Quella sera del 14 Luglio 1614

 

 

L'Icona che abbiamo scelto per il 14 luglio 2013 nell'annuale ricorrenza della «Memoria Liturgica» del Santo Transito di "Padre Camillo", è una nostra composizione fatta di elementi prelevati da due Opere realizzate in epoche ben distanti tra loro.

Il "Gesù Glorioso" trionfatore sulla morte con la Madre in adorazione è parte di una mini Pala d'altare, che fu bozzetto di una più grandiosa destinata ad una Chiesa romana. Il San Camillo che entra in Cielo al termine del suo percorso terreno, è splendidamente collocato nell'affresco che adorna la volta della Sagrestia della Chiesa di S. Maria Maddalena in Roma.

A dire il vero un amico ci ha bonariamente contestato, rilevando che l'originale del Cristo Risorto con la madre sta nel contesto di Anime Purganti che passano alla luce piena e candida come neve... Certamente non è questa la nostra intenzione per San Camillo.

Coinvolti nell'ondata di entusiasmo di tutto l'Ordine Camilliano nello studiare come celebrare al massimo il «IV° Centenario del Suo Santo Transito», ci permettiamo di rileggere secondo come noi lo sentiamo e interpretiamo quella proiezione dell'animo di "Padre Camillo" degli ultimi giorni che si fa realizzare il ben noto dipinto del "Crocifisso", per il quale stando al biografo contemporaneo P. Cicatelli fu così concepito: «Un Crocifisso morto in Croce, con dui Angeli, uno alla destra, e l'altro alla sinistra, con calici d'oro in mano, che raccogliessero il sangue delle piaghe di Giesù. Sopra la Croce volse che vi fosse un Dio Padre, con lo Spirito Santo in forma di colomba, e dui altri Angeli uno per banda, ch'offerissero al Padre Eterno i calici di sangue in remissione de' peccati d'esso Camillo. A piè della Croce à man destra, volse che fosse la Beatissima Vergine in atto di pregar per lui.... il pittore ad instanza del suo Confessore, ci haveva dipinto anco esso Camillo inginocchiato tra la Madonna e la Croce, quasi aspettando che gli piovesse qualche goccia di quel pretioso sangue adosso; e che dalla sua bocca uscivano quelle parole: "Parce famulo tuo, quem pretioso sanguine redemisti"...»

Il Nostro Santo Padre Camillo ci perdonerà di questa libera interpretazione del suo convincimento e affidamento all'efficacia del Sangue di Cristo, di quella intensità come il P. Giacomo Mancino, suo confessore fino alla morte, ha testimoniato: «Io so che aveva grandissima speranza in Dio in tutte le sue attioni et in particolare sempre diceva haver speranza di salvarsi per il Sangue di Giesu Christo, et nel tempo della sua morte disse a me “Padre Giacomo quando starò per morire ricordatemi spesso il misericordioso Sangue di Giesu Cristo, et queste parole replicatemele spesso benche vi paresse ch’ io stesse fuori di me”, et m’ordino ancora che gli facesse fare una figura della Santissima Trinita con il Figliolo che stava in Croce, et mi disse “delle piaghe di Giesu Christo fatte ch’esca Sangue assai, et in abbondanza acciò ch’Io vedendo tanta abundanza di sangue, Io maggiormente avesse speranza della mia salute”…»

Ed allora noi, ecco con pensiero ardito e di quasi visione "mistica", siamo certi che lo accolse questo bel Gesù Risorto e Glorioso con la sua Mamma in sublime adorazione materna, nell'entrare in cielo appena chiuse gli occhi in quella sera del 14 luglio 1614... Il Gesù con i segni della passione e morte, che avevano gettato il sangue fino all'ultima goccia, come sempre Lo aveva visto nella sua preghiera e adorazione da quel 2 febbraio del 1575....

E' Quello il suo Signore che secondo il progetto del Divin Padre da sempre lo aveva incluso nel "progetto" delle sue premure, e lo aveva predeterminato a far parte di quel numero di eletti «ad essere conformi all'immagine del Figlio suo affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli...» (Rom, cap. 8, 29)

E noi lo vogliamo festeggiare così il Nostro San Camillo, quale Icona di Speranza certa e sicura mentre noi ancora si naviga su questa terra in acque non sempre tranquille, come lui forti nella fede aspettando «la beata speranza e la manifestazione gloriosa del nostro grande Iddio e Salvatore Gesù Cristo» (Tt 2,13) «il quale trasformerà allora il nostro misero corpo, rendendolo conforme al suo corpo glorioso» (Fil 3,21), e verrà «per essere glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che avranno creduto». (2Tess 1,10)

Con l'accompagnamento della Immacolata Madre di Cristo Gesù, che ha portata nella sua dimensione esistenziale, si rivela tutta nella "Lettera testamento" firmata sul letto di morte nelle parole «Item lascio la mia volontà nelle mani di Maria Vergine Madre dello Onnipotente Dio, ed intendo di non voler altro, se non quello, che la Regina delli Angeli vuole, e fò Lei mia Protetrice ed Avvocata, e prego per la sua clemenza si degni di accettare questa mia elezione, ed ammettermi sotto la sua tutela e protezione...»

Questo è il nostro 14 di luglio rileggendo il finale di sua vita nella testimonianza del P. Cicatelli: «Passò alli 14. di Luglio 1614. di Lunedì la sera ad un'hora e mezza di notte, allargando le braccia in Croce, havendo sempre in bocca e nel cuore il Santissimo nome e sangue di Giesù Christo, e il Santissimo nome di Maria, benedicendo anco la Santissima Trinità, e San Michel Arcangelo, mentre si leggevano quelle parole, "Mitis atque festivus Christi Jesu tibi aspectus appareat”, dando gli ultimi sospiri con volto allegro e con gli occhi verso il Cielo, senza alcun'horrore ò altra trasformatione di viso, che pareva più tosto risplendesse, andò à reficiarsi in Cielo, rendendo l'anima al suo creatore, essendo tutti i nostri presenti che piangendo pregavano per il suo felice passaggio...», pur rimanendo ancorati al suo sentire del Sangue di Cristo che vi riproponiamo in un nostro servizio di tempo addietro. (felix pierre)