Con San Camillo la «Quaresima 2014» 

Con la Parola de Signore che in questi primi giorni di Quaresima portiamo con noi, le apriamo ad una più profonda meditazione con una selezione delle riflessioni dettate da Papa Francesco alla grande folla di fedeli durante l’Udienza Generale del 5 marzo 2014, Mercoledì delle Ceneri:

«La Quaresima giunge a noi come tempo provvidenziale per cambiare rotta, per recuperare la capacità di reagire di fronte alla realtà del male che sempre ci sfida. La Quaresima va vissuta come tempo di conversione, di rinnovamento personale e comunitario mediante l’avvicinamento a Dio e l’adesione fiduciosa al Vangelo. In questo modo ci permette anche di guardare con occhi nuovi ai fratelli e alle loro necessità. Per questo la Quaresima è un momento favorevole per convertirsi all’amore verso Dio e verso il prossimo; un amore che sappia fare proprio l’atteggiamento di gratuità e di misericordia del Signore, il quale "si è fatto povero per arricchirci della sua povertà" (cfr 2 Cor 8,9).

Meditando i misteri centrali della fede, la passione, la croce e la risurrezione di Cristo, ci renderemo conto che il dono senza misura della Redenzione ci è stato dato per iniziativa gratuita di Dio. Rendimento di grazie a Dio per il mistero del suo amore crocifisso; fede autentica, conversione e apertura del cuore ai fratelli: questi sono elementi essenziali per vivere il tempo della Quaresima.

In questo cammino, vogliamo invocare con particolare fiducia la protezione e l’aiuto della Vergine Maria: sia Lei, la prima credente in Cristo, ad accompagnarci nei giorni di preghiera intensa e di penitenza, per arrivare a celebrare, purificati e rinnovati nello spirito, il grande mistero della Pasqua del suo Figlio.»

Ed è il cammino quaresimale dei primi tempi “post conversionem” del nostro San Camillo, nella narrazione del biografo contemporaneo, il camilliano P. Sanzio Cicatelli, che scrive appena è giunto in Manfredonia «dopo haver con molte lagrime raccontato il tutto al Guardiano, gli dimandò con grandissima instanza l'habito. Del che stupito quello, et conoscendo chiaramente da molti segni essere vera mutatione della destra dell'Altissimo, lo consolò, promettendo di farlo ricevere alla venuta del lor Procuratore Generale.

Della qual promessa contento cominciò dall'istesso giorno à far aspra penitenza essendo il suo principale essercitio di farsi ogni giorno un pasto di pianto per i peccati della passata gioventù non cessando mai d'affaticarsi ne' piu bassi e vili servigi del convento. Si levava con i frati à matutino la notte nella qual hora esso l'oration mentale faceva. Si disciplinava similmente con loro, e digiunò anco tutta la Quaresima intera cosa che mai più non haveva ne anco assaggiata in vita sua.

Del che havendogli compassione il Guardiano, lo soleva talvolta essortare c'havendo alle molte fatiche del giorno riguardo volesse tanta astinenza moderare. Ma lui a questo soleva rispondere che se loro essendo huomini deboli oltre tante altre macerationi e fatiche facevano dette astinenze perche esso essendo giovane e gagliardo non le poteva tanto maggiormente fare?»

Papa Francesco ha invocato «la protezione e l’aiuto della Vergine Maria»…

Ebbene è quanto leggiamo del recuperato giovane Camillo: «Purificato adunque Camillo per intercessione della B. Vergine nel sudetto bagno delle proprie lagrime, havendo anco in quello smorzata tutte le fiamme de suoi cattivi desiderij ritornò subito a cavalcare per la volta di Manfredonia. Sentendo in se stesso un desiderio tanto grande di pigliar l'habito di Cappuccino che se n'havesse ritrovato uno per strada lui afferma che se l'haverebbe posto senza licenza de' Frati.» (felix pierre)