La Memoria Annuale del Venerabile NICOLINO

è al 12 Giugno rivivendo il suo “Pio e Santo Transito”

 

Nel Vespro inoltrato del venerdì 12 giugno 1964, il giovane studente camilliano NICOLA D'ONOFRIO, terminava la sua breve storia terrena, ed iniziava la vita senza fine nella Casa del Padre. Un rapido passaggio su questa terra, che non passò inosservato nella Comunità Camilliana romana, e nella cerchia di quanti avevano avuto modo di conoscerlo.

Nel momento drammatico della conclusione di questa giovane vita, quello che si impose all'attenzione - e all'emozione generale - furono la serenità e la fede gioiosa che accompagnarono il suo andare verso la morte. I Superiori del tempo, che erano al di dentro dei fatti, testimoni diretti della sua vita spirituale, presero la saggia decisione di affidare alla carta stampata un breve ma intenso profilo con la storia di questa esperienza umana e spirituale. Il P. Bruno Brazzarola, storico Postulatore Generale dei Camilliani, nella Prefazione per un breve profilo con titolo «A Dio sulla piccola via…», scrisse:

«Arricchita dalla ispirazione fondamentale della “piccola via” tracciata alle anime da S. Teresa di Gesù Bambino, nell'amore senza limiti per la Madre Immacolata del cielo, il giovane camilliano Nicolino a soli 21 anni si presenta con Gesù sulla croce nella co-immolazione vittimale. Sì, perché il giovane chierico è un donum, una grazia data agli uomini della nostra generazione, ai giovani, affinché credano tuttora nei valori della vita, senza detrazioni, senza rimpianti.

Negli “Scritti” che abbiamo acquisito egli esprime se stesso senza sforzi apparenti. Dialoga, si sente che è giovane, confidente, veritiero. Guarda al presente e spesso alla prospettiva del futuro, del suo futuro che per lui è presente e attende il momento in cui diverrà realtà esistenziale, escatologica, del già e non ancora nella sempreviva “volontà di Dio”.

Nasce un quadro del giovane camilliano già sufficientemente delineato; non è dunque - come si riteneva - soltanto la morte del D’Onofrio a creargli attorno un alone di attenzione e di simpatia ma, ora, anche la vita conosciuta nello spessore dei sentimenti profondi dell’angelico giovane, nella trasparenza della sua anima verginale, nel fascino emanante da un cuore innamorato del proprio divenire sacerdote camilliano, nell’ansia di rinnovare il miracolo della carità del padre e fondatore S. Camillo de Lellis, nella rivissuta ispirazione di santa Teresa di Gesù Bambino con la “piccola via”, nell’amore sconfinato per la Vergine Madre Immacolata, nella consacrazione a Gesù e alla sua croce, fino a scoprire su l’altare del sacrificio supremo la vocazione finale del suo essere in Cristo.»

Ed è questa scelta di andare “A Dio sulla piccola via…”, in sintonia mistica con la sua Teresina, che gli ha fatto scalare il Monte Santo di Dio, vivendo in modo eroico le “Virtù Cristiane”, riconosciute da Papa Francesco nel Concistoro del 5 luglio 2013, con Decreto che nella parte conclusiva ha questo passaggio: «Nicola visse eroicamente la sofferenza, unito alla croce di Cristo, invocando l'aiuto della Madre di Dio, del Santo Padre Camillo di cui si era fatto fedele seguace e di Santa Teresa del Bambino Gesù, sempre sereno e mai cadendo nella disperazione, attento a non creare disturbo a chi lo assisteva e sforzandosi di nascondere quanto più possibile la inevitabile maschera della sofferenza, per evitare dolore alla mamma che gli era vicina…»

 Chi gli fu accanto nel momento della morte ha Testimoniato che «Una delle sue ultime espressioni fu "Santa Teresina tu sai quanto ti amo"... a noi che si conosceva l'intimità fra Teresina e il Chierico D'Onofrio, quel suo grido sul letto di morte ce l'ha fatto palpare… la sua stanzetta era ricolma di quanto potesse parlare e rendere visiva la piccola Santa di Lisieux, ma soprattutto quanta rassomiglianza….». Vi offriamo una pagina dedicata a questo santo e mistico rapporto tra il nostro giovane studente e la giovane Santa Carmelitana, alla quale fraternamente si rivolgeva così: «Santa Teresina fa che anch'io possa amare il mio Gesù come Te, intercedi per me…» E Santa Teresina, che prima di morire promise che avrebbe passato l’eternità a fare del bene sulla terra, facendo scendere su di essa “una pioggia di rose”, ha inondato il cuore di Nicolino delle Grazie del Cielo e ce lo ha portato ai piedi dell’Altare, sul quale preghiamo e speriamo che presto possa salire quale “BEATO”...

 

Nicolino e S. Teresa del B.G. >> click

 

Papa Francesco e S. Teresa del B.G.

La curiosità mediatica della “Borsa” che Papa Francesco porta con se mentre sale negli Aerei, con una domanda quasi “impertinente” di un giornalista, ci ha rivelato la sua grande devozione alla mistica Santa del Carmelo di Lisieux, che a noi interessa alquanto leggendo nella finale del Decreto delle “Virtù Eroiche” che ha firmato per il nostro Venerabile Nicolino che terminò il percorso terreno «unito alla croce di Cristo, invocando l'aiuto della Madre di Dio, del Santo Padre Camillo di cui si era fatto fedele seguace e di Santa Teresa del Bambino Gesù…».

Sollecitati abbiamo fatto una più accurata ricerca, che mettiamo a vostra disposizione: >>click