Nella "Sala dei Banderesi" di Bucchianico domenica 2 ottobre 2011 si è tenuto il "Meeting" dedicato alla Beata Giuseppina Vannini, - Fondatrice delle "Figlie di San Camillo" -, a conclusione dell'anno celebrativo dei 100 anni del santo transito, e per i 50 anni di presenza di queste Religiose nella "Casa Sollievo San Camillo", presso l'antico Convento di Santa Chiara.

L'incontro, sotto il titolo « La fragilità fatta coraggio », è stato promosso e organizzato dalle Autorità Civiche, e gli onori di casa sono stati fatti dal Sindaco di Bucchianico, Dr. Mario di Paolo.

L'Arcivescovo di Chieti S.E. Mons. Bruno Forte, ha tenuto la "lectio magistralis", e il camilliano P. Giuseppe Cinà, docente al "Camillianum" di Roma una lezione storica-culturale-religiosa centrata sulla Beata e sulla Congregazione istituita sotto la guida del Beato Luigi Tezza, sacerdote camilliano. - click

Con la Superiora Generale Madre Laura Biondo, che ha ringraziato le Autorità per la sensibilità e l'accoglienza sempre espresse, fin dal primo momento, erano presente con un folto gruppo di giovane Religiose una larga rappresentanza del popolo di Bucchianico.

Ha presentato e moderato la serata Gigliola Edmondo, la giornalista di "Rete 8".

Al termine dell'incontro i partecipanti si sono portati alla Chiesa di Santa Chiara per la chiusura della giornata, con la Concelebrazione presieduta dall'Arcivescovo di Chieti.

Padre Bruno, - come ama farsi chiamare dai suoi fedeli il Vescovo Teatino -, da par suo ha tenuto una lezione di alto profilo, che qui accenniamo brevemente rimandando alla lettura completa per quanto lo vorranno.

Ha esordito dicendo: "Venendo a questo convegno, mi sono posto una domanda molto semplice: che cosa unisce, tre figure, per certi aspetti, così vicine ma anche così lontane nel tempo", - San Camillo, la Beata Vannini e il Beato Tezza -, e confidava che vedeva <<tre persone, tre figure, che diverse tre secoli di distanza tra San Camillo, la Beata Vannini e il Beato Luigi Tezza; due storie, quelle della Beata Vannini e del Padre Tezza...", nelle quali però coglieva tre punti di unità.

Qui evidenziamo il "primo" lasciando a voi scoprire gli altri due: "Il primo punto di contatto è quello che colgo nella famosa frase che il Guardiano del convento dei francescani di San Giovanni Rotondo ebbe a dire al giovane Camillo de Lellis, le parole le conoscete furono queste: «Dio è tutto il resto è nulla, salvare l’anima è l’unico impegno della vita che è breve».

Io credo che questa percezione dell’assoluta sovranità di Dio, del suo primato su tutto e della necessità di badare l’unica cosa che conta, perché la vita è breve, e cioè la salvezza dell’anima, questa percezione al tempo stesso drammatica, tragica perché ci fa percepire la vita come una grande prova, ma anche serena, fiduciosa che ci fa capire che siamo avvolti nel mistero di Dio, custoditi da Dio, questa profonda radice della conversione interiore a Dio e del dono a Lui di tutta la vita, ecco il primo grande legame d’unità fra queste tre figure". - *** accesso al  testo

Alcuni momenti del "Meeting"

 Convento di Santa Chiara e Casa Sollievo San Camillo

*** In rete è stata postata dai fratelli Camillo e Giuseppe Sulpizio una parte della serata videoregistrata - click