14 Luglio 2015

Memoria del Santo Transito di

San Camillo de Lellis

 

Gli ultimi giorni di San Camillo su questa terra ci vengono consegnati da un testimone contemporaneo, il camilliano P. Sanzio Cicatelli, in commovente e coinvolgente narrazione che ci introduce in quella che era la "Infermeria della Comunità", che merita essere acquisita e letta con tranquillità, senza l'assillo della continuità del collegamento "internautico", per questo «in calce» il gentile visitatore può fare il tranquillo "download".

Quest'anno vi offriamo qui una selezione di quello che espresse nella "Bolla di Canonizzazione" Papa Benedetto XIV, Prospero Lambertini, che da Cardinale quale «Promotore della Causa» ebbe, per circa venti anni modo di conoscere e approfondire "Vita e Virtù" studiando i "Processi Remissoriali" istruiti nelle tante città dove il Nostro Santo aveva operato .

Dalla Bolla di Canonizzazione «Misericordiae Studium» del 29 giugno 1746, ecco una significativa selezione di passi:

 

«L'ardore della misericordia, sull'esempio del Padre che è nei cieli, raccomandato spesso dal precetto del Nostro Salvatore, tanto distingue i discepoli di Cristo e i figli della Chiesa da tutti i seguaci delle associazioni umane, che coloro che vivono l'amore vicendevole sono alla fine riconosciuti come quelli che hanno scoperto un modo di vita superiore a ogni ideologia e come coloro che appartengono in senso vero al Regno del Figlio di Dio [....] Colmato di questo spirito celeste e soprannaturale il Beato Camillo de Lellis prese pietosamente su di sé la cura di tutti i bisognosi, specialmente degli infermi e assunse come proprio compito quello di accoglierli e confortarli, non per ragioni di sangue o di patria, ma, sulla spinta della carità di Cristo, con servizi più che paternali e fraterni. Anzi, costatando di non poter da solo estendere la sua opera e il suo ardore verso tutti i tribolati in ogni luogo, e naturalmente non al di là del corso della sua vita nei tempi futuri, dopo aver trasmesso ad altri il fervore del suo stesso spirito e averli associati col vincolo perenne della carità e impegnati col proposito del Voto religioso, affidò e raccomandò ad essi la cura spirituale e corporale degli infermi.

 Da questa nuova scuola di carità è motivo di meraviglia il beneficio che è sorto a favore di creature umane di tutte le categorie, sia per la salute corporale che per quella spirituale. Non più gli infermi dovevano lamentarsi di incorrere nelle tribolazioni della malattia e nella tristezza dell'abbandono; non più temettero di affrontare il pericolo della morte imminente aggravati dai peccati della vita passata; non più l'avversario del genere umano ha potuto trovare i miseri mortali, giunti all'estrema fatica, circuiti dalla sua rabbia infausta, impreparato per non aver ricevuto l'aiuto dei sacramenti e privati dell'aiuto e della consolazione delle esortazione dei Fedeli. Negli ospedali è stata riportata la pulizia, sono stati sollevati dalle fatiche gli Inservienti, in ogni parte aiutati i Pastori delle anime, alleviati da ansie, angustie e inquietudini, cosi che non ci si può meravigliare se presto siano sorte tante Case di questo Istituto e in breve tempo se ne siano diffuse per tutt'Italia, in Sicilia e in altre più lontane Regioni, col plauso del Cittadini e col consenso dei Vescovi.

In queste comunità, con grande giovamento e profitto delle popolazioni, vige uno spirito di esimia carità, trasmesso e diffuso attraverso Camillo ai suoi figli e discepoli. Conduceva pertanto sulla terra una vita quasi celestiale. Spesso è stato visto come strappato dai sensi in mirabile estasi, elevato e sospeso in aria con tutto il corpo, mentre veniva associato alla comunione con gli spiriti beati: da qui e con l'aiuto degli stessi raffrontava le battaglie della vita. E, stando alla testimonianza di S. Filippo Neri, risulta che sono apparsi degli angeli a fianco dei Compagni del Santo mentre assistevano gli infermi.

Con quale larghezza si è dilatato il cuore di Camillo così che i frutti della sua carità raggiungessero tutti i fratelli posti in situazione di tribolazione e di angustia. Su questo argomento riteniamo impossibile illustrare tutte le attività che egli è andato compiendo, con assiduità, per sostenere i poveri, per alimentarli e ospitarli, per difendere e dare alloggio alle giovani, per tutelare e assistere i bambini...

