SCULTURE NELLA BASILICA VATICANA

LA STATUA DI S. CAMILLO DE LELLIS

 

«Questa statua, a sinistra della navata centrale, tra le altre di San Pietro d'Alcantara e di Sant'Ignazio di Loyola, è opera dello scultore Pietro Pacilli. Fu inaugurata nel 1753, sette anni dopo la canonizzazione del Fondatore dei Ministri degli Infermi.

La scultura, in candido marmo lunense, si distingue per l'espressione del volto, atteggiato ad umile implorazione. Nel Libro delle Costituzioni, sostenuto dalla destra del Santo, leggiamo: "Maiorem caritatem nemo habet...". L'angioletto, che misura un metro e mezzo, con la mano sostiene la rossa croce dell'Ordine, e con la sinistra indica il Santo. La scultura, in cui l'autore non indulge ad effetti teatrali o declamatori, è tra le migliori dell'intero complesso. Nella chiesa di S. Maria Maddalena in Roma, in cui sono onorate le spoglie di S. Camillo, e presso la quale è la Curia generalizia dei Ministri degli Infermi, in una nicchia a fianco della porta che dà nella sacrestia, si conserva il bozzetto della statua che ho descritta.

Pietro Pacilli, romano, è autore di non poche sculture ammirate in Roma. Ricordo: il gruppo dell'Angelo fra i due schiavi genuflessi (1746) e le sedici teste di cherubini intorno alla volta (1749) nella chiesa della Trinità degli Spagnuoli in Via Condotti; la grande statua di Giuditta che mostra al popolo di Betulia la testa, da lei spiccata, di Oloferne, nella chiesa dl S. Carlo al Corso; due dei dodici rilievi in stucco, disegnati da Clemente Organdi, che adornano la nave centrale, rappresentanti S. Pietro con Simon Mago e Filippo che battezza l'eunuco nella basilica di S. Marco.

(…"omissis" brevi note biografiche…)

Il Santo morì, in Roma alla "Maddalena" il 14 luglio 1614 dopo aver ringraziato il medico, avergli detto: "Altro medico m'aspetta...", aver detto l'Angelus con gli astanti, all'invocazione: "Mite e festevole ti mostri Gesù Cristo il suo volto".

Fu beatificato nel 1742 e canonizzato nel 1748 da Benedetto XIV, proclamato Patrono di tutti gli ospedali e dei malati da Leone XIII, degli infermieri nel 1930 da Pio XI. Riconoscimenti civili come quello, nel 1914 in Campidoglio, in cui è onorato come cittadino di Roma e benefattore dell'umanità.»

 

* Virgilio Caselli, in "L'Osservatore Romano" del 27 luglio 1976

** Prelevato da "AGAPE", mensile d'informazione del Santuario S. Camillo di Bucchianico,  1978 - n. 6,  pp. 1, 4