Domenica 8 Dicembre 1591

Camillo e compagni fanno la

Prima Professione Solenne

 

Da quella mattina 8 Dicembre 1591, Domenica, al primo pomeriggio di questo 8 Dicembre 2014, Lunedì, nella Chiesa di Santa Maria Maddalena in Roma "Padre Camillo" è vivo e presente nel Solenne momento della eterna «Prima Professione di Voti Solenni», accanto ai suoi Religiosi che dinanzi alla storica Immagine della Immacolata Concezione rinnovano la "Consacrazione Perpetua", e affidano ancora le proprie vite perché le metta nelle mani del Figlio Gesù Crocifisso, più che convinti di quella promessa fatta al Santo Padre Fondatore, «Seguita l'impresa ch'io t'aiutarò, essendo questa opera mia e non tua...»

Ed ancora oggi si è tutti convinti di quel che scrisse lo storico contemporaneo P. Sanzio Cicatelli della coincidenza con la Solenne Memoria Liturgica dell'Immacolata:

“Nel che anco parve che la Santissima Madre delle Misericordie volesse mostrare al mondo che questa Congregatione doveva essere tutta sua. Poi che essendo Camillo divotissimo di San Michele Arcangelo, e di San Francesco, haveva designato di farlo in uno di questi giorni. Ma la Santissima Regina de Cieli (per l’intercessione della quale Camillo tanti anni prima era stato convertito à Dio nel giorno della sua Purificatione; nell’Assuntione haveva havuto il primo desiderio di fondar la Compagnia, e nel giorno della Natività gli haveva dato principio vestendo i suoi compagni) volse anco che lui (per li molti impedimenti ch’avennero per le sedi vacanti) fusse trattenuto à farla fino al giorno della sua Immacolata Concettione. Il che fu di estremo contento a tutti i suoi compagni per il desiderio ardentissimo che havevano di star sempre sotto la perpetua tutela e fidelissimo Patrocinio d’essa sempre Immacolata Vergine”.

 

Non è raro vedere in produzioni pittoriche dei primi tempi, come questo quadro di autore ignoto che vi proponiamo, il Nostro San Camillo senza la ben nota "aureola dei santi", con il Crocifisso tra le mani dinanzi ad una Immagine di Maria Immacolata, evidentissima stima e valutazione che si aveva non solo nell'ambito del suo Ordine Religioso.

Non fu pietismo o sentimentalismo banale, ma oculata motivazione teologica, ben percepita da Padre Camillo, messa in magistrali principi teologici da uno dei suoi Religiosi più vicino alla suo animo e alla sua spiritualità, che s'affermò quale eminente teologo mariano del suo tempo, il P. Novati Giovanni Battista. Cresciuto alla sua scuola, tra gli ultimi per età ma dei primi per virtù e dei maggiori per dottrina, apertamente scrisse che è l’Immacolata che ha voluto le origini dell’Ordine nel suo giorno, perché come fin dal primo momento della sua Concezione schiacciò il capo al serpente infernale, così i Ministri degli Infermi accanto al letto dei morenti esercitando il “carisma” ricevuto direttamente dal Cristo Crocifisso, avessero un pegno di vittoria contro gli assalti tenaci del demonio.

Della sua poderosa opera mariana, "De Eminentia Deiparae Virginis Mariae semper Immaculatae" [1], diamo una breve sintesi a modo di "saggio", accessibile in calce.

Per “Padre Camillo” l’Immacolata Concezione è la salvezza dei suoi protetti per quello che Ella è, per ciò che significa e può fare come Madre del Verbo Incarnato.

A contatto con la dura realtà degli ospedali romani, Camillo aveva da tempo intuito che quella Donna che ha generato Colui che ha schiacciato il capo al serpente malefico, al maligno che aveva vinto contro la creatura umana, rivelandone tutta l’infermità esistenziale, era una alleata insostituibile in qualsiasi progetto che avesse come scopo la restaurazione dell’ambiente sanitario, il modo di assistere e curare i malati, perché riacquistassero la sanità integrale, del corpo e dell’anima.

Con il P. Novati si afferma perentoriamente che la Religione dei Ministri degli Infermi è accanto all’uomo infirmus nella sua ultima battaglia, con preghiera e Sacramenti perché fortificato dalla grazia egli possa vincere i demoni e rendere vane le tentazioni estreme, evidenziando che il pericolo di dannazione eterna è forte per quanti non hanno vicino chi li aiuti in quegli istanti. Nello stare della Madonna ai piedi della Croce durante la Passione e morte del Figlio, il Novati vede l’Antesigna­na e il modello dei Ministri degli Infermi.

Sul Golgota la Madre di Dio fu la “vessillifera” dell’Istituto. I Ministri degli Infermi, nell’assistere i moribondi, devono essere forti contro il nemico del genere umano, essendo sotto la guida della fortissima “leonessa” che diede alla luce il Leone di Giuda.

Sotto la Croce, la Madonna tutta immersa nella Passione del Figlio, mentre muore versando il suo Sangue prezioso. Anche il Ministro degli Infermi deve continuamente essere immerso nel Cristo Crocifisso, meditando la sua passione, morte e sangue, nei quali sta ogni speranza di vittoria.

