Omelia di P. Renato Salvatore
Memorial del Servo di Dio
Nicola D'Onofrio
Villa S. Famiglia - 9 giugno 2012 - Roma

 

 

La festa del Corpus Domini ci riporta indietro nel tempo: 48 anni fa, durante questa celebrazione,  il nostro Servo di Dio emise i voti solenni.

Il Padre Renato Di Menna ricorda: “La Comunità dette grande rilievo a questo avvenimento. L'atmosfera era solenne, ma allo stesso tempo permeata, nell'intima commozione di ciascuno, della misteriosità di qualche cosa di fatale che poteva accadere da un momento all'altro. Seppi che dopo la cerimonia il giovane religioso si ritirò nella sua stanzetta ed ebbe una crisi di pianto. Ma all'ora della refezione era tornato sereno”.

Sappiamo che la professione fu anticipata a motivo delle sue gravi condizioni di salute, di cui Nicola era ben consapevole. Il traguardo di diventare sacerdote camilliano era umanamente non più raggiungibile; non avrebbe potuto servire il Signore nel malato da sacerdote poiché era chiamato ad offrire se stesso come sacrificio santo e immacolato sopra l’altare dell’unico sommo sacerdote, il suo amato Gesù Cristo.

Il Signore gli fece comprendere sempre meglio che desiderava associarlo alla sua azione redentiva non con le opere, ma con il dono totale di se stesso: non una lunga esistenza al servizio dei malati, ma la sua giovane vita prontamente donata a Dio.

Il Signore Gesù che lo chiamava a tale somma offerta è la stessa persona che aveva vissuto sentimenti simili al suo. Come non ricordare il terribile travaglio interiore di Gesù nel Getsemani di fronte alla prospettiva della sua separazione dal Padre a motivo del peccato dell’umanità assunto su di sé? Il totale abbandono nelle mani del Padre corrispondeva alla sensazione del completo abbandono di lui da parte del Padre! “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Quando l’offerente si trasforma pienamente in offerta è inevitabile la sensazione del passaggio da soggetto ad “oggetto” di cui Dio dispone secondo la sua imperscrutabile volontà. L’esperienza di Gesù è unica, resta irripetibile e incredibilmente terribile.

Infatti, “Gesù ha conosciuto la morte come tutti gli uomini e li ha raggiunti con la sua anima nella dimora dei morti” (CCC 632). Come è stato possibile che sperimentasse la morte l’autore della vita? Gesù muore perché liberamente assume su di sé la condizione umana di peccato che causa il distacco dalla Fonte della vita e dell’amore: la separazione da Dio! Potremmo dire che è morto perché non sentiva più l’Amore: questa è la tragica conclusione della vita dell’Unigenito del Padre! Gesù ha sperimentato l’abbandono più estremo proprio quando stava manifestando al massimo grado l’amore sia verso il Padre che per l’umanità.

Ebbene, vivere uniti a Cristo, come fece il nostro Servo di Dio,significa iniziare sempre dal momento più alto del suo amore - e l'Eucaristia ne custodisce il mistero -, quando sulla croce egli dona la vita nella massima oblatività” (Ripartire da Cristo 27). Ci ricorda il Concilio vaticano II: “Il nostro Salvatore istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce” (SC 47). E di tale sacrificio l’eucaristia ne applica il frutto. E altrove: “Nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa” (PO 5).

La nostra vita è tesa alla piena conformazione a Cristo, partecipando del suo corpo e del suo sangue ci uniamo intimamente con Gesù Cristo e acquisiamo gradualmente i suoi stessi sentimenti: “Colui che mangia di me vivrà per me” (Gv 6, 57).

Nicola fu chiamato ad accostarsi all’altare non per offrire il pane e il vino - come fa ogni sacerdote durante la santa messa - ma per unirsi nell’offerta del Signore. E restò unito al Signore anche sulla via del doloroso calvario. In quel giorno della professione, quali pensieri attraversarono la mente e il cuore di quel giovane che aveva sempre amato la vita?  Diversi confratelli hanno testimoniato la sua capacità di gestire il desiderio di continuare a vivere con quello di adempiere fino in fondo e prima di ogni altra cosa la volontà di Dio. L’energia per questa lotta interiore la otteneva soprattutto dalla preghiera e dall’eucaristia alla quale si accostava sia durante la santa messa che in altri momenti di prolungata adorazione.

Al Signore è piaciuto averlo con sé, altrimenti forse oggi lo avremmo potuto incontrare quale sacerdote camilliano di 69 anni e ringraziare il Signore per la sua presenza in mezzo a noi. Eppure, dobbiamo riconoscere, ogni anno che passa lo sentiamo sempre più vicino a noi e sempre più operante non solo per i malati, ma anche per tutti coloro che sono provati da qualsiasi forma di sofferenza. È come se il Signore, che ce l’ha tolto, intendesse ridonarcelo con una presenza più efficace di quella che avrebbe realizzato da vivo!

Insondabile tenerezza di un Dio amore! Dolcezza della nostra madre Maria alla quale il nostro Nicola si aggrappava con slancio giovanile! Instancabile fondatore san Camillo che continua a prendersi cura della sua amata pianticella! E tu, Nicola, amato fratello e confratello; amico e compagno di vita; discepolo del Cristo e maestro di una via semplice che a lui conduce;  amante della vita terrena, ma ancor di più di quella eterna.  

Oggi versi le tue lacrime per riavvicinare noi a Dio; oggi ti accosti al cuore ferito per versarvi il balsamo della divina consolazione; oggi doni forza a chi stenta a restare dietro al Signore portando la propria croce.

Se il chicco di grano non cade a terra e muore non porta frutto: questa è la regola evangelica per lo sviluppo della vita. Quel chicco è divenuto spiga, e tante spighe formano ormai un campo sempre più esteso a disposizione di chi ha fame del Signore.

 Dio, ti ringraziamo per le meraviglie che hai operato in questo tuo servo fedele. Nella tua infinita misericordia, fa’ che comunichiamo al tuo corpo e al tuo sangue affinché nell'Eucaristia possiamo incontrare il sostegno per il cammino di ogni giorno e la forza per lottare contro il male. I malati trovino nell'Eucaristia il sostegno alle loro sofferenze e le sappiano offrire, insieme a quelle di Cristo, per la salvezza del mondo intero.  Amen