12 giugno 2006


Il 12 giugno ricorre il 42° anniversario
del Transito al cielo del Servo di
Dio Nicola D’Onofrio, il Religioso Camilliano, nativo
di Villamagna (CH), tornato alla Casa del Padre
all’età di 21 anni, del quale è in corso presso
La ricorrenza del “battesimo spirituale” è stata celebrata a Bucchianico, sabato 10 giugno, nel corso della solenne celebrazione
eucaristica della SS. Trinità, presieduta dal Postulatore generale dell’Ordine,
P. Luigi Secchi, nel Santuario San Camillo de Lellis, nella Casa del
Padre-Maestro dove sono custodite le spoglie mortali del giovane Chierico.
“Siamo qui perché vogliamo insieme pregare e metterci alla scuola di
Gesù - ha detto il Postulatore - e nello stesso tempo raccogliere quel messaggio
ancora attuale che il Servo di Dio ci vuole trasmettere. Egli ci propone un
modello di vita che travalica i confini della Famiglia Religiosa, dove Dio lo
aveva chiamato, e s’impone a modello e guida di quanti nella Chiesa camminano come pellegrini nel Regno di Dio”. “Nicolino - ha
aggiunto il Postulatore - ha recepito il più grande
Comandamento della Legge ed ha vissuto giorno per giorno la sua vita terrena
nella tensione continua di “vivere e morire d’amore” per il suo Signore ed eterno Sacerdote”.
Al termine della celebrazione, i fedeli, in processione,
hanno reso omaggio alla tomba del Servo di Dio, pregando
Una seconda commemorazione è stata ripetuta domenica
11 giugno, a Villamagna, nella chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore,
dove Nicolino “ricevette in dono” i
frutti spirituali del Battesimo e della Cresima. Il parroco, Mons. Ernesto Frani,
ha ricordato, durante l’omelia, come il “Sacerdozio” di Nicolino stia valicando i confini
dell’Abruzzo per camminare oltre il tempo, verso l’eternità.
E proprio il tempo ha stabilito che quest’anno
ricorra il 63° anniversario
della Sua nascita terrena. Il 2006 segna questa tappa fondamentale con il
cammino di perfezione del giovane studente Camilliano,
iniziato il 30 luglio 1963, data dell’intervento
chirurgico, e giunto a pienezza nel solenne “Battesimo” nella Casa del
Padre, dove la regalità del “Sacerdozio”, da lui tanto desiderato, preso corpo
e spirito: “Genitori carissimi, pregate
anche voi affinché il Signore mi faccia rimettere in forze, così potrò
diventare Sacerdote e lavorare ancora molto per le anime…”.

Lunedì 12 giugno, a Roma, presso Villa Sacra Famiglia, nel luogo che vide il giovane Camilliano “dar vita” ai frutti spirituali nell’offerta di sé al Padre,
numerosi Confratelli dell’Ordine hanno partecipato al “memoriale”, nel corso
del quale il celebrante, P. Renato Salvatore, Vicario generale dell’Ordine, ha
delineato la “bellezza spirituale” di questo “fiore d’Abruzzo”, nutritosi delle
beatitudini evangeliche: Dio come bene supremo della sua vita. Per questo, “la
sfida che Nicolino ci lascia - ha
spiegato il Vicario generale - sta proprio nel considerare la vita dei Religiosi
il vero bene dell’Ordine”.
Con lui hanno concelebrato il Superiore
della Provincia Romana, P. Albino Scalfino, l’Economo
generale, P. Luigi Galvani, e don Luigi Storto,
parroco di S. Pio V a Roma e compagno di Nicolino
alla Gregoriana. Presente il neo diacono P. Antonio Marzano.
Tra i Confratelli, c’era P. Felice Ruffini, autore del profilo biografico
“Vivere e morire d’amore”, attraverso il quale il giovane studente Camilliano ora “parla” a milioni di persone in Cile e non
solo!
Nicolino nacque il 24 marzo 1943. Una lapide posta
sulla facciata della casa, in contrada Piana, a Villamagna, ricorda l’evento.
Non è usuale incontrare abitazioni rurali come questa e vedere scritta sui muri
la santità di un giovane che ha donato la vita per la salvezza di molti! Tutto
ciò contribuisce a dare al luogo la sua dignità, perché Dio vi ha posto il Suo
sguardo e
La vita del giovane Camilliano abruzzese è
stata proposta dal Cardinale Ruini come “esempio per quanti vogliono accogliere una
speciale chiamata al Signore alla vocazione sacerdotale e religiosa, alla
consacrazione, ma anche a tanti ragazzi e ragazze che vogliono vivere fino in
fondo il sacramento del Battesimo che hanno ricevuto” (Tribunale diocesano del
Vicariato di Roma, 16 giugno 2004). “Per portare la salvezza ad un mondo come il
nostro – scriveva Nicolino nel suo Diario - occorre una grande preparazione culturale.
Oggi regna la più spaventosa ignoranza religiosa. Occorrono santi e dotti
sacerdoti. Perciò, signorina Anna – chiedeva alla sua maestra – se venisse a
conoscenza di qualche bravo ragazzo, me lo segnali subito, dopo me ne occuperò
anch’io… Il Signore sta aspettando…”. (Fernanda Santobuono)