DOLENTIUM HOMINUM

N. 23 (anno VI11 - N. 2) 1993

RIVISTA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE

PER GLI OPERATORI SANITARI

 

Selezione della relazione
dedicata alla Celebrazione a Lourdes
della "Ima Giornata Mondiale del Malato"
 

 

Lettera di Papa Giovanni Paolo II

al Cardinale Fiorenzo Angelini

« ... parlerai della nostra predilezione

per le persone ammalate ... »

 

Al Venerato Nostro Fratello

FIORENZO ANGELINI

Cardinale di Santa Romana Chiesa

 

Grande è l'importanza, grande il rilievo della Giornata Mondiale del Malato, dal momento che la Chiesa ha sempre dedicato speciali cure a quanti versano in cattive condizioni di salute, e dal suo stesso seno, lungo il corso dei secoli, sono sorti numerosi uomini, i quali appunto agli infermi ed alle persone tormentate dalle diverse malattie hanno prestato la loro premurosa opera. Anche nella nostra epoca noi intendiamo rimanere fedeli ad un tale impegno, onde sia chiaramente riconosciuta la dignità dell'uomo, anche se colpito da mali fisici, e sia salvaguardata la sua posizione in mezzo alla società. Intendiamo anzi dimostrare a tutti che quanti sono menomati da cattive condizioni di salute e sono feriti dalle avversità della vita, svolgono un ruolo primario nel mistero della salvezza, in quanto, come rivelano in se stessi l'immagine di Cristo sofferente, così danno un grande contributo alla causa della redenzione. Noi desideriamo, perciò, che questi insegnamenti cristiani abbiano sempre più a consolidarsi e a diffondersi dappertutto, benché oggi la pubblica opinione pensi e giudichi diversamente. Per tale ragione abbiamo appreso con viva soddisfazione che il prossimo undici febbraio sarà celebrata a Lourdes la Giornata Mondiale del Malato, perché dove son soliti recarsi in gran numero gli ammalati per implorare, mediante l'intercessione della Madonna celeste, la salute del corpo, ivi possano anche più compiutamente manifestarsi la pietà religiosa e la sollecitudine della Chiesa. Pertanto, affinché tale celebrazione si svolga in maniera più aperta e solenne, abbiamo stabilito di mandarvi un uomo illustre che rappresenti la nostra persona e trasmetta, al tempo stesso, le nostre esortazioni ed intenzioni. Abbiamo così rivolto il nostro pensiero a te, Venerato nostro Fratello, che ci sei apparso particolarmente adatto ad assolvere un tale incarico, poiché è da molto tempo che ti stai lodevolmente occupando di questo particolare settore. Perciò, noi ti nominiamo Inviato Straordinario per la celebrazione di quella Giornata, in cui, secondo richiederanno le circostanze, parlerai della nostra predilezione per le persone ammalate ed insieme della nostra pietà mariana. A tutti quanti, infine, vorrai dimostrare la nostra benevolenza, perché si estenda veramente a tutti, consoli le tribolazioni di tutti e valga di incoraggiamento per tutti. Vogliamo, da ultimo, inviare a quanti parteciperanno e interverranno la più ampia Benedizione Apostolica, che sia per essi preannuncio dei celesti favori e sollievo delle loro sofferenze.

 

Dal Palazzo Vaticano, il 15 dicembre dell'anno 1992,

decimoquinto del nostro Pontificato.

IOANNES PAULUS PP. I1

 

 

Prima Giornata Mondiale Malato 1993

la celebrazione a Lourdes

(Lourdes, I l febbraio 1993)

 

In tutto il mondo si è celebrata 1'11 febbraio 1993, Festa della Santissima Vergine di Lourdes, la Prima Giornata Mondiale del Malato, istituita il 13 maggio 1992 da Giovanni Paolo I1 per scuotere, insieme alla comunità ecclesiale, anche la società civile, affinché l'umanità prenda coscienza della vastità dei mali che l'affliggono e ricollochi tra le priorità del progresso della civiltà i problemi attinenti alla salute ed all'assistenza sanitaria. L'l1 febbraio 1993 è stato un particolare giorno nell'ambito della pastorale d'insieme e dell'azione della Chiesa, il punto di riferimento di una serie di iniziative con lo scopo manifesto di sensibilizzare il Popolo di Dio alle istanze umane, etiche e spirituali del mondo della salute e della sofferenza, via fondamentale della missione della Chiesa.

Lourdes ha vissuto l'importante Giornata con uno splendore e una solennità tutta particolare a motivo sia della Festa liturgica della Madonna di Lourdes, sia della presenza nel Santuario per la memorabile Giornata della Missione Pontificia, composta dal Card. Fiorenzo Angelini, Inviato Speciale del Santo Padre, dai Padri José L. Redrado, O.H. e Felice Ruffini, M.I., rispettivamente Segretario e Sottosegretario del Dicastero, dal P. Henry Joulia, Direttore del « Bureau de Presse du Sanctuaire » e da Mons. Boleslaw Krawczyk, Cerimoniere Pontificio.

