

Villa
Sacra Famiglia - Roma
Testo e fotoservizio di
Fernanda Santobuono
Il “secondo tempo”, centrale, si celebra a Roma, nella Casa di Cura
Villa Sacra Famiglia, dove, nell’allora Studentato Camilliano, accadde qualcosa
di straordinario, che tutti i Confratelli ricordano e custodiscono nel proprio
cuore:
l’essere stati accanto ad un Santo, l’aver diviso con lui tanti momenti felici
ma anche tanto difficili, come la sua sofferenza e la morte, che lo
raggiunse all’età di 21 anni: come un
soffio di vento leggero, Nicolino se
ne andò lasciando tutti nello sgomento e nell’incredulità. E’ questo il tempo
della maturità, della prova, del riscatto, della conversione. A questo
appuntamento nessuno può mancare.
Così, martedì 12 giugno, tanti “amici” si sono ritrovati intorno
all’altare di Villa Sacra Famiglia, per celebrare nella gioia la “co-presenza”
di Nicolino nella “Miracolo
Eucaristico”. La celebrazione è stata presieduta dal nuovo Padre Generale,
Renato Salvatore. Con lui, hanno concelebrato diversi Confratelli della
Provincia Romana e della Vice Provincia del Burkina Faso. Tra loro, c’era il
Postulatore Generale P. Luigi Secchi e Padre Felice Ruffini, autore della
biografia del Servo di Dio “Una vita
donata”, il quale da anni segue, con attenzione e premura, l’evolversi del
Processo di Beatificazione e Canonizzazione del giovane Camilliano.
A
questo annuale appuntamento ha preso parte Fr. Vincenzo Acquisto, della Comunità Cappuccina di
Velletri, che ha donato alla Comunità di Monte Mario un bel ritratto di Nicolino, realizzato con le sue stesse
mani. Il quadro, una tela ad olio delle dimensioni di cm. 60 x 70, cornice
dorata con distanziatore decorativo in velluto bleu, raffigura il Servo di Dio
con gli elementi della fede: il giglio, tra le mani, quale segno di fedeltà
alla vocazione; la corona del rosario, come via di purificazione; lo Spirito
Santo, invocato spesso da Nicolino,
quale amico da cui lasciarsi plasmare; la corona di spine, che circonda la
testa del Servo di Dio, da lui immaginato “nella singolare e generosa partecipazione ai
patimenti di Cristo Gesù Crocefisso, Signore e Salvatore Nostro”, la sua
sofferenza unita a quella di Cristo, che è divenuta ormai gloria nei Cieli e
salvezza per le anime.
E’ questa la speranza che deve riscaldare i nostri cuori. “Quanto più si
immergeva nell’oceano infinito dell’amore di Dio, tanto più profondamente Nicolino donava se stesso agli altri”,
ha ricordato il Padre Generale, spiegando nella Omelia l’importanza della dimensione spirituale nella
vita di ogni persona. “Sappiamo bene, per esperienza personale che, prima di
ogni altra cosa, abbiamo bisogno di unirci a Dio: lo studio, il lavoro, i
programmi, e via dicendo, devono occupare un posto secondario nella nostra
agenda personale. Diversamente si rischia seriamente di perdere l’essenziale e
di correre dietro a tante cose senza mai afferrare ciò che veramente conta”.
Questo vale “… anche per noi Camilliani, nel comune servizio alla pastorale
vocazionale”.

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Si è concluso domenica 17 giugno,
a Villamagna, nel paese natale del Servo di Dio Nicola
D’Onofrio, il “terzo tempo” del cerimoniale in memoria del Transito
del giovane Religioso.
