8 Settembre 1584

Padre Camillo inizia la sua “Compagnia”

 

Era sabato l’8 settembre del 1584 e nella Chiesina della «Madonnina dei Miracoli», in riva del Tevere a pelo d’acqua, il neo-Sacerdote Camillo de Lellis riveste di “abiti negri” Bernardino Norcino e Curzio Lodi, due superstiti dei cinque “della prima ora” che avevano aderito all’ispirazione avuta nella notte dell’Assunta del 1582, mentre vegliava i malati nella corsia grande dell’Ospedale San Giacomo degli Incurabili di Roma, di assistere gli ammalati «con quella charità et amorevolezza che sogliono far le madri verso i loro proprj figliuoli infermi...»

È una data importante per noi Camilliani che merita una attenzione e celebrazione del tutto speciale, in questo “Anno Giubilare dei 400 Anni del suo Santo Transito”, perché la scelta del giorno dedicato alla Memoria Liturgica della “Nativitas Beatae Mariae Virginis” non fu accidentale ma ben determinata, da parte di Camillo che attribuiva a Lei la sua seconda “nascita”, quella dell’anima, nel «giorno sollennissimo della Purificatione della sempre immacolata Vergine».

Ulteriori notizie di questo luogo camilliano sono nella sezione "Luoghi Camilliani in Roma – Madonnina dei Miracoli" click-->>. Qui diamo qualche breve selezione, desunta dalla biografia del contemporaneo camilliano P. Sanzio Cicatelli:

«"Pochi giorni dopo li medesimi Signori Guardiani dell'Hospidale havendo gran contento che'l loro Mastro di Casa si fusse fatto Sacerdote in segno di gratitudine lo fecero Cappellano d'una lor picciola Chiesa chiamata la Madonnina de' Miracoli posta vicino la Porta del Popolo". Sorte le opposizioni all‘Ospedale S. Giacomo, San Camillo decise di trasferire qui anche i suoi primi compagni:

"Andati poi in Abruzzo tornarono dopo certo tempo in Roma nella Chiesa del­la Madonnina, dove anco andò subito Bernardino à ritrovargli, et unirse con loro con molto contento di tutti tre. Fù fatta questa unione da loro nel principio di Set­tembre 1584. nell'ultimo anno del Pontificato di Gregorio xiij nel qual tempo si può dire che Camillo dasse vero, e non interotto principio alla sua Compagnia. Poi che nel giorno della Natività della Santissima Vergine esso diede l'habito à Bernardino e Curtio mettendogli sottane, e mantelli negri lunghi fino à mezza gamba. Facen­dogli anco rinchiudere i collari delle camiscie come anch'esso haveva fatto fin dal primo giorno c'haveva cominciato ad ordinarsi, senza mettersi croce, ne altro se­gno à vestimenti. Nel qual modo adunque (essendo nata la nostra Congregatione al mondo insieme con la santissima Vergine) cominciarono tutti tre ad andare ogni giorno all'Hospidale di Santo Spirito."

E qui portò anche il suo amato Crocifisso, che per due volte si era animato per incoraggiarlo affermando “seguita l‘impresa ch‘io t‘aiutarò, essendo questa opera mia e non tua”. Affidandoci alla documentazione rinvenuta dal P. Vanti, l‘atto dell‘affitto registrato in data  23ottobre 1584 recita: “Scudi 1 e baiocchi 80 da m. Camillo De Lellis per la pigione di 4 mesi cominciati alli 15 di ottobre della casa alli Miracoli dove stava il romito. Recò Pietro Spenditore”.

La forte umidità risalente dal Tevere, che lambiva la Casa, come lo si può ri­levare dalla pianta topografica riportata, fecero ammalare Camillo e Curtio Lodi, facendoli ricorrere alle cure mediche. Camillo al S. Giacomo, ospitato nella sua stanza per disposizione dei Guardiani dell’Ospedale, memori di quanto aveva fatto, e Curzio Lodi all‘Ospedale S. Giovanni nella stanza del Priore. Questi era Lo­dovico Altobelli, un altro dei primi quattro Compagni che aderirono all‘invito di San Camillo.

