12 giugno 2007

 

43° Anniversario del Transito del
Servo di Dio Nicola D'Onofrio

 

Villa Sacra Famiglia - Roma

 

Testo e fotoservizio di

Fernanda Santobuono

 

Il “secondo tempo”, centrale, si celebra a Roma, nella Casa di Cura Villa Sacra Famiglia, dove, nell’allora Studentato Camilliano, accadde qualcosa di straordinario, che tutti i Confratelli ricordano e custodiscono nel proprio cuore: l’essere stati accanto ad un Santo, l’aver diviso con lui tanti momenti felici ma anche tanto difficili, come la sua sofferenza e la morte, che lo raggiunse  all’età di 21 anni: come un soffio di vento leggero, Nicolino se ne andò lasciando tutti nello sgomento e nell’incredulità. E’ questo il tempo della maturità, della prova, del riscatto, della conversione. A questo appuntamento nessuno può mancare.

Così, martedì 12 giugno, tanti “amici” si sono ritrovati intorno all’altare di Villa Sacra Famiglia, per celebrare nella gioia la “co-presenza” di Nicolino nella “Miracolo Eucaristico”. La celebrazione è stata presieduta dal nuovo Padre Generale, Renato Salvatore. Con lui, hanno concelebrato diversi Confratelli della Provincia Romana e della Vice Provincia del Burkina Faso. Tra loro, c’era il Postulatore Generale P. Luigi Secchi e Padre Felice Ruffini, autore della biografia del Servo di Dio “Una vita donata”, il quale da anni segue, con attenzione e premura, l’evolversi del Processo di Beatificazione e Canonizzazione del giovane Camilliano. La Liturgia è stata servita dai giovani Studenti dello Scolasticato camilliano romano, accompagnata dai canti della Corale parrocchiale San Camillo de Lellis. 

A questo annuale appuntamento ha preso parte Fr. Vincenzo  Acquisto, della Comunità Cappuccina di Velletri, che ha donato alla Comunità di Monte Mario un bel ritratto di Nicolino, realizzato con le sue stesse mani. Il quadro, una tela ad olio delle dimensioni di cm. 60 x 70, cornice dorata con distanziatore decorativo in velluto bleu, raffigura il Servo di Dio con gli elementi della fede: il giglio, tra le mani, quale segno di fedeltà alla vocazione; la corona del rosario, come via di purificazione; lo Spirito Santo, invocato spesso da Nicolino, quale amico da cui lasciarsi plasmare; la corona di spine, che circonda la testa del Servo di Dio, da lui immaginato “nella singolare e generosa partecipazione ai patimenti di Cristo Gesù Crocefisso, Signore e Salvatore Nostro”, la sua sofferenza unita a quella di Cristo, che è divenuta ormai gloria nei Cieli e salvezza per le anime.

E’ questa la speranza che deve riscaldare i nostri cuori. “Quanto più si immergeva nell’oceano infinito dell’amore di Dio, tanto più profondamente Nicolino donava se stesso agli altri”, ha ricordato il Padre Generale, spiegando nella Omelia l’importanza della dimensione spirituale nella vita di ogni persona. “Sappiamo bene, per esperienza personale che, prima di ogni altra cosa, abbiamo bisogno di unirci a Dio: lo studio, il lavoro, i programmi, e via dicendo, devono occupare un posto secondario nella nostra agenda personale. Diversamente si rischia seriamente di perdere l’essenziale e di correre dietro a tante cose senza mai afferrare ciò che veramente conta”. Questo vale “… anche per noi Camilliani, nel comune servizio alla pastorale vocazionale”.

 

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Villamagna

17 giugno 2007

 

Si è concluso domenica 17 giugno, a Villamagna, nel paese natale del Servo di Dio Nicola D’Onofrio, il “terzo tempo” del cerimoniale in memoria del Transito del giovane Religioso.