Tanti gli “amici” intervenuti alla celebrazione
eucaristica presieduta dal Parroco don Ernesto Frani, nella chiesa di S. Maria
Maggiore, dove Nicolino ha ricevuto
il dono del Battesimo, della Prima Comunione e della Cresima e dove continua a
vivere nel cuore della comunità, attraverso la preghiera e la recita del Santo Rosario,
come ha ricordato lo stesso Postulatore Generale, P. Luigi Secchi, nel suo
saluto di ringraziamento. L’ultimo venerdì di ogni mese, un gruppo di fedeli si
riunisce nella chiesa della Madonna del Carmine, per leggere alcuni brani della
vita del Servo di Dio, seguiti dalla preghiera del Rosario. La chiesa si trova lungo
la strada che conduce alla casa natale, tante volte percorsa a piedi da Nicolino, anche in pieno inverno, quando
non voleva mancare al suo servizio
all'Altare nella chiesa parrocchiale, benché la sua casa fosse distante diversi
chilometri, posta com’è sul confine con la vicina Bucchianico. A qualche
chilometro dalla chiesa, si trova il Polo didattico, a Lui intitolato nel 2002.
L’appuntamento è organizzato mensilmente da Claudio
Marullo e vede la partecipazione costante di Tommaso D’Onofrio, fratello di Nicolino, dei parenti più stretti, e
degli amici più affezionati. Un vero e proprio “movimento di preghiera”, come
l’ha definito il Parroco durante l’omelia, che continua anche a Bucchianico, in
un’abitazione privata, il 22 di ogni mese, a Penne, a Chieti Scalo e a Pescara.
Questo “rosario vivente” scandisce nel tempo le varie fasi del Processo
Canonico.
Tutto questo è motivo di gioia e di gratitudine. “Dobbiamo
innanzitutto pregare - ha detto il Postulatore - perché Nicolino
vuole portarci a Cristo, del quale ci ha rivelato il vero Volto”.
Ma non basta. Nel riferire della relazione tenuta al
Capitolo Generale di Ariccia, nel mese di maggio scorso, dove ha aggiornato i
Capitolari sullo “statu quo” del Processo di Beatificazione e Canonizzazione
del Servo di Dio, giunto alla fase della Positio,
P. Luigi ha aggiunto: “E’ stato
per me un privilegio poter presentare personalmente la figura del nostro Nicolino ai rappresentanti della Grande
Famiglia Camilliana, sparsa in 40 paesi dei cinque Continenti. La sua fama di
santità si sta diffondendo in tutto il mondo”.
Questa “presenza” di Nicolino
la si ritrova anche sul sito web del Santuario
www.sancamillo.org, dal quale
è possibile collegarsi al sito del Cile, nato in seguito alla grande devozione
in questa porzione dell’America Latina nei confronti del Servo di Dio.
Devozione che è maturata proprio alla scuola della preghiera e che ha dato i
suoi “frutti” più belli nel campo delle vocazioni e nella straordinaria
guarigione di due malati, ora al vaglio della Congregazione per le Cause dei
Santi. “La sua fama di santità - ha aggiunto il Postulatore - ha aperto la
strada anche ad una rinnovata presenza Camilliana nella Diocesi di San Bernardo,
situata nell’area Metropolitana di Santiago
del Cile”.
Questa,
sicuramente, è la lezione più bella che il “bambino di Villamagna” consegna in
eredità a tanti studenti, giovani di oggi, che come lui
vivono fino all’età di 21 anni, e anche meno, ma muoiono così disperatamente
sul “marciapiede della vita”, senza lasciare alcuna traccia di sé. “Nicolino – ha detto don Ernesto
nell’omelia dell’XI domenica del T.O. – insegna alle nuove generazioni a vivere
nella semplicità e nella compostezza umana ed interiore, come gratitudine a Dio
per il dono della vita”. “Prego per i
peccatori – scriveva il Servo di Dio nel suo diario – perché si convertano e
lodino il Signore”. Occorre “ricapitolare tutto in Cristo”, affinché tanti
giovani si sentano davvero protagonisti di un progetto straordinario e grande
che li lasci a bocca aperta, e dia loro la consapevolezza di una vocazione e di
un impegno ricchi di valore. Questa “lezione” è nel segreto dei loro anni,
quando è bello donare tutto a Dio.


1° Premio letterario in
memoria del
Servo di Dio Nicola D’Onofrio
“La vita è un bene prezioso”
*** di Fernanda Santobuono ***
Nel 43° anniversario della morte del Servo di Dio Nicola D’Onofrio, - 12 giugno 1964 -, si è svolta sabato 9 giugno, a Bucchianico, presso
il Centro di Spiritualità a Lui intitolato, ai primi vespri della solennità del
Corpus Domini, la cerimonia di consegna del 1° Premio Letterario promosso
dall’Associazione culturale “A.C. De Meis” di Bucchianico, d’intesa con
dell’Ordine Camilliano.
