati la notte non rispondevano, ne correvano ad aiutargli, pensando non esser visti da nessuno. Ma lui piu delle volte vigilando à posta si metteva nascostamente frà i letti d'essi infermi, overo sentendogli dal suo camerino chiamare vi correva subito lui riprendendo poi aspramente i serventi, sottrahendogli anco il cibo per penitenza. E con tutto che detti uomini mercennarij fussero tenuti da lui cosi vigilanti, nondimeno pur si accorgeva che non procedendo quella lor servitù da vero (p.39) amore, ma solamente dalla mercede, spesso al debito loro con detrimento de poveri mancavano. Stando adunque egli una sera verso il tardi (che poteva essere un'hora di notte) nel mezzo dell'hospidale soprapreso da queste considerationi gli venne il seguente pensiero.

Ch'à tale inconveniente non si poteva meglio rimediare che con liberare essi infermi da mano di quei mercennarij et in cambio loro instituire una Compagnia d'huomini pij, e da bene, che non per mercede, ma volontariamente e per amor d'Iddio gli servissero con quella charità et amorevolezza che sogliono far le madri verso i lor proprij figliuoli infermi. Sovenendo gli anco in questa prima intelligenza che detti huomini pij (acciò fussero per tali conosciuti dalla Città) potevano portar alcun segno ne' vestimenti, come a dire una Croce, o altra simil cosa.Ritornato poi in se dalla sudetta consideratione propose col divino aiuto di voler esser lui quello c'haveva da dar principio alla detta opera, volendo impiegarci tutte le sue forze per farla riuscire. Occorse questo a Camillo l'anno 1583. che l'undecimo del Pontificato di Gregori xiij. intorno alla santissima Assuntione di Maria sempre Vergine d'Agosto.

Nel qual primo pensiero (che poi come una sbozzatura dalla quale N.S. Iddio cavò la Religione) non pensò egli di far altro ch'una semplice Compagnia di secolari quasi dell'istessi serventi più charitativi per il suo proprio hospidale di S. Giacomo. Non havendo alhora pensato nulla di far Religione, ne d'uscir dall'hospidale, ne di raccommandar l'anime, ne di servir gli appestati, ne di visitar gli incarcerati. Alle quali cose tutte andò poi S.D. (p. 40) M.ta pian piano distendendo, e sollevando quel suo primo e semplice pensiero secondo vidde ch’a poco a poco s'andava allargando le capacità del suo intelletto.” (Vms, Cap. 17 -  p. 39. Ediz 1980 p. 53 -data: Cronologia... p. 85)

 

1585, Venerdì 16 – “Bernardino primo compagno di

Camillo passa à miglior vita”

 

“Poco tempo doppo che furono scritte le Regole, Camillo restò privo de'suoi dui primi compagni, cioe Bernardino, e Curtio. Questi essendo andato per infermità, e con buona licenza d'esso Camillo al paese per mutar aria, dove stato circa due anni ritornò poi alla Congregatione; e quello essendo passato à miglior vita…

Desiderò (Bernardino) molto di veder la Congregatione approvata dalla Santa Sede Apostolica, ma non gli concesso, poi che giunto all'anno cinquantasei e pieno di molte opere buone alli 16. d'Agosto 1585. armato de' santissimi Sacramenti passò al Signore nelle mani del P. Camillo. Havendo prima che passasse essortato caramente i suoi fratelli alla perseveranza, assicurandoli che lui gli haverebbe giovato piu morto che vivo. sepolto nella Chiesa del Giesù havendo procurato cio il P. Ottaviano Cappello, c'havendolo confessato per qualche tempo, oltra tutti quelli che lo conoscevano, lo predicavano, e tenevano in concetto di Santo, com'è stato detto di sopra.” (Vms, Cap. 35,  Ediz 1980 p. 74)

 

1603, Lunedì 4  - “Della fondatione della Casa di Viterbo”

 

“In quest’anno medesimo di Luglio (1603) li Signori della communità di Viterbo, particolarmente Gio: Lorenzo Paoloni e il Vescovo Matteucci, dimandarono à Camillo alcuni de’ nostri per fondar una casa nella detta Città offerendo di fargli dar una Chiesa, et il servigio dell’Hospidale. Il qual partito essendo stato da lui accettato vi per la prima volta mandato il P. Alessandro Gallo per riconoscere il negotio che concluso, havendo detta Communità donata loro la Chiesa di S. Maria del Poggio, e 1’Hospidale. Nel qual anno ancora Camillo non mancò di visitare la Religione conforme era il suo solito.” (Vms, Cap. 123 , Ediz 1980 p. 208)

 

1930, Giovedì 28 -  "Patrono di tutti gli infermieri"

 

Breve Pii Pp. XI  «Expedit plane» diei 28 Augusti 1930, quo S. Camillus de Lellis et S. Ioannes de Deo Coelestes apud Deum Patroni omnium associationum catholicarum ab infirmariis nuncupatarum necnon omnium infirmariorum utrusque sexus declarantur (BO, documento LXVII, p. 334)

 

 

Sigle

Vms - Cicatelli P. Sanzio, “Vita del P. Camillo de Lellis” manoscritto, Edizione a stampa a cura di P. Piero Sannazzaro, Camilliani Roma 1980

BO – Kraemer P. Pietro, “Bullarium Ordinis Clericorum Regularium Ministrantium Infirmis, Tipografia Arena, Verona 1947