Ad aspettare ed accogliere la Missione Pontificia, c'erano gli Ambasciatori di alcuni paesi presso la Santa Sede (Cuba, Paraguay, Grecia, Uruguay), nonché i numerosi pellegrini, soprattutto Operatori sanitari venuti con l'Inviato Speciale del Santo Padre, i Vescovi, Mons. Sahuquet di Lourdes e Mons. Jaeger di Nancy, Mons. Renzo Fratini, Consigliere di Nunziatura a Parigi, i sacerdoti responsabili del Santuario, il Sig. Miche1 Gillibert, Ministro francese per « les Personnes handicappées et les Accidentés de la vie D, il Sig. Franqois Leonelli, Prefetto degli «Alti Pirenei», il Sig. Philippe Douste-Blazy, Sindaco di Lourdes.

Iniziata nella tarda mattinata del 10 febbraio 1993, la Missione del171nviato Speciale del Santo Padre si è conclusa nella mattinata del 12 febbraio. Molti sono i pellegrini mala ti, handicappati, i loro familiari, operatori sanitari, religiosi, sacerdoti e vescovi venuti per la circostanza a Lourdes a pregare, riflettere e condividere, insieme al Card. Angelini, la condizione di coloro che soffrono nello spirito e nel corpo.

Tre momenti hanno contraddistinto le diverse manifestazioni e celebrazioni della Giornata Mondiale del Malato: 1. La preghiera: oltre 25.000 pellegrini hanno assistito ai diversi uffici e celebrazioni preparate con cura ed eseguite con la dovuta solennità. I1 momento saliente del pellegrinaggio dell'11 febbraio è stato senza dubbio la Liturgia eucaristica presieduta dal Card. Angelini, concelebranti dieci vescovi e un migliaia di sacerdoti e con la partecipazione di oltre 25 mila pellegrini. L'impeccabile ordine, il magnifico coro e la fastosa liturgia hanno dato un tono tutto particolare alla Concelebrazione svoltasi nella Basilica S. Pio X. A conclusione del pellegrinaggio, un'altra Concelebrazione eucaristica ha avuto luogo nella mattinata del venerdì 12 febbraio alla Grotta, con la partecipazione di migliaia di pellegrini. È stato l'ultimo atto religioso di ringraziamento e di saluto alla Madonna per tutti i benefici spirituali concessi grazie alla sua materna intercessione.

2. Tavola rotonda: hanno preso la parola, oltre al Card. Angelini, gli esponenti di Istituzioni nazionali ed internazionali, di Organizzazioni internazionali cattoliche del mondo della Sanità, di Governi e di Associazioni di persone malate ed handicappate, di operatori sanitari.

3. Alcune visite della Missione: la Missione Pontificia ha visitato un Centro per dialisati collegato con il Santuario e l'Unità per lunga degenza e anziani dell'ospedale civile di Lourdes. L'Inviato Speciale, accompagnato dalla delegazione, ha effettuato una visita nella mattinata del 12 febbraio alla Scuola del Vangelo: un'oasi di rinnovamento spirituale dove dei giovani dai 18 ai 30 anni vengono a consacrare un anno per approfondire la loro fede sotto lo sguardo materno di Nostra Signora di Lourdes.

A conclusione di questa breve cronaca, credo giustamente sottolineare: - l'accoglienza calorosa riservata all'Inviato Speciale e alla Missione Pontificia da parte delle Autorità ecclesiastiche, civili e politiche  francesi, all'arrivo, durante il soggiorno e alla partenza da Lourdes; - il pensiero costante e vibrante al Santo Padre espresso nelle varie manifestazioni e celebrazioni dall'Inviato stesso, dalle Autorità civili e politiche, dai Vescovi e sacerdoti e dai pellegrini presenti; - la consegna e l'accoglienza con gratitudine da parte dei fedeli presenti dei rosari, delle immagini, nonché degli altri oggetti sacri benedetti dal Papa e affidati per la circostanza al suo Inviato Speciale.

 

Mgr. Jean-Marie M. Mpendawatu

Officiale del Dicastero

 

"La Chiesa è accanto a chi soffre"

Saluto del Card. Fiorenzo Angelini all'arrivo a Lourdes

 

Ringrazio vivamente della calorosa accoglienza le autorità civili e religiose presenti e, in particolar modo, Sua Eccellenza M. Miche1 Gillibert, Ministro per le « Personnes handicapées et les Accidentés de la vie D, l'Onorevole Monsieur Douste-Blazy, Sindaco di Lourdes e Sua Eccellenza Reverendissima il Vescovo di Tarbes-Lourdes, Mons. Jean Sahuquet.

