In attesa del ritorno a Bucchianico di "Padre Camillo", annunciato per il 16 giugno prossimo con il trasferimento della sacra e preziosa Reliquia del "SUO CORPO", dove si fermerà nel suo Santuario per oltre un mese, con piacere offriamo ai nostri fedeli visitatori il suo "ultimo saluto alla sua amata Patria" nella primavera del 1612 prima di ripartire per Roma passando per Napoli. Il commovente distacco ce lo consegna il camilliano contemporaneo P. Sanzio Cicatelli nella biografia manoscritta, - in calce i riferimenti * -, come lui stesso si presenta:

« Mentre visse nella presente vita mortale la buona e santa memoria del P. nostro Camillo, che ci hà tutti nel Signor regenerati, cominciando da' primi anni che fui nella Congregatione ricevuto, mi piacque d'andar sempre osservando alcune cose della sua vita. E questo più per essempio, e consolatione dell'anima mia che forse perchè io havessi alhora pensiero di sopravivere à lui, e di tesserne poi alcuna sorte d'historia.»

 

Padre Camillo parte da Bucchianico

Ultimo saluto ai Concittadini

 Mancando per la nuova raccolta la sudetta carestia in Bocchianico, e rihavuto Camillo per gratia d’Iddio dalla sua pericolosa infermità di febre, gli restò ad ogni modo la sua solita, e continua inappetenza, onde si risolse di ritornare in Napoli, ma prima di partirsi fece un’infervorato sermone al Popolo, essortandolo à fuggire il peccato, et à mantenersi in gratia d’Iddio, predicendo fra l’altre cose la sua vicina morte, dicendo; Patria mia ricordati di quanto t’hò insegnato, perche non ci vederemo più, e cosi appunto avvenne, poiché partitosi da quella Terra, non vi ritornò più.

Anzi stando egli per cavalcare, disse particolarmente à Gio. Bernardino Urbanuccio, mentre andavano tutti à baciarli la mano: Horsù Gio. Bernardino io me ne vò in Roma, ne mi vederete più, perche morirò in quella santa Città, fà che ti ricordi di quello, che tante volte hai inteso da me, e cerca di vivere cristianamente, e in gratia d’Iddio, altrimenti l’Inferno è preparato.

Dicendoli un’altro di quelli suoi divoti, Padre restate quì con noi, e lasciate le vostre ossa quì. Rispose Camillo, hor questo nò, io spero di morire in Roma, e lasciar le mie ossa in quella santa Città. Ma venendo più al particolare, non solo esso Padre Camillo predisse d’havere à morire in Roma, ma anco molto prima s’haveva predetto il giorno proprio della sua morte, deponendo con giuramento Paolo Rende nostro professo, havergli inteso dire più volte così in Roma, come in Genoa, ch’egli sarebbe morto nel giorno di S. Bonaventura, il che dall’istesso Paolo fù detto più volte un pezzo avanti, che seguisse il caso della morte d’esso Padre Camillo.

Partitosi adunque da Bocchianico con pianto, e dolore di quanti l’havevano inteso così parlare, ritornò in Napoli, e d’indi in Roma, dove intervenne nel quinto Capitolo Generale. 

* Cicatelli S., Vita del P. Camillo de Lellis – manoscritta, a cura di P. Piero Sannazzaro, Edizione stampata, Roma 1980, cap. XVII p. 444