AFRICA CAMILLIANA

BURKINA FASO

 

 

Reportage n. 1

di Fr. Jean Grigoletto

 

 

 

La C.E.I. in BURKINA FASO

 

Incontro dell’UFFICIO MISSIONARIO NAZIONALE ITALIANO della C.E.I. di Roma con i Missionari italiani che operano in Burkina Faso (Africa Occ.)

Il giorno 3 giugno 2005 si è tenuto a Ouagadougou nella Comunità dei Religiosi CAMILLIANI – “Centro Medico S. Camillo” - l’incontro fraterno con i Missionari Italiani che operano nel circondario della capitale.

Dalla conferenza episcopale italiana  di Roma sono venuti: Mons. Giuseppe ANDREOZZI, Mons. Giuseppe PELLEGRINI e don Sergio del CUAM di Verona.

Erano presenti i Religiosi Camilliani, gli Orionini, i PP. Bianchi (Missionari d’Africa), Missionari Laici e le Religiose Figlie di S. Camillo, Le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore del S. Natale, le Suore Figlie di Maria Immacolata di Reggio Calabria.

Mancavano all’appello qualche congregazione femminile. Da Koudougou sono giunti i Frati Francescani Conventuali-Abruzzesi. Sereno e molto spirituale l’incontro fraterno terminato con una agape fraterna.

I suddetti monsignori nel pomeriggio si sono recati a BOBO DIOULASSO nell’estremo sud per incontrare i diversi missionari italiani che lavorano in quella latitudine. Rendiamo grazie a Dio.

 

IL GRIDO

dei MALATI TERMINALI di AIDS

di OUAGADOUGOU - Burkina Faso

 

Fratelli e sorelle del Rotary International

 

Noi ammalati e accompagnatori degli ammalati del Centro Camilliano di accoglienza “Notre Dame de Fatima”, Vi diamo il benvenuto esprimendoVi la nostra gioia nell’accoglierVi, tanto che il nostro cuore trabocca di riconoscenza per questa occasione che la Provvidenza ci offre.       Infatti: sappiamo da dove veniamo, sappiamo dove siamo, ma non sappiamo ciò che diventeremo senza il Vostro aiuto.

 

   A – Sappiamo da dove veniamo. Da quando abbiamo saputo che nostro figlio o figlia, nostra moglie o nostro marito, nostro padre o madre era affetto di AIDS, abbiamo vissuto l’inferno. Uniti a loro nella sofferenza percepivamo lo sguardo indagatore degli altri, quello sguardo che li giudicava e li condannava, senza speranza alcuna! Percepivamo negli occhi pieni di lacrime dei nostri cari l’interrogativo muto e disperato: “Perché io? Che male ho fatto per meritarmi questo giudizio severo da parte di mio fratello, di mia sorella? Eppure tu ed io abbiamo mangiato insieme, riso e pianto insieme, insieme abbiamo fatto dei progetti. Oggi i miei sogni sono bruciati. Da te attendo comprensione e soccorso. Vacillo e tu mi lasci cadere; cado e ti rifiuti di rialzarmi. Distogli il tuo sguardo quando mi vedi; rifiuti di toccarmi quando ti tendo la mano; non mi rispondi quando ti parlo.Perché? Cosa sono diventato per te? Io che credevo che tu mi amassi, sono diventato per te come un oggetto di rifiuto, come un qualcosa da non toccare per non essere contaminato. Oh Dio! Che ho fatto di male per diventare pattumiera? Vorrei cambiare il mio nome perché non venga più pronunciato nei luoghi pubblici. Vorrei essere cieco e sordo per non vedermi puntare il dito accusatore e per non sentirmi preso in giro. Mio Dio, ti prego, vieni presto in mio aiuto!”.

 

   B – Sappiamo dove siamo perché, dall’alto, il Signore ha ascoltato il nostro grido d’aiuto e ci ha sollevato dalla fossa.

Essere in questo Centro di accoglienza, tenacemente voluto e realizzato dalla Delegazione Burkinabé dei Camilliani, è per noi un dono di Dio, tanto che la nostra disperazione si è tramutata in speranza e, dopo aver per un momento dubitato di Dio e dell’uomo, oggi il nostro cuore è pieno di gratitudine.

 

* Gratitudine verso Dio che ci ha condotti qui e ha messo nel cuore di alcuni uomini la generosità di servire gli altri.

