In sua compagnia

Il ricordo del Servo di Dio Nicola D’Onofrio
allo Studentato Camilliano di Mangano (Ct)

Leggere la vita del Servo di Dio Nicola d’Onofrio e contemporaneamente prendere fra le mani una sua foto, fa riflettere su quanto il Mahtma Gandhi (1869-1948) diceva a proposito della bellezza: la vera bellezza, dopotutto, consiste nella purezza del cuore. Sì, perché oltre a colpire la bellezza estetica di Nicola, si resta affascinati anche dalla bellezza della sua breve vita: anni semplici, vissuti nel desiderio e nell’impegno di crescere; anni coronati da un evento inaspettato quale quello della malattia che condurrà il giovane professo camilliano ad assimilarsi sempre più al suo Signore Crocifisso, a cui – aveva scritto in una lettera indirizzata ai genitori un mese prima della sua morte –  offriva la giovinezza, il tempo più bello della vita di un uomo.

Così in preparazione al 12 giugno scorso, quarantottesimo anniversario della nascita al Cielo di Nicolino, la Comunità dello Studentato Camilliano di Mangano ha pensato di vivere dei giorni in “sua compagnia”, approfondendo i tratti della sua biografia attraverso momenti significativi, ma vissuti all’insegna della semplicità. Già nei giorni precedenti, tramite Facebook, lo Studentato ha divulgato il profilo biografico di Nicola e alcune pagine dei suoi scritti, permettendo così ai vari “amici” on line di conoscerne i tratti e la spiritualità. In Comunità, poi, durante Lodi e Vespri e nella Messa serale è stato letto il suo Diario e alcuni capitoli del libro Una vita donata  di p. Felice Ruffini: la lettura comunitaria di questo testo è stata effettuata fino alla mattina del 12, quando, durante la Messa, è stata presa la narrazione della sua commovente e straziante morte. La sera dello stesso giorno i formandi hanno invitato alcuni giovani volontari per la preghiera dei Vespri e una cena fraterna: anche questa – sebbene iniziativa insolita per una casa di formazione -  è stata un’occasione propizia per presentare la vita di Nicola e proporlo come modello ai giovani. Infine, domenica 17 giugno, durante la giornata di ritiro spirituale aperto ai volontari delle nostre opere e a diversi amici, la testimonianza di Nicola è stata presentata attraverso delle simpatiche slide preparate da fr. Gerardo Diglio. Per questa settimana dedicata a Nicola D’Onofrio, inoltre, fr. Vincenzo Duca ha composto un bel canto intitolato Gli anni più belli, sulle parole del Servo di Dio tratte dalle Lettere ai genitori.

Quello che ci ha ricordato Nicola è che spesso la bellezza nasconde storie dolorose. Eppure condividere queste storie e saperle leggere in profondità è investire in crescita interiore, in resurrezione continua, in un “ritornare a sorridere”. E a proposito: colpisce come in tutte le fotografie raccolte dai confratelli camilliani – comprese quelle degli ultimi mesi – Nicola appaia sempre sorridente: forse è il sorriso di chi continua la sua vita e ha superato la paura; sicuramente è il sorriso di chi, dal Cielo, continua la sua missione nel mondo!

 

Alfredo Tortorella