Angelo Camillo De Meis (14 luglio 1817-6 marzo 1891) fu
medico, patriota, filosofo e politico italiano, nato a Bucchianico nel giorno
caro alla “memoria camilliana”, il Transito del Padre Fondatore (14 luglio
1614). Ed è proprio in nome di questa “memoria” che vogliamo unire alla
cerimonia, per una “singolare” coincidenza, la visita a Bucchianico nello
stesso giorno del giovane polacco Kamil (Camillo) Wojcik, e di alcuni suoi
amici dei Gruppi di Preghiera “San Padre Pio” di Nowy Sącz, vicino
Cracovia. Il giovane Kamil, di 15 anni, appassionato di calcio, dopo aver
consultato nel suo paese diversi centri medici, senza trovare alcuna soluzione.
E’ stato ricoverato a S. Giovanni Rotondo, presso
E’ venuto nel Santuario per ringraziare il Santo Patrono
dei Malati, che il 2 febbraio 1575, dopo essere stato anche lui a S. Giovanni
Rotondo, fu raggiunto dalla grazia del Signore nella Valle dell’Inferno, e a
motivo della sua piaga alla gamba sinistra fu ispirato da Dio a fondare
l’Ordine dei Ministri degli Infermi! Più volte, e in diverse circostanze,
abbiamo sottolineato come il Cielo si muova in favore di Nicolino.
E questa ne è un’ulteriore riprova. La presenza di Kamil nella
Casa del Padre Fondatore, che custodisce le spoglie di Nicola D’Onofrio, del
quale sta per essere definita
della Congregazione per le Cause
dei Santi, vuole ricordare ai giovani l’impegno a crescere nella fede e ad
avere fiducia in Dio e nei suoi Santi, come ricorda lo stesso Nicolino nel suo Diario, quando offriva gli anni più belli della sua gioventù al
Signore: “Noi tendiamo alla santità ma
non riusciamo a comprendere di quale ostacolo ci sia il peccato veniale perché
ci adagiamo troppo spesso in una vergognosa mediocrità: ci basta il salvarci”.
La prima edizione del concorso ha
visto coinvolti gli studenti di 5^ elementare e scuole medie inferiori dei
Comuni di Bucchianico e Villamagna, che si sono cimentati in un elaborato sul
tema: “La vita è un bene prezioso e merita di essere vissuta anche quando
sembra difficile. Partendo dall’esempio di Nicola D’Onofrio, cerca in te e
fuori di te i valori che danno senso alla vita”.
Una commissione, composta da tre insegnanti, ha esaminato
più di cento compiti, giudicandone validi sei per contenuto ed esposizione. I
primi due premi sono stati vinti dagli alunni di Bucchianico: Rrapi Metushi,
classe I A della scuola secondaria, e Martina Di Paolo, classe III B, che hanno
ricevuto una targa ricordo ed un lettore iPod. All’Istituto Comprensivo, al
quale sono andati i ringraziamenti per la preziosa collaborazione, sono stati
consegnati due Atlanti Storici della Treccani.
La cerimonia è proseguita nel Santuario con la solenne
Concelebrazione eucaristica in memoria del giovane Camilliano, alla quale hanno
preso parte, insieme ai Religiosi della Comunità, il Postulatore P. Luigi
Secchi, e P. Luigi Galvani, già Consultore generale per le missioni, in partenza
per le Filippine, dove aprirà una nuova missione nel vicino arcipelago
indonesiano, grazie al fiorire di numerose vocazioni camilliane della Provincia
Filippina.
E’ un vanto per Bucchianico e per tutto l’Ordine, ha detto
P. Galvani. “Camillo de Lellis è conosciuto in 40 paesi del mondo, ed in tutti
e cinque i Continenti”. E con lui anche il nostro giovane Servo di Dio. Grazie
Mamma Camilla.

Il giovane Kamil di
15 anni nel Chiostro del Santuario