 

* Gratitudine verso gli uomini, nostri fratelli, che hanno tutto abbandonato per servirci e che trovano la loro gioia nel renderci felici. Chi tra noi, ammalati ed accompagnatori, non ha ricevuto una parola gentile, una frase consolatoria da parte di fr. Vincenzo, di p. Marc o di p. Bernard, di fr. Giovanni, di fr. Michel o di fr. Sebastien? Chi tra noi quando è “caduto” non ha sentito vicino una mano tesa per rialzarlo? Il vostro amore per gli ammalati, cari Padri e Fratelli, dona anche a noi accompagnatori di compiere il nostro dovere di padre o di madre, di sposo e sposa: e per questo vi siamo molto riconoscenti. Voi ridete con noi quando ridiamo, piangete con noi quando piangiamo, ci sostenete ed incoraggiate quando la debolezza ci prova. Si: la vostra vita è per me come un esempio, una luce che rischiara il mio cuore avvolto dalle tenebre. A me, che nella dolce quiete ho vissuto egoisticamente, la vostra vita m’ha aperto gli occhi per vedere e comprendere che la felicità vera viene da Dio e passa necessariamente per l’amore verso l’altro. Che questa “libertà” di amare vi renda ancora più liberi nel servire Dio e i fratelli. In effetti quanti qui accogliete sono per la maggior parte poveri, degli uomini e donne senza risorse, delle vedove e degli orfani lasciati soli. Da voi essi ricevono tutto gratuitamente: cibo, cure, vestiti, visite specialistiche, esami di laboratorio e persino …. dei dolci, e sempre e comunque un sorriso per ciascuno.

                                                          

* Gratitudine pure a tutto il personale: medici e infermieri pieni di generosità, d’attenzione e di pazienza verso gli ammalati ed anche nei confronti di noi accompagnatori. Che Dio vi renda il centuplo di ciò che fate di bene a ciascuno di noi. Ringraziamo anche tutto il personale del Centro: quanti e quante qui lavorano per mantenere pulito e in ordine e quante cucinano così buoni cibi per tutti noi!

 

   C – A voi fratelli e sorelle che siete tra noi questa sera e a coloro che non hanno potuto essere qui, a voi che nell’ombra agite segretamente per noi: voi siete la nostra speranza e il motivo della nostra gioia fiduciosa perché voi siete come gli ambasciatori venuti a  dirci, a nome di tanti fratelli, che ci amate e ci sostenete in questa lotta contro il “non senso” della malattia e della sofferenza. Grazie! Voi siete una speranza perché non sappiamo ciò che saremo domani senza il vostro aiuto. Come ho già detto siamo in maggioranza poveri. Se il Centro dovesse chiederci di partecipare sia pure per la decima parte alle spese di ospedalizzazione, di cibo, medicinali, esami ecc… moltissimi tra noi sarebbero nell’impossibilità. Alcuni sono qui da due mesi, da cinque o dieci mesi; noi accompagnatori abbiamo lasciato le nostre piccole attività che ci permettevano di sostenere la nostra famiglia. I nostri piccoli risparmi sono serviti per i nostri malati e soprattutto per sostenere i figli rimasti a casa, alcuni dei quali liberi a se stessi ed altri a scuola. Oggi noi siamo senza risorse e il ritorno a casa per molti di noi diventa una triste realtà, specialmente per le vedove e per quanti sono soli. E quando lo stato di salute dei nostri malati sarà migliorato e saranno dimessi per permettere ad altri di beneficiare della vostra generosità, come faremo senza risorse? Che sarà del nostro malato, che è anche il vostro,  se sarà mal nutrito, con la possibilità di una fatale ricaduta?

 

         E’ un grido di disperazione, ma anche di grande speranza, che lanciamo a voi amici nostri, affinché  arrivi a Dio.  Noi vi ringraziamo e contiamo sulla vostra generosità.

(Traduzione di fr. Giovanni Grigoletto)

 

 

PEDIATRIA HIV-AIDS

 

 

Il giorno 18 giugno il Centro Medico S. Camillo ha vissuto un'altro giorno di gioia e di speranza.

Abbiamo inaugurato e benedetto la nuova PEDIATRIA per neonati e piccoli malati affetti da HIV-AIDS, l'unica del­lo stato del BURKINA FASO. Un locale gioiello e con sale di riposo per le mamme dei piccoli malati, sono 12 po­sti letto-incubatrici, quando saran­no più grandicelli passe­ran­no nella nostra PEDIATRIA che si trova nel centro Camil­liano “N.D. de Fatima” ai margini di Ouagadougou ove operano 4 Religiosi Camilliani, tutti esperti infermieri e diplomati nel settore AIDS.

Ha benedetto la struttura il P. Salvatore Pignatelli, medico e direttore dell'opera, presenti la Presidente Sig. Valeria del CIAI, movimento italiano ONLUS che ha finanziato il tutto, presenti tutto il personale: medici, infermieri, suore, “fraticelli” Camilliani di diverse case del Burkina Faso.

 S. Camillo ci ha benedetto perchè erano diversi giorni che non pioveva e nella notte precedente è sceso da cielo un buonissimo temporale di acqua benedetta, con la gioia di tutti.

Già domani entreranno i nuovi malatini con le loro mamme, anche esse portatrici di AIDS. E che il nostro grande S. Camillo, che aveva UN CUORE DI MADRE, sia accanto a questi nostri fratellini malati.