Guariti tornarono alla Madonnina, dove il buon vecchio Bernardino Norcino era rimasto unico in buona salute. Ma qui rimasero solo a fine dicembre 1584 per passare ad una abitazione più idonea nelle adiacenze delle Botteghe Oscure, che vedremo a suo tempo.»

 Offriamo in meditazione un passo selezionato da un “Inno della Natività di Maria », composto per la festa liturgica dell'8 settembre, che rappresenta una delle prime testimonianze della festa, la quale è di origine gerosolomitana e fu introdotta a Costantinopoli sotto l'imperatore Giustiniano (527-565). L'inno è insolitamente breve, comportando undici strofe oltre al proemio. Esso non presenta un carattere ben definito e oscilla tra l'omelia ed il panegirico. È anche diff¡cile stabilire se l'autore abbia voluto celebrare piuttosto i genitori che la neonata Maria.

Ma a noi interessa conoscere come dai Padri dei primi tempi della Chiesa, e da Autori Greci in particolar modo, questo giorno veniva considerato e salutato:

«Come lodarti e come glorificare te, figliuola di Anna ottima, essendo tu il nato tempio santo? Gioacchino supplicava sul monte te (Lc 1, 28), lui che, tuo tramite, accorda al mondo la grande misericordia!. Colonna vivente di sapienza, vaso luminoso risplendente di grazia è apparsa la nobile Anna. In verità ella ha messo al mondo il vero modello ed il fiore divino della verginità, dono destinato a tutte le anime vergini e agli aspiranti al dono della verginità, colei che procura e dona a tutti i fedeli la grande misericordia:

Gioacchino ed Anna furono liberati / dall'obbrobrio della sterilità, / e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte, / o Immacolata, per la tua natività. / Questa festeggia, oggi, il tuo popolo, / riscattato dalla schiavitú dei peccati, / a te esclamando: «La sterile partorisce / la Madre di Dio e nutrice della nostra vita».

 

E per noi importante anche l’8 settembre del 2010…

Il Relatore Generale della Causa di “Beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Nicola D’Onofrio”, il compianto P. Cristoforo Bove ofm, firmò e chiuse la "Positio" l’8 settembre del 2010, Memoria Liturgica della "Nascita della B.V. Maria"…

E non possiamo fare a meno di mettere in relazione questo giorno con quanto il nostro Nicolino scriveva nel suo “Diario Spirituale” il 7 settembre del 1961:

«Sono stato promosso al Capitolo! Fino ad oggi avevo sentito una grande gioia al pensiero della mia prossima Professione, invece ora sono freddo, perché? Ma gli ho detto veramente di sì al Signore? - Sì. Mi sono donato veramente a Cristo? - Sì. Ma allora....? E' Gesù che mi si nasconde. Il mio cuore è freddo, non fa nulla. Amerò ancora il Signore con le opere. Voglio assolutamente adempiere ciò che Gesù vuole da me. Mamma, Maria, domani celebriamo la ricorrenza della tua Natività... rinasciamo insieme...»

E Papa Francesco il 5 luglio 2013 ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto che riconosce «le virtù eroiche del Servo di Dio Nicola D'Onofrio, Chierico professo dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani), nato a Villamagna (Italia) il 24 marzo 1943 e morto a Roma il 12 giugno 1964…»

Dall’8 settembre 1961 all’8 settembre 2013, nell’«Anno Giubilare dei 400 Anni del Santo Transito del Padre Fondatore Camillo», il giovane studente camilliano rende testimonianza a “quella pianticella” che iniziò il cammino nella Chiesuola sulle rive del Tevere con due giovani, datisi completamente alla traccia di vita consacrata stilata dal neo-Sacerdote Camillo de Lellis, che di strada di ascesa al Monte Santo di Dio ne ha fatta tanta e continua ancora in questo Millennio, e così sarà fino alla fine del mondo ! Amen!  (felix pierre)