50 Anni del Pio Transito del

Venerabile Servo di Dio

NICOLA D'ONOFRIO

 

Con grande gioia ed emozione quanti stimano il giovane studente camilliano Nicola D'Onofrio essere stato una creatura eccezionale, si preparano a celebrare il 12 GIUGNO 2014 il compimento dei «50 ANNI del suo PIO TRANSITO», reso ancora più solenne e significativo perché nell'onda mistica e spirituale dell'ultimo mese del «400mo del SANTO TRANSITO di SAN CAMILLO», che si pone come un "Arco Mistico tra Padre e Figlio degnissimo", carico di Speranza e Luce sulle giovani generazioni di Camilliani, e di rassicurante conforto per chi non è più giovane e sa di avere fatto con lui del cammino quando era qui in terra.

 Risuona ancora nei nostri orecchi lo scampanio a festa nell'annuncio che Papa Francesco aveva riconosciuto il 5 luglio 2013 «le virtù eroiche del Servo di Dio Nicola D'Onofrio, Chierico professo dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, Camilliani...», nella sessione che approvava «...i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi circa la canonizzazione del Beato Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) e [...] la canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II (Carlo Giuseppe Wojtyła)», dando mandato al Cardinale Angelo Amato, Prefetto della "Congregazione della Cause dei Santi" a promulgare il relativo Decreto.

Dal Documento in classico latino, acquisito dalla "Postulazione Generale" dei Camilliani, ecco una breve selezione di qualche passaggio in nostra personale traduzione:

 

«Dinamico e gioviale, sempre con il sorriso sulle labbra e generoso nel donarsi, Nicola era un ragazzo fisicamente bello, di una bellezza intensa molto spirituale. Scrisse nel suo diario: «Gesù, se un giorno dovrò buttare, come tanti, l’abito santo, fa che io muoia prima di riceverlo per la prima volta; non ho paura di morire ora, sono in grazia tua». Devotissimo della Madonna si era pure iscritto alla Milizia dell’Immacolata, di cui aveva raggiunto il terzo grado, quello dell’offerta senza limiti: donarsi totalmente a Maria fino al sacrificio di sé.

La sua spiritualità, che si era incentrata soprattutto in un ardente amore per Gesù Eucarestia e in una profonda e filiale devozione alla Vergine Maria, raggiungeva il suo culmine: realmente fu disponibile a vivere il tempo della sua sofferenza in una profonda comunione con il Signore e la Vergine addolorata, donandosi come vittima per tanti fratelli bisognosi di speranza e di salvezza.

Gli ultimi giorni della sua vita terrena furono una terribile e drammatica sofferenza continua. Il cancro, che avanzava e invadeva totalmente i polmoni, oltre ad atroci dolori generava momenti di soffocamento. Nicola visse eroicamente la sofferenza, unito alla croce di Cristo, invocando l'aiuto della Madre di Dio, del Santo Padre Camillo di cui si era fatto fedele seguace e di Santa Teresa del Bambino Gesù, sempre sereno e mai cadendo nella disperazione, attento a non creare disturbo a chi lo assisteva e sforzandosi di nascondere quanto più possibile la inevitabile maschera della sofferenza, per evitare dolore alla mamma che gli era vicina.

     La sera del 12 giugno 1964, dopo una giornata passata in preghiera, con grande serenità e con il sorriso sulle labbra passò serenamente nell’eternità. Il suo corpo riposa a Bucchianico nella cripta del santuario di San Camillo de Lellis....» 

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Il Padre Rettore del Santuario San Camillo di Bucchianico, che conserva nella Cripta i resti mortali del Venerabile, ha concordato con il Postulatore Generale dei Camilliani una serie di Celebrazioni per lo storico evento, che noi sottoponiamo alla vostra attenzione.