 

 

VISITA DEL PRESIDENTE DELLA BANCA MONDIALE

AL CENTRO MEDICO S. CAMILLO

dei RELIGIOSI CAMILLIANI di OUAGADOUGOU, BURKINA FASO

 

Il giorno 15 giugno 2005 il grande Centro Medico S. Camillo di OUAGADOUGOU ha vissuto ancora una giornata molto importante.

Il Presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz in visita nel Burkina Faso ha scelto il nostro “CENTRO MEDICO S. CAMILLO” per poter dialogare e visitare i Malati di ogni specie che soggiornano nel nostro Ospedale Camilliano e soprattutto i colpiti di AIDS, il nostro Centro è pilota in questo genere di malati.

Era accompagnato dal Ministro della Salute del Burkina con tutto il suo numeroso staff, altri ministri e personalità e con una buona scorta di poliziotti  e gendarmi locali.

Ha avuto parole magnifiche per l’operato che fanno i FIGLI di S. CAMILLO in questa arida terra, ha percorso i sentieri di questo ospedale con gioia e con un sorriso veramente naturale e allora “Grazie S. Camillo” che dal cielo ci accompagni sempre e ci ripeti ogni giorno ”più cuore in quelle mani”

Come ricordo ci ha lasciato un GRANDE REGALO: l’ingrandimento del nostro già grande laboratorio analisi,un fondo per potere acquistare  i farmaci costossimi per il trattamento dei poveri malati di aids e questo per 50 MALATI,un fondo per gli esami specifici da affetti di AIDS e in finale un modernissimo computer per le statistiche.

Con gioia ringraziamo il “BUON SAMARITANO” che continua a percorrere queste strade della carità e della misericordia.

 

 

 

CINQUE NUOVI SACERDOTI CAMILLIANI

BURKINABÉ

 

I giorni 23 e 24 giugno  2005 sono stati dei momenti molto importanti per la Chiesa Famiglia del Burkina ed in particolare per i RELIGIOSI CAMILLIANI.

In effetti i superiori maggiori del grande Seminario St. Jean Baptiste di OUAGADOUGOU hanno scelto Queste date per le celebrazioni del MINISTERO e per l’ORDINAZIONE DIACONALE.

Il 23 giugno Mons. Luc SANON, Vescovo di Banfora ha avuto la gioia d’istituire 29  LETTORI e 23 ACCOLITI. I primi hanno per ministero la meditazione,lettura e la proclamazione della Parola di Dio ai cristiani.Quanto ai secondi hanno la missione di aiutare i sacerdoti nel sevizio all’altare.

 

Fra questi 52 giovani noi CAMILLIANI ne abbiamo 2 giovani come ACCOLITI e altri 3 come LETTORI.

Nel giorno di S. Giovanni Battista la Chiesa famiglia ha avuto la gioia di accogliere nel suo seno 15 nuovi DIACONI ordinati dallo stesso Vescovo di Banfora.

Questi giovani hanno per esigenza la preghiera,la castità e l’obbedienza al proprio vescovo o al loro Superiore ed hanno per missione di aiutare i sacerdoti e i vescovi nella proclamazione della parola di Dio e nel servizio all’altare

Fra questi 15 giovani  cinque sono CAMILLIANI ed ecco i loro nomi:

 

P. SIDORE BANDAOGO

P. MODESTE OUEDRAOGO

P. MARIUS  OUEDRAOGO

P. MARIUS  BELEMGNEGRE

P. OMER FULBERT SODERE

 

Rendiamo grazie a Dio e a S. Camillo de Lellis che ci vogliono bene.

 

*** Carrellata fotografica della Missione San Camillo di Ouagadougou

 

Il “Centro Medico San Camillo” di Ouagadougou

 

Il nuovo Padiglione dedicato ai neonati affetti da Hiv-Aids

 

Il P. Salvatore Pignatelli, medico missionario camilliano,

benedice i locali riservate alle Mamme dei piccoli malati per il riposo

 

La Signora Valeria, Presidente della Onlus italiana CIAI,

che ha finanziato il nuovo reparto in visita con i Collaboratori

 

Personale Sanitario e Mamme presenti alll’Inaugurazione

 

 

 

Giovani Novizi Camilliani del Burkina, del Benin e della lontana Haiti

tutti impegnati “sul campo della Carità Camilliana”

e particolarmente coinvolti nell’assistenza dei malati

di Hiv-Sida del “Centre N.D. de Fatima”

 

 

Fratel Giovanni Grigoletto, il nostro corrispondente,
vive molti mesi dell’anno nel “Centre N.D. de Fatima”
dedicandosi tutto nell’alleviare le inevitabili
sofferenze dei malati terminali di Hiv-Sida,
particolarmente attento a queste piccole
anime innocenti già segnate dalla terribile “pandemia”