La "Chapelle Saint Camille" di Parigi

 

E' bello ed emozionante scoprire nel cuore di Parigi una Cappella dedicata al nostro San Camillo in una antica Chiesa, la "Saint Joseph des Carmes" al n. 70 di Rue de Vaugirard, scovata seguendo una debola traccia rilevata in "Domesticum" del 1931, rivista storica interna dell'Ordine Camilliano.

La spettacolare ed elegante Vetrata Artistica che abbiamo posto quale "Logo" di questa pagina, con l'invocazione «Saint Camille priez pour nous», sta a dirci che in questo luogo sacro c'è da tempo una particolare devozione al Santo Protettore dei Malati. Mentre sull'Altare troneggia in bella mostra una splendida tela che raffigura S. Filippo che confida a S. Camillo di aver visto gli Angeli suggerire parole ai suoi Religiosi mentre assistono un morente, firmata da «Ant. Sublet 1856». E' lo stesso tema dell'Icona del Sebastiano Conca eseguita per la Beatificazione nel 1742, posta sulla parete sinistra della Cappella della Tomba del Santo in Roma nella Chiesa della Maddalena.

La prima pietra della Chiesa "Saint Joseph des Carmes" fu posta nel 1613 dalla Regina Maria dei Medici, vedova di Enrico IV assassinato nel 1610. Durante la Rivoluzione nel drammatico mese di agosto del 1792 divenne prigione di 110 Preti, i quali vennero massacrati il 2 settembre successivo nel giardino circostante. Nella Cripta sono custoditi i resti mortali di questi Martiri, mentre Chiesa e Convento furono abbandonati a rovina.

Passata la bufera, nel 1797 la Marchesina "Camille de Soyecort" (1757-1849), - che era entrata nel Carmelo a 24 anni -, ottenuta una speciale dispensa di poter utilizzare la ricca eredità avviò i lavori di restauro del Convento e della Chiesa con il rientro di una Comunità di Carmelitane. Nel 1845 il tutto venne donato all'Arcivescovo di Parigi che qui fondò e stabilì una "Ecole des Hautes Etudes Ecclésiastiques", brevemente conosciuta come "Institut Catholique de Parìs". Nella Cripta, nei pressi delle Reliquie dei Martiri della Rivoluzione, anche "Mére Camille" riposa nel sobrio sepolcro in terra, ricoperta di una lastra di pietra. Nelle adiacenze vi è anche la Tomba di Federico Ozanam, Professore alla Sorbonne, che a 20 anni fondò la "Conférences Saint Vincent de Paul". Figlio di un ufficiale napoleonico nacque a Milano nel 1813, rientrato in Francia con la famiglia dopo Waterloo si legò ai circoli intellettuali cattolici intorno al fisico André-Marie Ampère e a Emmanuel Bailly. Morì l'8 settembre 1853 a soli 40 anni, e venne Beatificato a Parigi il 27 agosto 1997 da San Giovanni Paolo II.

La brochure acquisita, "Saint Joseph des Carmes" edita in questi nostri tempi, si premura di sottolineare che «La dedicace actuelle de cette Chapelle (Saint Camille) est récent. Elle était à l'origine dédiée à Saint Jean-Baptiste et saint Albert...» fin dal 1628. Ma non fu solo un atto dovuto di riconoscenza alla "Marchesina Mére Camille" per aver profuso tutti i suoi beni per la restaurazione del Sacro Luogo, il dedicare al Santo suo Patrono Camillo costatando che la bellissima tela venne eseguita nel 1856, cioè sette anni dopo che "Mére Camille" era passata al Creatore!

Rapide ricerche fatte per comprendere se legame e dipendenza erano dovute solo all'aver ricevuto il nome "Camille" al battesimo, hanno dato una interessante lettera di un certo «M. l'Abbé de la Blandinière», che scrivendo per gli auguri il 18 di luglio 1792, festa di San Camillo, con i movimenti minacciosi della Rivoluzione in atto, scrive: «Il suo santo Patrono è quello degli agonizzanti e come tale, è necessario invocarlo con più pietà in questi momenti in cui ci troviamo, perché tutto è in agonia qui da noi: la Francia, la monarchia, la nobiltà, il clero, gli ordini religiosi, tutto anche le Carmelitane.... Sta a lei, mia cara figlia, di mettere a profitto il credito del suo Patrono; sta a lei pregarlo insistentemente di interessarsi in favore di tante specie di agonie e di agonizanti tanto bisognosi di soccorso... Il suo santo patrono, che ha accompagnato tante vite di morenti, non permetterà che la sua santa carriera sia così presto finita...»

Sulla scelta del tema dal Benoît-Antoine Sublet (1821-1897) non abbiamo informazioni, ma di certo invece sappiamo che se ne venne a Roma dove per un certo tempo lavorò come "pittore copista" per Charles Soulacroix (1825-1899), fratello di Amelia Soulacroix (1820-1896) che sposò Federico Ozanam il 23 giugno 1841. La presenza di un'opera di questo Pittore nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, poco distante dalla Chiesa di S. Maria Maddalena, induce a pensare che anche il Benoît Sublet era nei paraggi, e deve aver visitato la Cappella del Nostro San Camillo e tratto ispirazione dalla tela del Conca per la sua opera parigina.

Un grazie particolare alla Sig.na Paola Pagani, Corrispondente in Italia della "Foundation Raoul Follereau", che ha attivato la collaborazione eccellente della Signora Nicole de Monts in Parigi, che si è messa a disposizione quando la Sig.na Pagani ai primi di dicembre ha raggiunto la Sede Internazionale della "Foundation", situata a qualche centinaia di metri dalla "Eglise Saint Joseph des Carmes", mettendoci a disposizione anche una ricca documentazione fotografica e pubblicazioni specifiche varie.

Vi invitiamo ora a passare alla pagina dedicata alle immagini di questa stupenda Opera in venerazione nella "Chapelle Saint Camille dans l'Eglise Saint Joseph des Carmes" in Parigi. (P. Felice Ruffini)
 

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