"Centenario Beata Giuseppina Vannini"

 

Conclusione Triduo nel Santuario di S. Camillo

 

di Antonio Zinni
novizio camilliano

 

Il Triduo di preparazione al Centenario della nascita al cielo della Beata Giuseppina Vannini, Fondatrice delle “Figlie di San Camillo”, si è concluso Domenica 28 febbraio 2010 con una S. Messa celebrata nel Santuario di S. Camillo. A presiedere l’Eucaristia il camilliano Padre Vincenzo Castaldo, Parroco di Bucchianico. Hanno concelebrato P. Camillo D’Orsogna e P. Enrico Desideri, entrambi Francescani Minori della Diocesi di Pescara. Lodevole il servizio all’Altare svolto dai Novizi camilliani, particolarmente con la lettura espressiva dei brani proposti dalla liturgia domenicale. Apprezzabile la corale Figlie di San Camillo che ha eseguito canti per la cerimonia arricchendola.

Tanti i fedeli giunti durante il Triduo a testimoniare la devozione per la Beata Giuseppina Vannini che, per il mondo della sofferenza, ha donato tutta se stessa. Forti e insistenti le parole del Celebrante durante l’Omelia, rivolte a chi vuole giungere alla Santa Montagna, Cristo Gesù, senza passare per sua Madre Maria. “Non c’è nessun Santo”, ha sottolineato P. Vincenzo, che voglia raggiungere le vette della santità senza rivolgersi a Maria.

A Cana di Galilea la Madonna è attenta e sollecita, e intercede presso il Figlio per un miracolo, perché non manchi il vino a tavola così da evitare la rovina dell’armonia nuziale. La Beata Giuseppina Vannini, pienamente intrisa della Parola di Dio a tal punto da divenire Vangelo vivo, soleva dire “non è mai troppo quello che si fa per la Madonna”. Appare chiara la sua totale consacrazione al Cuore di Dio per mezzo del Cuore Immacolato di Maria quando era solita affermare “lasciamo fare a Dio e ricorriamo alla Madonna”.

Il brano del Vangelo, offerto in questa Domenica IIa di Quaresima, ci ricorda l’episodio della trasfigurazione di Gesù. I Santi, come Gesù, per giungere a trasfigurazione devono percorrere la via della Croce che richiede totale abnegazione, amore per il prossimo, agire innocente e purezza del cuore. “Chi salirà il monte del Signore? Chi ha mani innocenti e cuore puro”.

La gioia dei Santi sta nel salire, insieme a Gesù, il monte Calvario attraverso la notte oscura del dolore con la certezza di giungere alla contemplazione del Volto sfolgorante di Dio nel gaudio di una luce radiosa che non conosce tramonto. La Beata Vannini ha colto al grado massimo quanto detto dallo Spirito Santo per bocca del Salmista, facendosi tutta a tutti ed imitando il sì di Maria nell’amplesso di un arcano progetto Trinitario per la salvezza delle anime.