Né si può immaginare maggiore la sollecitudine di un'amorevole madre per il proprio unico figlio infermo di quella che Camillo aveva per tutti e singoli i malati prevenendo i loro desideri, provvedendo al loro conforto, alle comodità e alla pulizia, e favorendo una saggia accettazione dei Sacramenti. Si dedicava in modo particolare a quegli infermi dai quali gli altri per paura di contagio o per la nausea delle piaghe con orrore rifuggivano. Non mancava di prenderli tra le sue braccia, di scaldarli nel suo seno, di coprirli con le sue vesti.

Se è vero quanto dice il Testimonio della verità eterna, che nessuno ha amore più grande di chi offre la sua vita per i suoi amici, che cosa occorre perché non riconosciamo l'eroica carità di Camillo, che mai si ritrasse dal mettere a repentaglio la sua vita per la vita dei poveri di Cristo, né mai giudicò la sua esistenza più importante della salute dei suoi fratelli per la quale tanto ardeva il suo cuore?

La vastità poi del suo amore non si restrinse ai confini dell'Urbe Romana, ma ha abbracciato altre Regioni e Città, nelle quali egli aveva diffuso il frutto del suo Istituto. Egli percorse quasi tutta l'Italia facendo del bene, esercitando ovunque l'opera meravigliosa della sua carità, soccorrendo con opportuni mezzi alle necessità di tutti.

Camillo ha alimentato la fiamma inestinguibile della sua carità fino al termine della vita, fino alla meta del suo ammirabile cammino. E quando per trentatré mesi fu provato da languore e da irriducibile e molesta febbre, affrettando col desiderio il giorno della morte, a lui preannunciato dal cielo, nient'altro avendo nel cuore se non l'amore di Dio e del prossimo, nient'altro raccomandando che questo ai suoi Discepoli, alla fine, ricevuti con pietà e devozione i Sacramenti della Chiesa, il giorno 14 Luglio dell'anno della salvezza 1614, il sessantacinquesimo della sua vita, emigrò nel regno della perfetta carità. 

+ Io Benedetto, Vescovo della Chiesa Cattolica»

 

Nel passaggio dedicato alla rievocazione dell'Inondazione del Tevere della Notte di Natale del 1598, Papa Benedetto XIV dopo aver tratteggiato la situazione drammatica e il salvataggio di 300 malati della "Corsia Sistina, afferma «Se è vero quanto dice il Testimonio della verità eterna, che nessuno ha amore più grande di chi offre la sua vita per i suoi amici, che cosa occorre perché non riconosciamo l'eroica carità di Camillo, che mai si ritrasse dal mettere a repentaglio la sua vita per la vita dei poveri di Cristo, né mai giudicò la sua esistenza più importante della salute dei suoi fratelli per la quale tanto ardeva il suo cuore?»
     Durante un Concistoro Papa Benedetto XIV nel definire se accettabile il "Martirio di  Carità"  di un Candidato all'Altare, - oltre alla sola “effusio sanguinis in odium fidei” espresse questa ulteriore alta stima e valutazione della Carità del Nostro Santo affermando che «...non avremmo certamente potuto trovare modello più eminente da classificare tra i martiri della carità, che la vita e le virtù che onorano il Beato Camillo de Lellis...”..”

E mentre ci prepariamo alla rievocazione di quella sera nel nostro prossimo 14 luglio, in Bucchianico e ovunque i suoi Figli e Devoti saranno insieme, riecheggia in quel quiete caldo Vespro romano l'ultimo saluto che all'inizio dell'estate del 1612 lasciò alla sua Bucchianico, e che scandisce questi 400 anni della sua partenza: «Ecco quella Croce, qual nostra madre pensava dover essere in ruina, e destruttione della sua casa, come Iddio l'hà convertita in resurrettione di molti, ed in essaltatione della sua gloria…».

E già!.... "vecchia e cara Mamma Camilla" che sei rimasta nel suo cuore per tutta la vita con quel pesante monito! E così sul finire della sua vita ci rivela che sotto quella maschera di uomo rude e maschio c'è sempre stata l’emozionante esperienza di essere stato il “terminal” di una eccezionale dolcezza femminile, sensibile e paziente che lo ha inseguito fino ai 25 anni per accompagnarlo poi per il resto della sua vita aprendo cuore e intelletto all'altra "dolce mamma", l'Immacolata Madre di Dio, la Vergine dell'Incarnazione, che è entrata e ha preso profondamente possesso del suo percorso esistenziale dalla gelida mattina garganica del 2 febbraio 1575 fino al caldo Vespro romano del 14 luglio 1614. (felix pierre)

 

** Nella testimonianza del Padre Sanzio Cicatelli il suo "Santo Transito" ==click

** Le "Giornate del Luglio 2015 Camilliano" in Bucchianico:

1. Celebrazioni "SAN CAMILLO 2015" ==click

2. "Fiaccola della Carità 2015" ==click

3. "Marcia della Carità 2015" ==click