*** di Fernanda Santobuono
MANFREDONIA
Alle prime ore di domenica 14 agosto, vigilia
dell’Assunzione di Maria in Cielo, il Santuario San Camillo de Lellis di
Bucchianico, nella persona del Rettore P. Cristoforo Trebski,
del postulante slovacco Boris Hdry e di chi scrive, si è recato a
Manfredonia e a Torremaggiore, in provincia di
Foggia, per ripercorre i “luoghi della memoria”, dove Camillo de Lellis fu
“forgiato” dal Signore nel corpo e nello spirito. Fu in questi luoghi infatti che nacque “l’uomo nuovo”, battezzato alla fonte
della carità inesauribile della fede, alla ricerca continua della sua
vocazione: la speranza di vivere nel seno materno di Dio. Fin sul letto di
morte. Fu infatti il Cardinale Domenico Ginnasi,
Arcivescovo di Manfredonia dal 1586 al 1604 e Protettore dell’Ordine, che amava
teneramente Nostro Santo Padre Camillo, a volergli amministrare il Santo
Viatico, il 2 luglio
Bene. Giunti a Manfredonia, la città parla di Padre
Camillo: l’ospedale è a lui intitolato, così come una parrocchia e una piazza,
quella che porta a “Viale dei Cappuccini” e al Cimitero. Le statue non mancano:
una è posta dinanzi all’ospedale civile ed un’altra è sita all’ingresso del
Cimitero. Nella prima, Padre Camillo viene raffigurato
mentre soccorre i malati del Santo Spirito durante l’alluvione del Tevere nel
1598; la seconda, lo vede in estasi davanti al SS. Crocifisso.
Ma chi ama Padre Camillo, non si
“sazia” solo di questo, ma Lo cerca là dove lui si fa maestro di fede. Dopo
aver attraversato numerose viuzze e vicoli caratteristici del centro cittadino,
siamo giunti davanti al Cimitero, entro le mura del quale
è custodito il Convento dei Cappuccini con annessa
Nel chiostro del Convento, in fase di restauro, vi è una
lapide che ricorda la sua “Presenza”, quando il suo
cuore era un tumulto di domande senza risposta. Ma la
grazia di Dio stava iniziando in Lui la sua opera di purificazione, che
“risplenderà” nella Valle dell’Inferno, tra San Giovanni Rotondo e Manfredonia,
il 2 febbraio
Nella chiesa dell’Umiltà, c’è una piccola statua che Lo
ricorda, posta dinanzi alla tela di S. Onofrio. Così come nella sagrestia,
vicino ad un inginocchiatoio, c’è un quadro affisso alla parete. Ma ciò che ha
colpito la nostra sete di ricerca è l’altare maggiore,
che somiglia molto nelle sue fattezze a quello del Santuario di Bucchianico.
Forse che Padre Camillo porterà con se i segni lasciati da questa vita, fatta
di gesti semplici e umili, ma ricchi di fede e di
amore? Certamente la sua inclinazione ai lavori manuali trae origine in questi
luoghi, ma continuerà poi come “costruttore di uomini”,
e non solo, nella vita dell’Ordine.
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TORREMAGGIORE
A Torremaggiore, Padre Camillo
fu inviato per terminare l’anno di noviziato, intrapreso a Trivento.
Il Convento dei Cappuccini fu dapprima edificato in Contrada Reinella nel 1549 per opera della duchessa Violante de’ Sangro. I Frati vi si stabilirono nel 1550, anno di nascita
di Nostro Padre Camillo. Nel 1627, il “vecchio convento” andò distrutto a
seguito di un terribile terremoto che rase al suolo il paese. Il “nuovo
convento” fu costruito nel 1628 nell’attuale sede, che ospita
oggi l’Ospedale San Giacomo. La chiesa annessa al Convento è intitolata a S.
Maria degli Angeli. A lato del Tempio, c’è l’ingresso dell’ex-Convento, attualmente chiuso per lavori di scavo, essendovi state
trovate tombe di religiosi. Per accedere al chiostro
quindi bisogna passare all’interno dell’ospedale. Qui Padre Camillo fu
licenziato la prima volta dal Provinciale di Puglia, il p. Gio
Maria di Tusa, a causa del riaprirsi della piaga al
piede destro. Tornò pertanto all’ospedale San Giacomo di Roma, dove “era di
casa”, per curarsi la piaga, con la promessa che sarebbe stato
ripreso nella vita monastica non appena fosse guarito. Ma
il Signore aveva altri progetti per Lui!
Oggi, una strada ricorda la “presenza” del nostro Santo.
Sono significativi, tuttavia, sia la ricostruzione del
Convento che la sua destinazione a luogo di cura e successiva denominazione ad
ospedale San Giacomo, simile a quella dell’ospedale romano, dove Padre Camillo
ebbe l’ispirazione a fondare l’Ordine dei Ministri degli Infermi. Entrambi gli
eventi sono legati ai mutamenti radicali che hanno caratterizzato la vita di
Padre Camillo. Ma non basta. Anche
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