Sono qui per presiedere, in rappresentanza del Santo Padre, la celebrazione della prima Giornata Mondiale del Malato. Designando Lourdes come luogo di questa celebrazione, il Santo Padre Giovanni Paolo I1 ha innanzitutto inteso riaffermare la sollecitudine della Chiesa per gli infermi e i sofferenti e il significato che essa riconosce alla sofferenza vissuta nella dimensione spirituale cristiana e mariana.

Tuttavia, la Giornata del Malato è anche la Giornata per il Malato. La Chiesa è accanto a chi soffre non soltanto con sentimenti di affettuosa condivisione, ma con il servizio reso con generosità esemplare dalle molteplici istituzioni sanitarie cattoliche, dagli operatori sanitari e di pastorale sanitaria, dalla folla di volontari sacerdoti, religiosi, religiose e laici, da numerosi gruppi, movimenti e associazioni.

Da questo luogo, testimone di infinite sofferenze e di sublimi speranze, dovrà in questa occasione partire un messaggio capace di scuotere le coscienze di tutti gli uomini, chiamati a gettare, nel servizio all'umanità che soffre, le basi di una civiltà che riconosca nella solidarietà e nell'amore il fondamento della giustizia e della pace tra gli individui e tra i popoli. Grazie.

 

 

Parole del Sindaco di Lourdes in occasione del ricevimento

in onore di S. E.za il Cardinale Fiorenzo Angelini,

Inviato Straordinario di Sua Santità Giovanni Paolo II

(Giovedì I l febbraio 1993 - Hotel de Ville) 

Eminenza, per conferire a questa Giornata Mondiale del Malato tutta la sua importanza e permetterle un irradiamento universale, Sua Santità Giovanni Paolo II ha voluto che essa fosse celebrata a Lourdes l'11 febbraio, giorno consacrato alla Beata Vergine Maria. Allo scopo di dare a questa cerimonia tutto il suo significato e sottolineare la sua affettuosa sollecitudine nei confronti di quanti, a causa della malattia, conoscono la sofferenza, il Santo Padre ha scelto di essere rappresentato nella città mariana da colui che svolge la delicata missione di presiedere il Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari.

Ho quindi il grande onore, a nome di tutti i cittadini di Lourdes, di porgere rispettosamente il benvenuto a Vostra Eminenza, nella sua qualità di inviato personale del Sommo Pontefice. La città di Lourdes è molto sensibile alla sollecitudine del Santo Padre ed apprezza l'insigne favore della presenza di Vostra Eminenza. La presenza a Lourdes questa mattina del Sig. Gillibert, Ministro degli Handicappati, in rappresentanza del governo, sottolinea l'importanza che le autorità civili annettono a questa celebrazione. E per provare, qualora ce ne fosse bisogno, il carattere internazionale di questa Giornata Mondiale del Malato e dell'Handicappato, Lourdes accoglie con piacere il Sig. Adriano Bompiani, Ministro per gli Affari Sociali d'Italia, giunto nella città mariana con numerose personalità.

Nel suo messaggio, il Papa rivolge «un invito a riconoscere nel volto del fratello sofferente, il volto di Cristo che, con la sua sofferenza, morte e risurrezione, ha operato la salvezza dell'umanità ». Come osare ormai passare con indifferenza a fianco di colui che soffre? Come non sporgersi verso di lui per andare in suo aiuto? Quanti a Lourdes, nel cuore dell'ospitalità, si pongono volontariamente al servizio dei malati, sanno che l'assistenza verso queste persone è indispensabile per offrire loro, nelle ore cupe, il necessario conforto. Da oltre un secolo, milioni di esseri umani vengono a deporre ai piedi di un'umile grotta le loro inquietudini, le loro miserie, le loro malattie, le loro disperazioni. Tutti anelano la speranza, per questo seguono il cammino tracciato, meglio che dalla mano degli uomini, fin dall'eternità e seguito da oltre un secolo da Bernadette: essi vanno a Massabielle. Vengono a lenire le loro ferite e a dissetarsi alla fonte scaturita da un sorriso della Vergine tra le dita straziate di una delle nostre umili bambine.

A Lourdes trovano un'altra luce. In un mondo così pieno di egoismo, di corporatismi troppo stretti, di nazionalismi a volte bellicosi, di tendenza a chiudersi in se stessi, di razzismo, antisemitismo, individualismo estremista, tutto questo costituisce attualmente una corrente molto forte. Per colui che afferma il «primato dello spirituale», che pone la persona umana al centro di ogni azione, che proclama la necessaria solidarietà tra gli uomini, combattere queste tendenze è un dovere quotidiano. È qui credo il messaggio della Chiesa che invita ogni persona ad andare oltre se stessa, che opera per il riavvicinamento e non per la divisione.

