L’Anno dell’Eucaristia

Nicola D’Onofrio, Servo di Dio

Un “modello” imitabile

 

 
 
 

Con una solenne Concelebrazione nella Basilica di San Pietro, domenica 17 ottobre 2004, Giovanni Paolo II ha aperto l’ANNO dell’EUCARISTIA che si concluderà il 29 ottobre 2005 con il “Sinodo dei Vescovi” convocato in Assemblea Ordinaria a riflettere sul tema “L’Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”.

Anno di Grazia per tutta la Chiesa che ha nella Lettera Apostolica “Mane nobiscum Domine” del 7 ottobre 2004 le linee magisteriali per vivere profondamente la provvidenziale convocazione.

Scrive il S. Padre: “Stanno davanti ai nostri occhi gli esempi dei Santi, che nell'Eucaristia hanno trovato l'alimento per il loro cammino di perfezione. Quante volte essi hanno versato lacrime di commozione nell'esperienza di così grande mistero ed hanno vissuto indicibili ore di gioia «sponsale» davanti al Sacramento dell'altare.” (n. 31)
Santi grandi… giganti nella storia della Chiesa, che forse possono incutere timore reverenziale e limitarci solo ad ammirarli… Ma ci sono anche “modelli” della nostra quotidianetà, e più vicini ai nostri percorsi, che ci invitano a seguirli con umiltà e semplicità.
Tra questi crediamo che un posto lo ha il nostro Servo di Dio NICOLA D’ONOFRIO, per gli amici e devoti solo Nicolino, del quale la “Congregazione per le Cause dei Santi” ha acquisito gli Atti del “Processo Informativo” della Diocesi di Roma e “quam primum” sottoporrà al vaglio di autorevoli suoi esaminatori ed esperti.

Rileviamo nella citata Lettera Apostolica questi passi: “ […] In particolare, mi rivolgo a voi, futuri sacerdoti: nella vita di Seminario cercate di fare esperienza di quanto è dolce non solo partecipare ogni giorno alla Santa Messa, ma anche indugiare a lungo nel dialogo con Gesù Eucaristia.

Voi, consacrati e consacrate, chiamati dalla vostra stessa consacrazione a una contemplazione più prolungata, ricordate che Gesù nel Tabernacolo vi aspetta accanto a sé, per riversare nei vostri cuori quell'intima esperienza della sua amicizia che sola può dare senso e pienezza alla vostra vita.” (n. 30)

Ed ancora: “L'Anno dell'Eucharistia sia per tutti occasione preziosa per una rinnovata consapevolezza del tesoro incomparabile che Cristo ha affidato alla sua Chiesa. Sia stimolo ad una sua celebrazione più viva e sentita, dalla quale scaturisca un'esistenza cristiana trasformata dall'amore.” (n. 29)

Ecco, allora, quanto abbiamo rilevato negli “Scritti” * di Nicolino, sottoposti ad attenta e mirata ri-lettura con l’occhio e la mente alle indicazioni del S. Padre. Aveva 16 anni all’inizio dell’anno scolastico 1958-59, e così scriveva nei suoi “Appunti Spirituali”:

“La mia vocazione è assicurata da Gesù perché:

- Gesù mi chiama!

- Gesù mi aiuta!

- Gesù mi dà il cielo!

Ecco perciò i miei propositi:

- Mi comunicherò con fervore (Gesù mi nutre di se nella santa comunione).

- Mi incontrerò spesso col mio Amico del Tabernacolo facendo molte visitine.

- Ho la Mamma di Gesù, mi abbandono tra le sue braccia, sul suo cuore. Ogni giorno mi affiderò a Lei con la consacrazione, la saluterò col Rosario.

(…) Il cibo che ci ristora per le fatiche delle lotte, lo troviamo nel Pane degli Angeli: il sacramento per eccellenza dei puri.” (op. cit. p. 19, 82)

Negli anni che seguono matura sotto la guida di Padri Spirituali e scrive:
“Ma dove prendere la forza per inerpicarci su per gli aspri sentieri della santità? Due mezzi l'abbiamo già citati: la meditazione e la preghiera. Ne resta un terzo: l'Eucarestia. Cristo benedetto dopo di averci dato il programma da attuare per la nostra santificazione non ci ha lasciato soli, no, ma si è messo al nostro fianco più vicino che mai nella S. Eucarestia. Noi ricevendo la S. Comunione riceviamo la forza stessa di Dio e si accresce pure in noi l'amore per Lui.

