Marcia della Carità

Da alcuni anni da Chieti a Bucchianico, nell'approssimarsi della Festa di S. Camillo, che si celebra il 14 luglio nel suo Santuario della Terra Natale, si svolge una MARCIA all'nsegna del Messaggio del Santo della Carità.
Per la storia diciamo che essa fu ideata dal camilliano P. Felice Ruffini e dal giovane Roberto Bascelli, animatore della Sottosezione dell'UNITALSI di Chieti.
Riportiamo da documentezione del tempo le tre prime edizioni.


13 km. PER AMARE

1^ MARCIA della CARITA’


300 torce nella notte del 30 giugno ’73 - giovani e ragazze a fianco di anziani per la pace e l’amore nel mondo — odio e sopraffazioni contestati pacificamente — né cartelli, né bandiere: solo la nuda croce al di sopra di ogni ideologia — pellegrinaggio ideale a S. CAMILLO di Bucchianico, Patrono d’Abruzzo e "Gigante della Carità"

Quando sono arrivato in piazza dove era fissato l’appuntamento, stentavo a scendere dall’auto: pareva che le gambe fossero diventate di legno.
Avevamo l’appuntamento per le sette di sera, ma queste erano passate da un pezzo e a guardarsi intorno c’era tanto vuoto; così la sera del 30 giugno u. s. in piazza S. Giustino di Chieti nell’Abruzzo.
Avevamo programmato un incontro per i giovani con S. Camillo nel suo Santuario di Bucchianico, ma un incontro d’arrembaggio: una marcia a piedi di 13 chilometri, la "I.a MARCIA DELLA CARITA’".
Non c’era da stare allegri, e neanche il cielo prometteva assistenza, difatti la notte era scesa prima del tempo e cadeva qualche goccia.
Ormai s’era in ballo e bisognava ballare, e dalla 126 con impianto mobile di diffusione partì il grido di raccolta... fu proprio un grido, perché la gola slittò!
Ancora oggi non so rendermi conto da dove sbucò tanta gente: giovani e non giovani che presero d’assalto il 238  fiat per accaparrarsi una delle 300 torce a vento, che finirono in un batter d’occhi. C’incamminammo per le vie del centro cantando e ascoltando testi della sacra scrittura, di S. Camillo, di Kennedy, di Gandhi, di fratel Carretto, M. Luther King...
Precedeva la marcia la croce nuda francescana portata da un ragazzo poliomielitico in carrozzella, guidata da un novizio camilliano; gli altri avevano acceso le torce e quelle fiamme danzanti facevano uno strano effetto riflesse nelle, vetrine e sullo smalto delle auto in sosta.
Non c’era la solita folla di gente a spasso per il corso, stava tutta in Villa a godersi il fresco, ma ci hanno seguiti con Io sguardo fino a Bucchianico, perché si cominciò subito a scendere sulla valle del fiume Alento per risalire alla collina del paese del nostro santo.
Eravamo 300!... trecento illusi di cambiare il mondo con quella nostra marcia nel buio della notte?
Sui muri della città c’erano anche i nostri manifesti, pochi!, una ventina appena perché la tassa d’affissione era un po’ troppo alta, ma stavano accanto ad un altro che annunciava per la stessa sera e ora, un festival regionale in Pescara per i giovani di un certo colore politico come la croce di stoffa cucita sulla veste dei preti che ci guidavano: anche loro contestavano guerre e ingiustizie, ma le contestavano alla maniera del proprio colore e contro i soliti USA, come faceva intendere la parte riservata allo show dal titolo " americanata ". Due modi di volere la pace e la fratellanza tra i popoli: quelli con tarallucci e vino, noi pagando di persona e soffrendo un pochino per il caldo e i chilometri a piedi non più abituati a percorrere; quelli forse erano una folla oceanica, noi soltanto trecento!
Ma cosa c’entra la marcia, a piedi e S. Camillo? La pace e la fratellanza con una gita al bagliore di torce a vento?
Camillo de Lellis fu un soldato di ventura, un mercenario della morte, uno che ammazzava il prossimo solo per denaro e neanche per odio; poi incontrò Dio sulla via di Manfredonia e lo andò ricercando per il resto della sua vita nel volto d’ogni uomo malato e sofferente, divenendo Angelo di Carità.
Poiché da giovane aveva convinto molti ad uccidere, tornò più volte a dire alla sua gente che non era quello il modo di vivere e di far valere le proprie ragioni, ma amando e rispettando il prossimo, perché ogni uomo è un fratello nel quale c’è Cristo stesso.
Su quegli stessi ultimi 13 chilometri, ripercorsi dal nostro Santo tante e tante volte, questi 300 giovani e non più giovani hanno voluto riproporre al mondo il suo messaggio d’amore e fratellanza, con la speranza che i messaggeri e pellegrini dell’amore divengano migliaia e migliaia.
Per ora si contentano di essere arrivati sulla piazza, in cima alla collina di Bucchianico, in circa seicento: qualcuno ha già cominciato a rispondere lungo la strada percorsa in quella notte, chiusa con la S. Messa e il "canto dell’addio", una catena fraterna di centinaia di mani che m’ha dato uno scossone di brivido e m’ha fatto tremare la voce.

