SANTUARIO SAN CAMILLO

di Fernanda Santobuono

 

E’ davvero sorprendente vedere come tanti “amici” nel silenzio della fede si sono sentiti chiamati a dare testimonianza di affetto e devozione verso il Servo di Dio Nicola D’Onofrio. Sabato 24 marzo, alle 18, nel Santuario del Padre Fondatore è stata celebrata la messa in memoria di Nicolino per il 64° anniversario della sua nascita a Villamagna (CH). Un “battesimo rinnovato” nella fede, così è bello chiamarlo, per il dono della vita al Padre a soli 21 anni! “Quando il Signore gli ha chiesto questo – ha ricordato P. Castaldo durante l’omelia – lui non ha avuto paura della morte, ma ha seguito Cristo sulla via del Calvario per risorgere con Lui nella vita eterna”. Ecco il vero battesimo… nella Luce della Vita. Ecco, la morte si fa dono d’amore.

Al “memoriale” hanno partecipato il fratello Tommaso e la moglie Chiara, le figliole Maria Assunta e Nicoletta, ed i nipotini Federico, Caterina, Simone e Stefano. Questi ultimi hanno reso omaggio alla tomba dello Zio al termine della Celebrazione, quando in processione tutti i fedeli si sono uniti in preghiera dinanzi al sepolcro, per chiedere al Signore e alla sua “Mamma celeste”, come amava invocarLa Nicolino, la sua glorificazione ad opera della Chiesa di Roma.

Prima del congedo, P. Castaldo ha rivolto al Signore la preghiera per le vocazioni affinché “mandi operai nella sua messe” (Mt 9,37), così che tanti giovani attraverso la luce di Nicolino trovino la “strada di casa”, come è avvenuto per Germano ed Umberto di Bucchianico.

Il prossimo 29 aprile, la Chiesa celebra la XLIV Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema: “La vocazione al servizio della Chiesa comunione”. Nel suo messaggio il Papa ricorda che “…  Dio ha sempre scelto alcune persone per collaborare in maniera più diretta con Lui alla realizzazione del suo disegno salvifico. Nell´Antico Testamento all´inizio chiamò Abramo per formare «un grande popolo» (Gn 12,2), e in seguito Mosè per liberare Israele dalla schiavitù d´Egitto (cfr Es 3, 10). Designò poi altri personaggi, specialmente i profeti, per difendere e tener viva l´alleanza con il suo popolo. Nel Nuovo Testamento, Gesù, il Messia promesso, invitò singolarmente gli Apostoli a stare con Lui (cfr Mc 3,14) e a condividere la sua missione. Nell´Ultima Cena, affidando loro il compito di perpetuare il memoriale della sua morte e risurrezione sino al suo glorioso ritorno alla fine dei tempi, rivolse per essi al Padre questa accorata invocazione: «Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l´amore con il qua1e mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,26). La missione della Chiesa si fonda pertanto su un´intima e fedele comunione con Dio”.