Tanti gli “amici” intervenuti alla celebrazione eucaristica presieduta dal Parroco don Ernesto Frani, nella chiesa di S. Maria Maggiore, dove Nicolino ha ricevuto il dono del Battesimo, della Prima Comunione e della Cresima e dove continua a vivere nel cuore della comunità, attraverso la preghiera e la recita del Santo Rosario, come ha ricordato lo stesso Postulatore Generale, P. Luigi Secchi, nel suo saluto di ringraziamento. L’ultimo venerdì di ogni mese, un gruppo di fedeli si riunisce nella chiesa della Madonna del Carmine, per leggere alcuni brani della vita del Servo di Dio, seguiti dalla preghiera del Rosario. La chiesa si trova lungo la strada che conduce alla casa natale, tante volte percorsa a piedi da Nicolino, anche in pieno inverno, quando non voleva  mancare al suo servizio all'Altare nella chiesa parrocchiale, benché la sua casa fosse distante diversi chilometri, posta com’è sul confine con la vicina Bucchianico. A qualche chilometro dalla chiesa, si trova il Polo didattico, a Lui intitolato nel 2002.

L’appuntamento è organizzato mensilmente da Claudio Marullo e vede la partecipazione costante di Tommaso D’Onofrio, fratello di Nicolino, dei parenti più stretti, e degli amici più affezionati. Un vero e proprio “movimento di preghiera”, come l’ha definito il Parroco durante l’omelia, che continua anche a Bucchianico, in un’abitazione privata, il 22 di ogni mese, a Penne, a Chieti Scalo e a Pescara. Questo “rosario vivente” scandisce nel tempo le varie fasi del Processo Canonico.

Tutto questo è motivo di gioia e di gratitudine. “Dobbiamo innanzitutto pregare - ha detto il Postulatore -  perché Nicolino vuole portarci a Cristo, del quale ci ha rivelato il vero Volto”.   

Ma non basta. Nel riferire della relazione tenuta al Capitolo Generale di Ariccia, nel mese di maggio scorso, dove ha aggiornato i Capitolari sullo “statu quo” del Processo di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio, giunto alla fase della Positio, P. Luigi ha aggiunto: “E’ stato per me un privilegio poter presentare personalmente la figura del nostro Nicolino ai rappresentanti della Grande Famiglia Camilliana, sparsa in 40 paesi dei cinque Continenti. La sua fama di santità si sta diffondendo in tutto il mondo”.

Questa “presenza” di Nicolino la si ritrova anche sul sito web del Santuario www.sancamillo.org, dal quale è possibile collegarsi al sito del Cile, nato in seguito alla grande devozione in questa porzione dell’America Latina nei confronti del Servo di Dio. Devozione che è maturata proprio alla scuola della preghiera e che ha dato i suoi “frutti” più belli nel campo delle vocazioni e nella straordinaria guarigione di due malati, ora al vaglio della Congregazione per le Cause dei Santi. “La sua fama di santità - ha aggiunto il Postulatore - ha aperto la strada anche ad una rinnovata presenza Camilliana nella Diocesi di San Bernardo, situata nell’area Metropolitana di Santiago del Cile”.

Questa, sicuramente, è la lezione più bella che il “bambino di Villamagna” consegna in eredità a tanti studenti, giovani di oggi, che come lui vivono fino all’età di 21 anni, e anche meno, ma muoiono così disperatamente sul “marciapiede della vita”, senza lasciare alcuna traccia di sé. “Nicolino – ha detto don Ernesto nell’omelia dell’XI domenica del T.O. – insegna alle nuove generazioni a vivere nella semplicità e nella compostezza umana ed interiore, come gratitudine a Dio per il dono della vita”.  “Prego per i peccatori – scriveva il Servo di Dio nel suo diario – perché si convertano e lodino il Signore”. Occorre “ricapitolare tutto in Cristo”, affinché tanti giovani si sentano davvero protagonisti di un progetto straordinario e grande che li lasci a bocca aperta, e dia loro la consapevolezza di una vocazione e di un impegno ricchi di valore. Questa “lezione” è nel segreto dei loro anni, quando è bello donare tutto a Dio.

 

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9 giugno 2007 - Bucchianico

 

1° Premio letterario in memoria del

Servo di Dio Nicola D’Onofrio

 

“La vita è un bene prezioso”

 

*** di Fernanda Santobuono ***

 

Nel 43° anniversario della morte del Servo di Dio Nicola D’Onofrio, - 12 giugno 1964 -, si è svolta sabato 9 giugno, a Bucchianico, presso il Centro di Spiritualità a Lui intitolato, ai primi vespri della solennità del Corpus Domini, la cerimonia di consegna del 1° Premio Letterario promosso dall’Associazione culturale “A.C. De Meis” di Bucchianico, d’intesa con la Postulazione Generale dell’Ordine Camilliano.

