La coincidenza con la Domenica di Pentecoste ha fatto anticipare a sabato 11 giugno 2011, alle ore 17:00 nella Chiesa di "Villa Sacra Famiglia" in Roma,  l'annuale Celebrazione Liturgica in Memoria del "Pio Transito del Servo di Dio NICOLA D'ONFRIO", che avvenne in questa Comunità il 12 giugno 1964, quando era sede dello Studentato Camilliano Romano.

Il Postulatore Generale dei Camilliani, P. Luigi Secchi, promotore e animatore dello spirituale incontro, ha diramato locandine e inviti tra gli amici e i devoti del nostro giovane studente.

Ha presieduto la Concelebrazione Don Luigi Storto, Parroco di S. Pio V in Roma, amico di Nicolino e che gli fu vicino fino al giorno della morte.

Con la Comunità Camilliana locale, hanno partecipato i Camilliani Padri Laurent Zoungrana e Cristoforo Trebsky dello Studentato Camilliano Romano, con i Chierici che hanno animato il Servizio Liturgico; il P. Anselmo Zambotti superiore della Comunità Internazionale “Beato E. Rebuschini”, e Fratel Giovanni Grigoletto dalla Casa Madre.

Una forte presenza di Religiose di più Congregazioni, legate ai Camilliani e molto devote del giovane camilliano “Servo di Dio”: dall’Ospedale “Beata G. Vannini” molte Figlie di S. Camillo, delle Ministre degli Infermi, delle Ancelle dell'Incarnazione, Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re, e

Suore di Nostra Signora della Casa Generalizia, dove da 50 anni e oltre Aspiranti e Chierici sono passati per il servizio religioso, essendo Cappellania della Comunità locale, dove il ricordo di Nicolino è vivo e molto forte.

Il “Coro” della Basilica Parrocchia S. Camillo in Roma, dove è Parroco P. Luigi Secchi, ha animato la liturgia con canti e musica scelta. Presenti anche diversi fedeli che quotidianamente partecipano alla S. Messa della sera, e qualche amico e devoto venuto da Napoli per la Celebrazione.

All’Omelia Don Luigi Storto ha fatto rivivere il cammino spirituale del suo indimenticabile amico, sviluppando una tematica altamente spirituale e coinvolgente, della quale diamo qualche saggio, invitandovi alla lettura totale prelevandola in calce:

«Mentre riprendevo in mano alcuni scritti spirituali del servo di Dio Nicola D'Onofrio, tra le tante belle espressioni ed i molti buoni propositi, questa domanda, rivolta a se stesso, io l'ho sentita rivolta a me e penso a ciascuno di noi come un appello inquietante.

Tante belle cose importanti. Il ministero sacerdotale che ogni giorno ci brucia. La missione che richiede operai sempre più numerosi e pronti a portare ovunque il lieto annuncio del vangelo, l'offerta quotidiana della consacrazione a Dio da parte delle nostre care suore e dei fratelli religiosi, la vita coniugale e familiare degli sposi e dei genitori, la fatica più forte in queste settimane degli studenti, le speranze talvolta vanificate dei lavoratori.

Tutto sembra essere complementare in un disegno di salvezza, necessario alla costruzione del regno di Dio ora, sulla terra [….]

Nicolino si prepara con impegno e generosità, ma è sempre pronto ad anteporre l'obbedienza alla volontà di Dio. Paolo ai Romani aggiunge. "Allo stesso modo lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili, e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio" (Rm 8, 26-27).

Forse Nicolino non ne era consapevole, ma questa dell'apostolo Paolo era la sua continua invocazione, presente in tanti appunti degli esercizi spirituali: cosciente della sua debolezza si affida costantemente alla preghiera e ancor prima di scoprire i gemiti dello Spirito, conosce quelli di Maria Immacolata, confidando nella sua materna intercessione [….]

Non abbiamo il tempo di approfondire questo importante capitolo della breve vita di Nicola D'Onofrio, ma io che l'ho avuto amico carissimo, mi sento di affermare che fu davvero profetica la sua breve esistenza che aveva come pilastri l'Eucaristia e la Vergine Maria e che all'alba del Concilio Vaticano II gettava, alla sua luce, semi di speranza per la Chiesa del nostro tempo.

I più anziani come me ricordano quale grande primavera fu il Concilio! Quanto abbiamo pregato e condiviso "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono" (Gs 1). Di queste cose Nicolino parlava e scriveva fin dalla sua adolescenza, e dal Noviziato in poi diventano programma di vita spirituale con propositi sempre concreti ed esaltanti in ordine alla santità personale e alla santificazione della Chiesa.

La sua adesione alla Milizia dell'Immacolata, sull'esempio del santo sacerdote e martire Massimiliano M Kolbe, è un ulteriore più impegnativo itinerario di ascesi spirituale.

Nicolino dunque, profeta dell'Amore di Dio e della sua santità »

 

Ed ha concluso con questo “Atto di Affidamento allo Spirito Santo”:

 

Vieni Spirito Santo,
vieni padre dei poveri, vieni datore dei doni,
vieni luce dei cuori.

Diceva il servo di Dio Nicola D'Onofrio:
"Non abbiamo un Ospite tanto sconosciuto:

lo Spirito Santo è una presenza reale
come quella di Gesù stesso.
Lo Spirito Santo lavora, lavora
per darci la santità.

È lui che opera in noi questa santificazione:
pensiamo un po' più spesso a questo Benefattore!

Spirito Santo Paraclito,
illuminaci e facci comprendere la via da percorrere,
dandoci la forza necessaria per superare le difficoltà.

Io quando soffro so a chi ricorrere,
fate anche voi lo stesso

Lo Spirito dell'Amore c 'invaderà con il suo fuoco!".
Vieni Santo Spirito. Amen.

Vieni Spirito Santo,
vieni padre dei poveri, vieni datore dei doni,
vieni luce dei cuori.

Diceva il servo di Dio Nicola D'Onofrio:
"Non abbiamo un Ospite tanto sconosciuto:
lo Spirito Santo è una presenza reale
come quella di Gesù stesso.

Lo Spirito Santo lavora, lavora
per darci la santità.
E lui che opera in noi questa santificazione:
pensiamo un po' più spesso a questo Benefattore!

Spirito Santo Paraclito,
illuminaci e facci comprendere la via da percorrere,
dandoci la forza necessaria per superare le difficoltà.

Io quando soffro so a chi ricorrere,
fate anche voi lo stesso
Lo Spirito dell'Amore c 'invaderà con il suo fuoco! ".

Vieni Santo Spirito. Amen.

 

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