uno dei 300
*** da REPORTER camilliano, aprile 1974, pag. 1




2^ MARCIA della CARITA’

a S. CAMILLO in BUCCHIANICO di CHIETI

1° LUGLIO 1974

Il pellegrinaggio dei
GIOVANI CATTOLICI d’ABRUZZO

alla terra natale del grande Santo conterraneo
nell’ANNO SANTO della Chiesa locale
vuole essere

PROCESSIONE PENITENZIALE

per impetrare una conversione sincera e profonda nella carità e giustizia, ed ottenere il perdono generale e la riconciliazione con Dio e gli uomini, in preparazione al 400.mo anniversario della "conversione" di S. Camillo de Lellis, che il 2 febbraio dell’ANNO SANTO 1575, sulla via di Manfredonia rispose alla chiamata del cielo e da

MERCENARIO DELLA MORTE
divenne
ANGELO DI CARITA’

a servizio dei fratelli ammalati e poveri. Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Chieti, Mons. Vincenzo Fagiolo, fa sua questa iniziativa e concede a nome della S. Madre Chiesa, il GIUBILEO a quanti parteciperanno e realizzeranno le condizioni richieste.

  1. Durante la MARCIA i Sacerdoti partecipanti ascolteranno le confessioni;
  2. la manifestazione sarà conclusa dalla celebrazione della S. Messa sulla Piazza Roma di Bucchianico;
  3. durante l’ultimo tratto del percorso la notte sarà illuminata da torce a vento;
  4. per il ritorno in Chieti è assicurato il servizio pubblico di trasporti della Società concessionaria della zona;
  5. per ulterIori informazioni rivolgersi al Direttore del Santuario S. Camillo in Bucchianico: tel. 0871/68321.
*** da REPORTER camilliano, aprile 1974, p. 1
 


3.a Marcia della Carità
1 giugno 1975



 
 
E' l'anno che vide il "Gemellaggio" tra Bucchianico e S. Giovanni Rotondo in occasione del "4° Centenario della Conversione di S. Camillo".
Da questo luogo detto "Valle dell'Inferno" dove la tradizione narra della Conversione di S. Camillo, e sul quale è sorto questo "Tempio all'aperto", partì la "3^ Edizione della Marcia"...

 
 
  

...con i giovani di Bucchianco venuti a riprendere il "Piede di S. Camillo" che era stato affidato all'Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza" per le Celebrazioni del Centenario.
Era il pomeriggio inoltrato del I° giugno 1975, dando così inizio alla "Marcia della Carità 1975"...


 

 
 

...la "marcia" dalla "Valle dell'Inferno" attraversò tutta la Cittadina...


  
...e il "Piede" venne portato da altre Giovani, le Allieve della "Scuola Infermieri Professionali" dell'Ospedale di Padre Pio, oggi ufficialmente dichiarato  Santo da Giovanni Paolo II...

  

...concludendo questa prima fase in preghiera nella Chiesa della "Madonna delle Grazie", sorta accanto alla vecchia che vide S. Camillo in fervente preghiera la mattina del 2 febbraio 1575, prima di riprendere la via del ritorno per Manfredonia, che fu anche il "ritorno a Dio".
La "Marcia della Carità 1975", la terza, si concluse la sera del 14 luglio nel Santuario dedicato a San Camillo nella sua terra natale, Bucchianico.