Angelo Camillo De Meis (14 luglio 1817-6 marzo 1891) fu medico, patriota, filosofo e politico italiano, nato a Bucchianico nel giorno caro alla “memoria camilliana”, il Transito del Padre Fondatore (14 luglio 1614). Ed è proprio in nome di questa “memoria” che vogliamo unire alla cerimonia, per una “singolare” coincidenza, la visita a Bucchianico nello stesso giorno del giovane polacco Kamil (Camillo) Wojcik, e di alcuni suoi amici dei Gruppi di Preghiera “San Padre Pio” di Nowy Sącz, vicino Cracovia. Il giovane Kamil, di 15 anni, appassionato di calcio, dopo aver consultato nel suo paese diversi centri medici, senza trovare alcuna soluzione.

E’ stato ricoverato a S. Giovanni Rotondo, presso la Casa Sollievo della Sofferenza, fondata 50 anni fa da Padre Pio, molto devoto di San Camillo, dove è stato sottoposto ad una terapia di allungamento dell’arto inferiore sinistro, di 12 cm più corto del destro, con una tecnica all’avanguardia nel campo dell’Osteologia. Ora Kamil, che prima giocava a calcio zoppicando, per un’infezione contratta in età neonatale, che gli ha provocato un rallentamento della crescita dell’osso, sta bene ed ha ripreso a giocare a pallone con la serenità dei suoi anni.

E’ venuto nel Santuario per ringraziare il Santo Patrono dei Malati, che il 2 febbraio 1575, dopo essere stato anche lui a S. Giovanni Rotondo, fu raggiunto dalla grazia del Signore nella Valle dell’Inferno, e a motivo della sua piaga alla gamba sinistra fu ispirato da Dio a fondare l’Ordine dei Ministri degli Infermi! Più volte, e in diverse circostanze, abbiamo sottolineato come il Cielo si muova in favore di Nicolino.

E questa ne è un’ulteriore riprova. La presenza di Kamil nella Casa del Padre Fondatore, che custodisce le spoglie di Nicola D’Onofrio, del quale sta per essere definita la Positio del Processo di Beatificazione e Canonizzazione da parte della Congregazione per le Cause dei Santi, vuole ricordare ai giovani l’impegno a crescere nella fede e ad avere fiducia in Dio e nei suoi Santi, come ricorda lo stesso Nicolino nel suo Diario, quando offriva gli anni più belli della sua gioventù al Signore: “Noi tendiamo alla santità ma non riusciamo a comprendere di quale ostacolo ci sia il peccato veniale perché ci adagiamo troppo spesso in una vergognosa mediocrità: ci basta il salvarci”.

La prima edizione del concorso ha visto coinvolti gli studenti di 5^ elementare e scuole medie inferiori dei Comuni di Bucchianico e Villamagna, che si sono cimentati in un elaborato sul tema: “La vita è un bene prezioso e merita di essere vissuta anche quando sembra difficile. Partendo dall’esempio di Nicola D’Onofrio, cerca in te e fuori di te i valori che danno senso alla vita”.

Una commissione, composta da tre insegnanti, ha esaminato più di cento compiti, giudicandone validi sei per contenuto ed esposizione. I primi due premi sono stati vinti dagli alunni di Bucchianico: Rrapi Metushi, classe I A della scuola secondaria, e Martina Di Paolo, classe III B, che hanno ricevuto una targa ricordo ed un lettore iPod. All’Istituto Comprensivo, al quale sono andati i ringraziamenti per la preziosa collaborazione, sono stati consegnati due Atlanti Storici della Treccani.

La cerimonia è proseguita nel Santuario con la solenne Concelebrazione eucaristica in memoria del giovane Camilliano, alla quale hanno preso parte, insieme ai Religiosi della Comunità, il Postulatore P. Luigi Secchi, e P. Luigi Galvani, già Consultore generale per le missioni, in partenza per le Filippine, dove aprirà una nuova missione nel vicino arcipelago indonesiano, grazie al fiorire di numerose vocazioni camilliane della Provincia Filippina.

E’ un vanto per Bucchianico e per tutto l’Ordine, ha detto P. Galvani. “Camillo de Lellis è conosciuto in 40 paesi del mondo, ed in tutti e cinque i Continenti”. E con lui anche il nostro giovane Servo di Dio. Grazie Mamma Camilla.    

 

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Il giovane Kamil di 15 anni nel Chiostro del Santuario