Per il Novati, un ulteriore motivo per ritenere che l’Ordine affondi le sue radici in Maria, è quello di aver esso avuto inizio - per una speciale disposizione dello Spirito Santo - nel giorno dell’Immacolata Concezione. Infatti, come Maria, fin dal primo istante della sua concezione, schiacciò il capo del serpente infernale, così ogni Ministro degli Infermi avrà un pegno di vittoria nell’esercizio del suo ministero accanto al letto dei moribondi contro tutte le astuzie di Satana.

Con Padre Camillo il Novati, e ogni Camilliano di tutti i tempi, ritengono che Maria Immacolata Concezione « è segno di sicura speranza e di consolazione fino a quando non verrà il giorno del Signore » [2], pegno della salute eterna e luce che ispira e inonda l'Ordine Religioso fondato da Camillo, che la sente e la presenta "Avvocata e Mediatrice" che sta accanto all’uomo infirmus nella sua ultima battaglia, come stette accanto alla Croce del Figlio morente, per il recupero globale della salute del corpo e dell'anima.

In margine a questo «Solennissimo Giorno»....

....visto che da più parti viene chiesto se quella antica statua lignea della Immacolata Concezione, - che noi riportiamo nel testo -, che si venera nella Chiesa di Santa Maria Maddalena era sull'Altare quando «Camillo, Domenica alli 8. di Decembre 1591, giorno della purissima Concettione... fece la sua professione solenne», affidandoci ad uno studio storico del P. Mario Vanti, noto storico camilliano, è da dire che la pregiata Sacra Effige, anche se ricca di antica e fervida venerazione e devozione di Camilliani e di Fedeli che si fermano in preghiera, non viene citata né dal contemporaneo P. Cicatelli, uno dei 25 Religiosi che in quella mattina si consacrarono a Dio in perpetuo, e né dagli storici camilliani degli immediati tempi che seguirono.

E con il P. Vanti si può ben condividere questa sua personale posizione: «Son persuaso, - benchè la mia persuasione non abbia per ora al­cuna esplicita conferma da parte dei documenti -, che codesta statua dell'Immacolata appartenga al Generalato del R.mo P. Marcantonio Albiti (1652-1656), generalato che può meritamente definirsi « mariano », come il p. Albiti per la sua grande devozione alla Madonna può essere considerato il San Bernardo dell'Ordine dei Ministri degli Infermi (...) Comunque resta fuori di discussione che codesta benedetta immagine appartiene alla storia dei Ministri degli Infermi, e che qualunque possa essere l'apporto che a conferma di ciò potranno dare in seguito i documenti, più e meglio che su la carta è scritto nel cuore di tutti i Figli di S. Camillo che essi appartengono alla Vergine Immacolata...»

E il P. Marcantonio Albiti, nella drammatica pestilenza che colpì l'Italia nel 1656 « degno comandante della pacifica armata dei suoi crocesegnati, morendo faceva ad essi l'ultima raccomandazione di perseverare “nell'intiero servizio di Dio per essere sempre ministri e servi fedeli dei poveri infermi"...» [da "La vita per Cristo", di F.R.]

Lo storico camilliano in quel suo "saggio" evidenzia la notevole presenza di opere dedicate alla Immacolata Concezione negli ambiti della Curia Generalizia e della Chiesa, e del testo che descrive un "plastico camilliano mariano" se ne offre lettura in riquadro a parte ==click

E non possiamo chiudere senza un accenno al futuro Papa e Beato PIO IX, il Papa della definizione della Immacolata Concezione, che da giovane studente, nel 1815, visse per alcun tempo in questa Casa Camilliana, ospitato dal Parroco della Maddalena «in un modestissimo alloggio del Convento». Durante quel soggiorno gli accadde un fatto da lui stesso interpretato come un segno della benevolenza del Cielo e che forse lo convinse definitivamente ad abbracciare la carriera ecclesiastica. Ecco il ricordo nelle sue stesse parole dette durante l'Udienza concessa il 26 febbraio 1872 ai parrocchiani della Maddalena: «Una notte vado a letto, e per conciliarmi il sonno presi un libro, e me ne stava così a leggere col lume lì accanto. Fatto sta che il sonno mi sorprese, e il lume mi era caduto di mano, ed io senza nulla accorgermi stava forte addormentato; quando il mio servo, che teneva sempre aperta la porta della vicina stanza, dove ei dormiva per un certo incomodo che io soffriva, si destò ad un tratto spaventato vedendo il mio letto in fiamme. Si levò e corse nella mia camera, gridando - fuggite presto -, e intanto apre la finestra apportando così un rimedio tutto contrario e peggiore del male. Perciò Dio volle che io potessi liberarmi dalle fiamme, l'incendio poco dopo finì, ogni pericolo disparve; e la grazia, l'ebbi, credo dalla Maddalena, e certo assai più dalla Vergine Santissima...» (F. Ruffini)

 

Note

[1] Stampata in Bologna nel 1639, in due poderosi volumi

[2] Concilio Vaticano II, Lumen Gentium n. 68

** Il testo è in estensione "doc", prelevabile --qui

** Breve sintesi dell’Opera Mariana del Padre G.B. Novati ---click