Il Maratti e l'«Estasi di San Camillo»

 

 

Erano anni che stavo sulle tracce dell'Opera del Maratti dedicata all' «Estasi di San Camillo dinanzi al Crocifisso», divenuta una sorte di ossessione in questi ultimi tempi dopo aver postato su questo sito la pagina dedicata alla «Iconica - Estasi Sto Camillo e Crocifisso», provocata e innescata dalla "scoperta" in un faldone di antiche carte, gelosamente custodite negli archivi dell'Ordine Camilliano della Capitale, di un... «Santino»!

Una di quelle antiche immaginette devozionali stampate con lastra di rame, lavorata con bulino, per stampa di un "santino francese"! Sì... perché in basso sotto l'immagine si legge: «C. Maratti pinxit \ A.W. Schulgen Edit du St Siege. \ Paris 25 rue St. Sulpice».

La tipografia per certo si sa che era in piena attività negli anni 1860-1900 circa.

E' nel 1870 che i Camilliani mettono la prima Comunità a La-Chaux, Diocesi di Autun, per elevarla di lì a qualche anno a "Provincia Francese", e certamente il grafico è stato prodotto in Roma da artista del bulino tenendo dinanzi agli occhi l'originale. Una copia del grafico è in esposizione nel "Museo" allestito nell'antica Aula Capitolare della Curia Generalizia dei Camilliani.

Stando all'anagrafe il Carlo Maratta, di Camerano nelle Marche, è vissuto dal 1625 al 1713, quindi deve essere il capostipite e il modello "ispiratore" di quanti dopo di lui hanno trattato questo sacro mistico momento della vita del neo-convertito e giovane laico "Camillo", che s'era messo in testa di trasformare l'accoglienza e l'assistenza dei malati degli ospedali romani, e che gli cambiò la vita e lo portò ad inserire nella storia della Chiesa una «Nova Schola Caritatis»: l'incontro con il Crocifisso che gli dice «Di che t'affliggi ò pusillanimo? seguita l'impresa ch'io t'aiutarò essendo questa opera mia e non tua...»!!!
E particolare che facciamo notare, è quella fiamma accesa che arde nel suo petto, che forse è consequenziale di una testimonianza resa al Processo Teatino.


La stupenda Opera del Placido Costanzi Romano, l'Icona della Cappella che custodisce il Corpo del Santo in Roma, e la Tela di Pierre Subleyras dipinta quale "Stendardo della Canonizzazione", e trasferita nella Chiesa dei SS. Camillo e Rufo in Rieti, - officiata dai Camilliani per circa 200 anni -, tanto per fare riferimento ad alcune, sono la "prima" del tempo della Beatificazione (1742) e la "seconda" della Canonizzazione (1746).

Non sempre il "gossip" è negativo e deleterio!... qualche volta spara raggi laser in direzioni non pensate. Così lo è stato per questa tela che dicevano d'averla vista in un antico palazzo nobile della Duchessa di Latera, Donna Camilla Savelli, costruito dall'architetto Borromini (1599-1667) ai piedi della salita al Gianicolo nel cuore della vecchia Trastevere, s'è rivelato fonte autentica e vera!

Grazie alla fraterna collaborazione dell'Agostiniano P. Rocco Ronzani, che non solo mi ha confermata la presenza in quello che era un antico Monastero delle «Oblate Agostiniane di Santa Maria dei Sette Dolori»  accanto alla omonima Chiesa, ma si è premurato di farmi avere rapidamente la documentazione fotografica. In attesa di tempi comodi per una edizione di "alta definizione", ve l'offriamo "in anteprima" dopo secoli di forzata... "clausura" !

 

 

Non abbiamo ancora trovato la motivazione della presenza presso questa Duchessa di un Opera con tema così specifico, e si spera che venga alla luce qualche riferimento storico e sicuro dalla Documentazione che il "Postulatore Generale degli Agostiniani" sta raccogliendo per avviare il "Processo di Beatificazione e Canonizzazione", come ci ha promesso il P. Rocco Ronzani, Vice Preside dell'Istituto Patristico "Augustinianum". Forse non è estraneo il Nome ricevuto con il Battesimo, e il dedicarsi poi nella seconda parte della sua vita al sollievo dei malati e sofferenti.

Resta comunque ancora un altro interrogativo, che contiamo risolverlo, ed è la composizione in verticale di quel "santino francese" e di una "tavoletta" di cm 40 x 30 circa scovata dal camilliano P. Fantin, direttore della rivista "Missione Salute", in una Sagrestia camilliana del nord Italia, che è assolutamente copia di un qualche originale che doveva pur esserci in Roma.

E l'interrogativo si fa più cogente per una tela con lo stesso tema acquistata tramite "rete" da due Concittadini del Nostro San Camillo, proveniente da ambito francese, che abbiamo già postata su questo nostro sito nella pagina dedicata alla "ICONICA - Estasi Sto Camillo e Crocifisso".

Questi due "reperti" non hanno niente a che vedere con l'Autore "principe" della Tela di "Donna Camilla Savelli", contemplando il tenero slancio del Crocifisso e il paradisiaco rapimento dell'estatico Padre Camillo ! (Felix Pierre)

 

Roma 26 ottobre 2014