Quel che è nuovo è l'attuale necessità di questo pensiero della Chiesa, nel contesto di questa fine di secolo e di millennio. Da qui si può comprendere perché il Santo Padre abbia scelto Lourdes per celebrare questa prima Giornata consacrata ai malati. Mi sia permesso, Eminenza, di essere l'interprete dei cittadini di Lourdes pregandoLa di trasmettere al Santo Padre Giovanni Paolo II il loro filiale e indefettibile attaccamento.

 

Breve selezione degli echi dal mondo della

“Ima Giornata Mondiale del Malato”

Vasta risonanza nel mondo ha avuto l'appello del Santo Padre: una risposta esaltante e spesso commovente. Non abbiamo tutte le relazioni dai diversi Paesi, ma gli echi che sono arrivati sono oltremodo significativi e consolanti. Sottolineiamo subito la riconoscente soddisfazione degli infermi, universalmente uniti nella sofferenza e nell'amore con tutta la Chiesa e con grande parte dell'umanità.

La sollecitudine dei Vescovi, la premura delle Nunziature, l'operosità delle istituzioni sanitarie, i cappellani ospedalieri e le suore, l'impegno del Volontariato, la presenza di altre correnti religiose - come i musulmani ed i protestanti in molti Paesi - ovunque i medici e la società civile con le Autorità, le iniziative e le organizzazioni: dal panorama della sofferenza hanno realizzato un'appassionante azione di risposte, sul piano umano, scientifico e religioso. Hanno avuto la loro parte i sentimenti e l'emozione, ma anche l'effettiva concretezza delle opere, la condivisione, la preghiera.

La sensibilizzazione « alla necessità di assicurare una migliore assistenza agli infermi » - come ha detto il Papa nella sua Lettera del 13 maggio 1992 -, l'incoraggiamento al malato « a valorizzare la sofferenza », il coinvolgimento delle comunità, delle famiglie e del Volontariato, l'importanza della formazione degli Operatori Sanitari e dell'assistenza religiosa agli infermi, il vivere insieme questo ((momento forte di preghiera, di condivisione e di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa », il « riconoscere il Volto Santo di Cristo nel volto del fratello infermo » erano i grandi riferimenti indicati dal Santo Padre per rendere efficace questa celebrazione. La rispondenza è stata corale e generosa, vibrante più del previsto.

Era stata immediata ed intensa anche la preparazione alla Giornata. I1 Pontificio Consiglio della pastorale per gli Operatori Sanitari, oltre alla Lettera del Santo Padre, aveva fatto arrivare alle Nunziature, alle Conferenze Episcopali di tutti i Paesi, alle Associazioni dei Medici ed a varie Organizzazioni, un progetto di indicazioni per i diversi momenti della preparazione e della celebrazione; aveva pubblicato un opuscolo per la Giornata ed una videocassetta intitolata « Il valore della sofferenza », la quale è stata accolta ovunque con grande apprezzamento e compiacimento: « Ne ho ammirato la realizzazione impeccabile e l'alto valore didattico! » - « Un important support pour sensibiliser davantage les fidèles à la souffrance qui les entoure » (Costa d'Avorio) - Porter de l'espérance que le Saint-Père offre au monde entier » (Iran) - « Intelligente e moderna iniziativa pastorale (Guatemala) - « Aiuterà non poco nell'evangelizzazione di questo Paese così provato » (Nicaragua).

Queste sono alcune delle tante espressioni scritte dagli Ecc.mi Nunzi a proposito della videocassetta. È solo un particolare della molteplice e frenetica corrispondenza della preparazione. In molti Paesi, a seconda delle situazioni locali, è stato possibile organizzare una preparazione a carattere unitario sia a mezzo stampa con articoli e manifesti sia attraverso associazioni. Le Nunziature sono state preziose, tempestive e precise; così le Conferenze Episcopali. Naturalmente nella realizzazione ha molto influito la vitalità diocesana e le possibilità operative. Nella celebrazione della Giornata, quasi ovunque si è seguito il solito cliché: celebrazione religiosa con la partecipazione del Vescovo diocesano, incontri, visite e doni ai malati, cerimonie ufficiali, conferenze.

Vorremmo poter illustrare i meravigliosi gesti di solidarietà, le iniziative, gli studi e le informazioni che si sono diffuse, i rinnovamenti delle strutture che questa occasione ha suscitato, il conforto e le speranze. Anche per ragioni di spazio non possiamo qui portare integralmente le relazioni dei diversi Paesi. Ma ci sembra doveroso segnalare brevemente, in un linguaggio quasi telegrafico, almeno alcuni punti, tenendo conto delle difficoltà di certe situazioni….