Apostola degli Apostoli

Maria Maddalena

 

Più che una felice coincidenza la vedrei come un «provvidenziale segno dall'alto» la divulgazione della decisione di Papa Francesco di elevare a «FESTA» la Celebrazione di S. MARIA MADDALENA il 10 giugno 2016, a ridosso del Grande Evento del «Giubileo degli Malati e delle Persone Disabili», così fortemente legato con l’Ordine di San Camillo e di quanti a Lui si riferiscono nella attuazione della «Pastorale della Salute».

A questo è da prendere in considerazione la connessione con un altro “evento peculiare”: il trasferimento in Piazza San Pietro dalla Chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena in Roma acquistata e officiata da San Camillo, dell'antica Icona della Madonna "Salus Infirmorum" che è ivi esposta e venerata dal 26 maggio 1616, - due anni dalla morte del Santo (14 luglio 1614) -, sacro luogo consegnato in eredità al suo Ordine Religioso, che fa da Custode della «Sacra Reliquia del Suo Corpo» e da sempre sede della Curia Generalizia.

L’operazione alquanto insolita aveva una motivazione ben definita, che preleviamo dal “sito web” ufficiale dell’Ordine Camilliano, dove si legge che avveniva condividendo «L’intenzione del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione che aveva rivolto la richiesta, perché vedendo nella venerazione di questa icona mariana il rimandare alla Misericordia di Dio, espressa attraverso la tenerezza di Maria che noi religiosi camilliani coltiviamo e diffondiamo fin dall’inizio della fondazione dell’Ordine proprio secondo lo spirito di San Camillo».

E questo è ben provato da testimoni del tempo, e documentazione a più livelli a nostra disposizione, della intensa e peculiare devozione che San Camillo ebbe per questa «Grande Donna Penitente», della Quale si sentiva partecipe di quella Infinita Misericordia di Dio da sempre cantata la Comunità dei Credenti vede, conosce, e ammira in Lei.

L'Arcivescovo Mons. Arthur Roche, segretario della "Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti", scrive nella presentazione del Decreto che «Papa Francesco ha preso questa decisione proprio nel contesto del giubileo della Misericordia per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata (...) prima testimone che vide il risorto e prima messaggera che annunciò agli apostoli la risurrezione del Signore (...) un esempio di vera e autentica evangelizzatrice, ossia di una evangelista che annuncia il gioioso messaggio centrale della Pasqua », e che per espresso desiderio di Papa Francesco «la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha pubblicato un decreto datato 3 giugno 2016, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù».

E se permettete non ci si sembra solo occasionale questa coincidenza, prendendo atto che questa Festa Liturgica è «Icona dell’Amore Misericordioso Infinito di Dio», rivelato e consegnato al mondo in visione mistica a S. Maria Maria Alocoque, alla quale presentando quella «piaga del cuore e circondato da una corona di spine e sovrastava ad esso una croce, che vi pareva infissa. Mi spiegò il Signore che quegli strumenti della sua Passione significavano che il suo amore infinito per gli uomini era stato sorgente di tutte le sue pene...», dicendole «Guarda l'apertura del mio sacro Costato, è un abisso senza fondo, cui scavò una freccia smisurata, la freccia dell'amore...».

 

Devoto eccezionale il Nostro San Camillo

Del contatto e presenza di S. Camillo con questo sacro luogo di culto, che confermi il titolo di questo paragrafo, ne diamo solo qualche breve nota storica selezionando qualche passo dal biografo camilliano contemporaneo P. Sanzio Cicatelli. Scrive che «Habitando ancor la Congregatione nella casa delle Botteghe Oscure, prima che Camillo ne anco pensasse di procurar la Chiesa della Madalena ogni volta ch'esso Bernardino passava per avanti a detta Chiesa, diceva al compagno, fratello questa Chiesa sarà nostra. Anzi teneva esso questo tanto certo ch'una volta passandovi, e trovandola serrata, disse al compagno: ingenocchiamoci qui in mezzo la strada et facciamo un poco d'oratione à questa gloriosa santa, perche lo spirito mi dice ch'ad ogni modo questa Chiesa sarà nostra...» Ma al mite ed umile primo compagno di "Padre Camillo" «non gli fù concesso, poi che giunto all'anno cinquantasei e pieno di molte opere buone alli 16. d'Agosto 1585. armato de' santissimi Sacramenti passò al Signore nelle mani del P. Camillo..» [1]

La "profezia" si avvera appena un anno dopo la sua morte, come ci documenta sempre il Cicatelli: «Parendo à Camillo che la sudetta casa delle Botteghe Oscure non fusse piu al proposito per la Congregatione, (...) determinò ritrovar altro luogo piu commodo, e piu capace, e sopra tutto che vi fusse Chiesa. Havendo adunque pensato molto sopra ciò, et anco dato occhio sopra molte Chiese di Roma, finalmente passando un giorno per la Madalena (che fù nella vigilia di detta Santa) v'entrò dentro per guadagnar l'Indulgenza. E mentre faceva in quella alquanto di oratione, gli venne pensiero che detta Chiesa sarebbe stata al proposito per lui. Onde raccommandando questo suo desiderio ad essa Santa che volesse favorirlo, e secondarlo, si partì con animo di dimandarla, e cosi fece, e gli riusci, havendola ottenuta dalla Venerabile Archiconfraternita del Confalone...» [2]

E così fu, anche se con grandi difficoltà e tribolazioni delle quali non è qui che se ne deve trattare.

