Il Maratta e il «Cubiculum Sti Camilli»

Abstract

 

La ispirata Icona del «Crocifisso conforta S. Camillo» del Carlo Maratta (1625-1713), della quale si è già detto, scritto e pubblicato, - in calce inseriamo Link di accesso alle precedenti pagine web -, continua a sorprendere per notizie storiche che rimbalzano da antichi manoscritti che, - benché non ne dicono direttamente -, confermano le varie ipotesi che si son fatte circa il tempo e la fonte che ispirò il Pittore di Camerano delle Marche, conosciuto e apprezzato in ambito camilliano come s'è visto nell'anno della Beatificazione (1742) nella presentazione della Icona del Placido Costanzo eseguita per l'Altare della Tomba nella Chiesa di S. Maria Maddalena, dove si legge che «Questa pittura è riuscita di tale perfezione che più non avrebbe possuto dare la memorabile industria del Cavaliere Carlo Maratta nell'opere sue…»[1], e per un olio su rame con tema “La Madre della Misericordia con Bambino e San Camillo”, purtroppo anni addietro trafugato notte tempo da ignoti.

E' per questa manifica e ispirata Tela esposta in un piano dell'«Hotel Donna Camilla Savelli», su il primo tornante della salita del Gianicolo in via Garibaldi, certificata essere del Maratta, che ci intriga non poco dimostrarne tempo di esecuzione e fonte di ispirazione:

 

 

 

Il "saggio" ovviamente è articolato e di una certa consistenza, così che lasciamo ai gentili nostri amici devoti del Nostro San Camillo, di prelevare il tutto se lo ritengono interessante.

Qui solo le linee sulle quali abbiamo costruito la nostra ricerca:

 

1. La descrizione dello storico Cosmo Lenzo

Fondamentale quanto scrive il camilliano P. Cosma Lenzo nei suoi «Annales» pubblicati nel 1641 [2], che dà la descrizione "fotografica" di quello che il camilliano P. Francesco Meloni, su richiesta dei Superiori, aveva affrescato le pareti della Infermeria dove morì il Nostro Santo il 14 luglio 1614, trasformato in «piccolo Santuario».

Ecco un breve passo fondamentale: "L'altare, sul quale si celebra quotidianamente, è posizionato nella parte opposta alla porta, a ridosso della parete. Al suo centro è stato collocato il santissimo simulacro del Crocifisso, lo stesso che aveva parlato, consolandolo, al nostro padre afflitto dalle angustie, di cui è stato più volte riferito. Ai suoi piedi si vede il padre Camillo, in ginocchio, sulla lato destro è dipinto l’arcangelo S. Michele; al lato sinistro, l’Angelo Custode..."

 

2. Un "manoscritto" del 1756

Da uno dei due manoscritti dell'inizio 1700, che ci sono stati gentilmente messi a disposizione dall'Archivio Generale Camilliano, - quello del P. Giacomo Margotti del 1756 -, viene confermato indirettamente la presenza di questa pittura a fresco nel momento sofferto di dover «smontare l'originale infermeria» per motivi di ristrutturazione dalle fondamenta quel lato della Casa Religiosa, raccomandando di far «ricopiare le pitture delle Mura Collaterali per poi rifarle nella nova stanza».

 

3. Quel 1680 anno della ristrutturazione

Ed è su questa documentazione, che ci documenta il «momento della demolizione e ricostruzione», che ci affidiamo per sostenere essere contemporanea l'esecuzione di quel «Quadro per la Duchessa Camilla Savelli», una nostra ipotesi di essere dinanzi ad una preziosa «istantanea fotografica» di quel che vollero raffigurare nei primissimi tempi che seguirono la morte del Santo Padre Fondatore Camillo i suoi figli, oggi esposto e custodito nell’ex Convento delle “Oblate Agostiniane di Santa Maria dei 7 Dolori” sulla strada che s'inerpica al Gianicolo, da qualche anno «Hotel Duchessa Camilla Savelli» a 5 Stelle!

 

** Galleria Fotografica => click

** Testo intero => click

** Alle precedenti pagine dedicate a questo tema => click

 

Note

[1] Archivio Generale Ministri Infermi, n. 077

[2] Lenzo C., Annales Religionis Cler. Reg. Ministrantium Infirmis, Neapoli, typis Secundini Roncalioli 1641, pp. 477