BRASILE

Il 45º anniversario dell’ingresso del giovane

Nicola D’Onofrio

nella Chiesa trionfante

12 giugno 2009

 

Un venerdì dell’anno 1964, il religioso professo Camilliano, Nicola D’Onofrio, offrì decisamente, illuminato dalle virtù eroiche, la sua giovane vita al Signore, cioè entrò definitivamente nella vita eterna. Quarantacinque anni dopo, il giorno 12 giugno, venerdì, memoria perenne della croce redentrice di Cristo, il profumo di santità di Nicolino esala nuovamente e si diffonde nelle celebrazioni Eucaristiche nella Chiesa sparsa nel mondo.
Fra le nazioni che celebrano la santa Messa ricordando il Servo di Dio, nell’anno 2009, si contempla, per la prima volta, il Brasile. Detta liturgia è stata presieduta dal Rev.do Padre André Luiz Giombelli, cappellano dell’ospedale Camilliano Ipiranga e formatore del Seminario Camilliano.

Nella predica, seguendo il Vangelo secondo Giovanni (Jo 14,2) “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti”, il predicatore ha sottolineato che Nicolino consegnò la propria vita al Signore, pieno di fiducia, come un figlio si affida pienamente nelle braccia del proprio padre. L’amore con il quale Nicola D’Onofrio amò Dio era radicale e incondizionato, diventando un esempio per tutti.
La data del pio transito del giovane Nicolino cade esattamente nel primo giorno della novena del Patrono della gioventù: san Luigi Gonzaga, e quest’anno la Santa Messa è stata celebrata, provvidenzialmente, nella chiesa dedicata a questo Santo, nel centro della città di São Paulo. Le coincidenze delle circostanze e delle date hanno permesso ai fedeli di contemplare le somiglianze che esistono fra il Servo di Dio Nicola D’Onofrio e São Luigi Gonzaga. Entrambi entrarono nella vita religiosa in tenera età, accolti nel noviziato ai 17 anni di età, dediti al servizio agli infermi, vissero la purezza e amarono la vita casta, disponibili all’esercizio dell’obbedienza ai superiori e ai confratelli del seminario, riconsegnarono in giovane età la loro vita nelle mani del Padre, perciò sono modello a tutti i giovani.


I fedeli presente nella Santa Messa erano i Seminaristi Camilliani, Salesiani, Ordinariato Militare del Brasile e della Congregazione Istituto di San Giuseppe. Oltre questi fedeli di vita consacrata, c’era una grande partecipazione di fedeli laici ammiratori e seguaci della testimonianza del Servo di Dio e tanti altri che l’hanno conosciuto in quella celebrazione.
Le testimonianze dei fedeli, condivise alla fine della Santa Messa, sono che Nicolino si santificò e santifica con l’esempio la vita della “Famiglia Camilliana”. Come ringraziamento hanno offerto una “Icona” del Servo di Dio alla Provincia Religiosa dei Ministri degli Infermi, rappresentata da P. André Giombelli. Accompagnava l’Icona la richiesta che la stessa visiti tutte le Case della Provincia e possibilmente oltre, questo sarebbe una forma per promuovere una migliore conoscenza del Servo di Dio e per la vita di preghiera che lo stesso ispira ai fedeli. Nel benedire l’Icona tutti hanno recitato insieme la “Preghiera per la glorificazione del Servo di Dio”, Preghiera che ha l’approvazione ecclesiastica. In quel stesso giorno fummo informati che nello stesso momento si celebrava in India e in Europa e negli Stati Uniti la santa Eucaristia ringraziando il Signore per la “Testimonianza di Amore” che ci ha lasciato Nicolino.

 Domenica 14 giugno, dando continuità alle celebrazioni per il “45° di vita eterna di Nicolino”, si celebrò la recita del S. Rosario davanti all’Icona del Servo di Dio nella Cappellania del medesimo ospedale Ipiranga: erano presenti Seminaristi, Operatori della Pastorale della Salute, fedeli devoti e i Malati ricoverati nel Nosocomio. Al termine della recita del Santo Rosario è stata celebrata la Santa Messa presieduta da P. Paulo Aniceto, che ha messo in evidenza Dio non abbandona mai il Suo popolo chiamando tutti alla santità.

 *** Traduzione dall’originale portoghese del camilliano P. Francisco Lopes De Machedo