Che non fosse solo motivo di «comoda abitazione» la decantata peculiare devozione del Nostro Santo se ne ha conferma in una pubblicazione di un camilliano nel 1676, il P. Domenico Regi, il quale scrive di “Padre Camillo” che acquistato Chiesa e alcune casette contigue con l'aiuto di generosi benefattori, andarono ad abitare «nel declinar dell'anno 1586. in questa guisa la Penitente Apostolica, la perseverante Adoratrice della Croce, l'Inclita S. Maria Maddalena, volle essere la prima à dar ricetto al Padre Nostro, che nel servire et amare Dio Benedetto, pentito de' suoi falli, era tanto a lei somigliante, e sicome non era stato dissimile nelle vie del mondo, così doveva con lei seguitar sempre à baciar i pretiosi piedi di Christo, cioè à dire i Poveri più vili e bassi negl'occhi degl'altri Huomini: per imparare da quell'orme beate la traccia che ne conduce al Cielo.

Et al certo che il Padre nostro si tenne sempre à sommo pregio, vedersi arrollato sotto lo stendardo, così Serafica Conduttrice, anzi fù auspicio così favori che in Roma, et in altri luoghi i Padri Nostri con altro titolo non sono nominati che Padri della Maddalena (...) à causa del concorso de' popoli, et in rendimento di gratie à Dio, et alla Santa, dal Padre nostro s'applicò l'animo à tutto suo potere in resarcire et ornare la Chiesa, e procurare che si celebrassero più messe, mè vi mancassero Sacerdoti Idonei che havessero facoltà d'ascoltare le confessioni Sacramentali degl'altri fedeli secolari...» [3]

 

L’ampliamento della Chiesa conferma

Conferma di questo sentire della Comunità Camilliana la si può trovare anche nella abbondanza di raffigurazioni della «Apostola degli Apostoli» della quale ne è cosparsa ampia superficie della Chiesa nell’opera di ampliamento e ristrutturazione iniziata nel 1694, e nella sua struttura muraria terminata nel 1699, consacrata dal Card. Giovanni Ottoboni il 20 ottobre 1727, e completata con la decorazione che si ammira verso la metà del secolo XVIII.

Sull’Altare Maggiore dal 1698 è in esposizione la tela della “Santa in contemplazione della croce” di Michele Rocca detto “il Parmigiano”, nella magnifica cornice di Felice Fardicchini. Raffigurazioni della nostra “Santa Penitente” se ne trovano in più parti delle pareti della Chiesa, molto seguite e apprezzate dai “Cultori dell’Arte”, che ne hanno descritto in Opere specifiche.

Non ci dilunghiamo oltre, ma non possiamo evitare la citazione di un breve passo selezionato da una pubblicazione dell’Incisore Pietro Bombelli del 1792, dedicata alle Immagini della Madonna in Roma [4], che così scriveva della nostra “Salus Infirmorum”, che fin dall’inizio l’abbiamo messa in stretto contatto con «Giubileo Malati – Festa Sta Maria Maddalena – S. Camillo»:

 «Non m'ingannerô s'io dica gradito a Maria questo soggiorno, ove lo splendore del luogo, l'assiduità de' Ministri, la frequenza delle sagre funzioni invitano i Fedeli alla sua adorazione. Ma riflette principalmente ch'Ella scelse stare tra Camillo, e Maddalena, frutti preziosi della misericordia del suo divin Figliuolo: rifletto che scelse a documento de suoi Devoti, star d'appresso alla Croce. Stabat juxta Crucem Jesu Mater ejus Jo. 19.»

 

NOTE

[1] Cicatelli Sanzio, "Vita del Padre Camillo de Lellis, manoscritta, cap. XXXV", in Edizione a stampa, Roma 1980, pp. 72-74

[2] Idem, "Camillo ottiene la Chiesa della Madalena, dove và ad habitare con la Congregatione", Cap. XLI, pp. 80-81

[3] Regi Domenico, Memorie Historiche del Ven. P. Camillo de Lellis e de' suoi Chierici Regolari Ministri delli Infermi, In Napoli, per Giacinto Passaro, 1676, p. 33

[4] Bombelli Pietro, RACCOLTA\Delle Immagini\DELLA BMA VERGINE\Ornate della Corona d'Oro\DAL R.mo CAPITOLO DI S. PIETRO, Tomo III, Incisore, Roma Stamperia Salomoni MDCCXCII, p. 83

 

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