E' Gesù stesso che lo ha detto. Questo sacramento ancora ci deve portare alla unione più perfetta che possa esistere dopo quella ipostatica: il mistero dell'incarnazione. Che verità sublimi! Ah, troppo poco ci pensiamo a queste meravigliose energie di un Dio che si dona a noi! L'Unione che noi veniamo ad avere con la divinità dopo la S. Comunione si attua in due punti:

I.unione sacramentale, che non è altro che l'unione reale del Cristo per mezzo dell'assimilazione delle s. Specie,

II. unione spirituale con Cristo per mezzo della carità. Il fine ultimo per cui Gesù si è nascosto nelle S. Specie è quello di farci raggiungere una unione spirituale con Lui per mezzo della carità. Vogliamo avere il coraggio di domandarci come sono le nostre comunioni? Nella maggioranza fredde! La causa di tanto gelo è la nostra ignoranza nei riguardi di questo augusto sacramento; non ci riflettiamo abbastanza! la meditazione! In conseguenza a questa ignoranza la volontà resta inerte. Gesù viene in noi ogni mattina in queste condizioni, povero Gesù! Proprio noi siamo così... io sono così. Ogni mattina il povero Gesù soffre freddo, gelo nella mia anima. Mi voglio impegnare davvero a saper ricevere Gesù. Maria tu sei pratica a custodire Gesù, insegnamelo, anzi stammi vicina.” (op. cit. p. 43)

“Nell'ordine umano l'amore materno è quello supremo, il più vero e disinteressato. Eppure ci dice Gesù che se anche una madre, eccezionalmente, non amasse il proprio figlio, Lui ci amerà sempre. Ma cosa può essere l'amore di una madre a confronto con quello di Dio? L'amore fa desiderare essere vicini alla persona amata.

Una madre chissà cosa farebbe per essere sempre vicina al figliolo lontano! ma non può... Gesù invece lo ha fatto. Per noi viene sulla terra, istituisce l'Eucarestia e rimane con noi per sempre, fino alla fine dei secoli, prolunga la Sua incarnazione. L'amore misericordioso di Dio ha previsto le nostre future indigenze ed ha attuato un piano così misterioso e strabiliante. Noi non potevamo rimanere senza Gesù, siamo troppo fragili... 

E' vero sì che Gesù incarnandosi si è infinitamente abbassato, ma rinchiudendosi nell'Eucarestia si è disintegrato, quasi potremmo dire. Il re dei re, il Dio degli eserciti che abbaglia il cielo con la sua gloria si è nascosto in poco pane... e sta sempre lì, nascosto, umiliato. Il demonio, il mondo ci sta sempre addosso perché sa che un giorno saremo i suoi più terribili avversari, perché gli strapperemo tante anime attanagliate dalla sua morsa.

Gesù sapeva tutte queste cose e perciò ci si è messo nelle mani quale potente arma di offesa e di difesa. Dovremo lottare e lottare sempre, come faremo se saremo soli, senza il sostentamento adeguato per l'immane impresa?”(id. p.100)

Il S. Padre sa bene che è un cammino e un lavoro spirituale irto di ostacoli e difficoltà, e ne presenta il “modello perfetto” che può spianare il percorso: “Ci aiuti soprattutto la Vergine Santa, che incarnò con l'intera sua esistenza la logica dell'Eucaristia. «La Chiesa, guardando a Maria come a suo modello, è chiamata ad imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo». Il Pane eucaristico che riceviamo è la carne immacolata del Figlio: «Ave verum corpus natum de Maria Virgine». In questo Anno di grazia, sostenuta da Maria, la Chiesa trovi nuovo slancio per la sua missione e riconosca sempre di più nell'Eucaristia la fonte e il vertice di tutta la sua vita.” (n. 31)

Il nostro Servo di Dio il 5 ottobre 1960, durante gli “Esercizi Spirituali” in preparazione della Vestizione dell’Abito di San Camillo, ci rivela che lo aveva ben compreso e che era pronto e determinato a seguire le tracce materne:

“Abbiamo un altro Vangelo non scritto, vivente: la Vergine Immacolata. Questo è un Vangelo chiaro e leggibile da tutti, anche dagli analfabeti. Tutti possono imparare: il Vangelo è amore.

E chi ha amato Gesù più di Maria? Neanche l'amore di tutte le mamme messe insieme è paragonabile a quello che Maria ebbe per il Suo Figlio divino. Un amore che è proprio della Madre di Dio, della Sposa dello Spirito Santo.

Voglio andare a Gesù per mezzo di Maria, per Mariam ad Jesum”.

                     *      *      *
Invitiamo chi ci legge a visitare la pagina che presenta una selezione tolta dalla biografia “Una vita donata”, che presenta più compitamente questa fondamentale esperienza di Dio vissuta dal nostro Servo di Dio nella sua breve vita.

 
 

*  “UN AMORE GIOVANE - Scritti di N. D’Onofrio”, a cura di F. Ruffini, Postulazione Generale dei Camilliani, Roma 1990, pp. 210)