Camillo e compagni fanno la
Professione solenne

 

«La mattina seguente poi che fù di Domenica alli 8. di Decembre 1591. giorno della purissima Concettione concorse moltitudine grande di gente nella nostra Chiesa della Madalena di Roma, nella quale per quel giorno fù dal Pontefice Innocentio concessa la plenaria Indulgenza à tutti coloro che si trovavano presenti alla nuova Professione. Doppo essere stata celebrata la messa dall'Ill.mo Arcivescovo di Ragusa, Camillo fatta prima la confessione della fede ingenocchiato avanti al detto Arcivescovo fece la sua professione solenne....

 Del che tutto si fece atto publico dal Notaio chiamato Prisco de Iuvenalibus Notaio Capitolino. Oltra Camillo, fecero la sudetta professione in questa prima volta 26 Religiosi della prima ora», tra questi segnaliamo P. Francesco Profeta, il Cappellano dell'Ospedale S. Giacomo della «Prima Idea» - P. Biagio Oppertis, successore immediato quale Superiore Generale, eletto alla prima votazione (marzo 1608) - e il P. Santio Cicatelli, noto autore della "Vita manoscritta" dalla quale ricaviamo questa notizia (cap. 67).

 Ed ancora ci informa con altri interessanti particolari:

“Nel che anco parve che la Santissima Madre delle Misericordie volesse mostrare al mondo che questa Congregatione doveva essere tutta sua. Poi che essendo Camillo divotissimo di San Michele Arcangelo, e di San Francesco, haveva designato di farlo in uno di questi giorni. Ma la Santissima Regina de Cieli (per l’intercessione della quale Camillo tanti anni prima era stato convertito à Dio nel giorno della sua Purificatione; nell’Assuntione haveva havuto il primo desiderio di fondar la Compagnia, e nel giorno della Natività gli haveva dato principio vestendo i suoi compagni) volse anco che lui (per li molti impedimenti ch’avennero per le sedi vacanti) fusse trattenuto à farla fino al giorno della sua Immacolata Concettione. Il che fu di estremo contento a tutti i suoi compagni per il desiderio ardentissimo che havevano di star sempre sotto la perpetua tutela e fidelissimo Patrocinio d’essa sempre Immacolata Vergine”.

L’affidamento di se stesso e della Fondazione a Maria, Immacolata Concezione, con la decisione di “...star sempre sotto la perpetua tutela e fidelissimo Patrocinio d’essa sempre Immacolata Vergine” è una scelta con motivazioni teologiche dai lineamenti ben precisi. Il guasto dell’armonia dell’uomo e la conseguente irruzione dell’infermità nella sua esistenza, in Maria, grazie ai meriti dell’Incarnazione del Verbo, non hanno avuto alcun effetto.

Maria quindi è il primo essere umano ad essere restituito al primitivo splendore e alla originaria integra sanità. E’ il prototipo e il modello del corpo e dello spirito riportato nella “firmitas” originale, esclusivamente in virtù della conquista del Cristo, e che ha vissuto la sua esaltante dignità inserita nella storia dell’umanità, qui sulla terra, che ha camminato tra le sofferenze e la morte dei fratelli che poi ha avuto in eredità come figli sul Golgota, mentre si compiva l’ultimo atto dell’Incarnazione.

La restaurazione della creatura per i meriti della Redenzione del Cristo, i cui effetti Maria Immacolata mostra al mondo, è luce e forza trainante all’uomo-malato che si dibatte nella constatazione dei suoi limiti e nella sofferenza per l’ineluttabilità della morte, che sente incombente. Infermità e salute, morte e vita nell’Immacolata Concezione passano dalla profezia alla realizzazione storica, per illuminare di speranza la condanna del “...polvere tu sei e in polvere tornerai!” (Gen 3, 19).

A contatto con la dura realtà degli ospedali romani, Camillo aveva da tempo intuito che quella Donna che ha generato Colui che ha schiacciato il capo al serpente malefico, al maligno che aveva vinto contro la creatura umana, rivelandone tutta l’infermità esistenziale, era una alleata insostituibile in qualsiasi progetto che avesse come scopo la restaurazione dell’ambiente sanitario, il modo di assistere e curare i malati, perché riacquistassero la sanità integrale, del corpo e dell’anima.

Per “Padre Camillo” l’Immacolata Concezione è la salvezza dei suoi protetti per quello che Ella è, per ciò che significa e può fare come Madre del Verbo Incarnato.

Questa motivazione teologica di Camillo fu ben percepita da uno dei suoi Religiosi eminente teologo mariano del suo tempo, il P. Novati Giovanni Battista, - cresciuto alla sua scuola, tra gli ultimi per età ma dei primi per virtù e dei maggiori per dottrina -, entrato nell’Ordine a 21 anni già formato agli studi di umanità e filosofia al Collegio di Brera della Compagnia di Gesù, apertamente scrisse che è l’Immacolata che ha voluto le origini dell’Ordine nel suo giorno, perché come fin dal primo momento della sua Concezione schiacciò il capo al serpente infernale, così i Ministri degli Infermi accanto al letto dei morenti esercitando il “carisma” ricevuto direttamente dal Cristo Crocifisso, avessero un pegno di vittoria contro gli assalti tenaci del demonio.

Ed ancora in altro passo afferma che l’Ordine appartiene totalmente all’Immacolata Concezione perché «Siamo totalmente tuoi, come l’albero appartiene al suolo che lo fece germogliare e crescere, così la nostra religione appartiene e riconosce la sua origine da Te, che la facesti nascere e sviluppare. Essa è Tua: Tu la coltivi, Tu la dirigi, Tu la diffondi.»

Da 400 ANNI, quello stuolo incalcolabile di “bimbi crocesegnati” che la Madre Camilla vide in sogno continuano a prendersi cura di quella «pianticella costava peso di lagrime, per la quale essere stato le notti intere con le ginocchia per terra dinanzi a quel Christo che ha fondato la Religione, perché nelli disturbi et persecutioni della fondatione di questa Pianticella se saria perso un cor di Leone, non che un miserabile come sono io, se questo S.mo Crocifisso non m'havesse animato et consolato, e certo che non ho meritato tante gratie che mi ha fatto dalle quali parole argomentai e tengo per certo che detto Suo Crocifisso l'habbia parlato et animato come si tiene comunemente da tutti..." (P. Luigi Franco, Proc. Theat., f. 107).

E continua con il prossimo 8 dicembre 2013, in quella stessa Chiesa come quella domenica del 1591, la Consacrazione con "Voti Solenni" di dieci Giovani Camilliani l'accrescere sotto il “segno” dell’Immacolata Concezione la vitalità e santità di quella "pianticella di “Padre Camillo” . (p. felice ruffini)