Misteri della Gioia

1. L'Annuncio dell'Angelo Gabriele a Maria Vergine:
"Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazareth, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria" (Lc 1, 26-27)

 

"Maria ha dato il massimo contributo alla redenzione del mondo, è stata la Corredentrice.  Il sacrifico della Madonna è cominciato con il “sì” detto all'angelo. Poi fu rinnovato tante e tante volte e finalmente consumato ai piedi della Croce. Tutta la vita di Maria fu sacrificio.
Maria diventò Madre di Dio perché era umile,sapeva che tutto aveva ricevuto dal Signore e non se ne gloriava. L’umiltà è una virtù necessaria che dobbiamo assolutamente acquistare, perché la superbia è la radice di ogni male e un ostacolo insormontabile per la perfezione. L’umiltà ci fa giustamente vedere come tutto viene da Dio e nulla ci appartiene, perciò non si gloria di nulla. S. Paolo ha la coscienza di essere l’apostolo delle genti, ma unicamente per l’infinita Misericordia di Dio che l’ha convertito dal peccato. Se conosciamo la strada che ci porta alla santità, all’opera! Non sappiamo fin quando vivremo. Parecchi santi in pochi anni sono diventati tali e noi?...Siamo già troppo vecchi! Gesù, Maria, suggellate i miei propositi!.. Maria Santissima, Mamma, dammi un grandissimo amore per Te!”

2. La visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta:
"In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo" (Lc 1, 39-42)

 
 

“Maria Santissima è l’esempio eccelso dell’umiltà. Essa non nasconde di essere Madre di Dio, ma riconosce semplicemente come nulla è opera sua, ma dell’Eterno padre che ha posto su di Lei il Suo sguardo compiacente. Quando uno possiede l’umiltà si riconosce subito, come quando uno è superbo... dall’umile si sprigiona un fascino irresistibile per cui anche il peccatore è prostrato. L’umiltà vera consiste nel riconoscere il proprio nulla e nell’amarlo, sperando solo nell’infinita Misericordia di Dio, altrimenti l’umiltà sarebbe disperazione.
L’umiltà è la chiave d’oro per aprire gli infiniti tesori del Cuore di Dio... non è poi una cosa fantasiosa ma una realtà lampante che scaturisce limpida dal Vangelo...
”Dio resiste ai superbi e dà la grazia agli umili”, e ancora:” se non diventate come questo fanciullo, non entrerete nel regno dei Cieli”... ”Imparate da Me, che sono mite ed umile di cuore”: Il Signore non ci ha detto di imitarlo in tante cose, no... bastano queste due cose... tanto più saremo umili, tanto più potremo forzare il cuore di Dio... Mamma, Maria... Magnificat anima Dominum”

3. La nascita di Gesù nella grotta di Betlemme:
"...Ora mentre si trovavano in quel luogo si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché non c'era posto per loro nell'albergo" (Lc 2, 6-7)

 
 
 
 

"Il Vangelo è umiltà.
Maria diventò madre di Dio perché era umile, sapeva che tutto aveva ricevuto dal Signore e non se ne gloriava. Nella vita spirituale siamo tutti bambini e perciò Gesù ci ha dato Maria per madre, affinché potesse ben insegnarci il Suo amore e condurci a Lui.
Il Vangelo è umiltà. Certamente Gesù non provava nessuna attrattiva a nascere in una stalla, anche Gesù il freddo lo sentiva, vero Dio sì, ma anche vero Uomo. E’ venuto in terra per dar gloria al Padre che lo aveva mandato, e per venire quaggiù si è esinanito, si è annientato... l’Incarnazione, la Crocifissione, l’Eucarestia, sono atti di annientamento per nostro amore e gloria del Padre.
Col venire sulla terra Gesù ci ha dato l’esempio dell’annientamento. Sta a noi ora seguirlo per dare al Suo Cuore Santissimo la gloria dovuta per controbilanciare il Suo Amore. Bisogna conoscere Dio diventando sempre più suo amico, rompere i diaframmi che ci separano da Lui, (pigrizia, indolenza), essere convinto, preso dal pensiero dell’Amore di Dio. Gesù, voglio amarti, e renderti gloria. Dammene la grazia e la forza. Maria, Tu sei pratica a custodire Gesù, insegnamelo, anzi stammi vicina” 

4. Gesù viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe:
"Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore... E Simeone li benedisse e disse a Maria sua Madre: Ecco, questi è posto a rovina e risurrezione di molti in Israele, e a segno cui sarà contraddetto, - e quanto a te, una spada trapasssra la tua anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2, 22-24; 34-35)
 

 
 
 

"La seconda persona della SS.ma Trinità si è degnata prendere la nostra stessa natura umana, il nostro corpo e assoggettarsi a tante sofferenze perché ci ha amato. E in tal modo ci ha amato da nascere in una stalla a Bethelem seguire lo sviluppo normale di qualsiasi uomo e poi farsi mettere in croce per la nostra salvezza. Cristo benedetto si è incarnato ed è venuto al mondo, insegnarci Lui stesso la strada, per darci un esempio convincente dell'ascesa alle eterne delizie del cielo.
“L’uomo con il peccato era fuggito da Dio e per riaccostarvici aveva bisogno di vedere che veramente Dio lo voleva vicino a Sé. E Gesù lo ha dimostrato prendendo il suo stesso corpo umano. E chi ha amato Gesù più di Maria? Neanche l’amore di tutte le mamme messe assieme è paragonabile a quello che Maria ebbe per il Suo Figlio divino.
Tutta la vita di Maria fu sacrificio, la morte di Gesù fu causata anche dai nostri peccati , i quali però trafissero anche il Cuore di Maria e da quel Cuore benedetto uscì tutto il sangue per noi: non poteva darci di più, ci ha amati fino all’estremo: Maria, Mamma mia cara, tienimi per mano!”

5. Il ritrovamento di Gesù nel Tempio:
"Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la intelligenza e le sue risposte" (Lc 2, 46-47)

 

"S. Luca nel secondo capitolo del suo Vangelo ci dice che Gesù a Nazareth cresceva in età, in sapienza ,cioè gusto delle cose celesti, e grazia. Quindi anch’io per poter divenire un degno coadiuvatore di Gesù devo crescere in sapienza e grazia, altrimenti come potrò, domani, collaborare con  Gesù alla salvezza delle anime?...
Certo, io non posso diventare Cristo, ma per diventare un Suo collaboratore devo rendermi meno indegno possibile di Lui, devo perfezionarmi fino al massimo grado possibile, devo rendermi simile al Gesù-Uomo. Dobbiamo essere imbevuti della mentalità di Gesù perché alla base di essa ci sono i consigli evangelici i quali si riassumono in due parole: santità di ciascun individuo, e amore del prossimo. 

Devo crescere in Sapienza e Grazia! Questi miei propositi:

I. Sarò riconoscente a Dio dell'immenso bene che mi ha voluto evitando il peccato anche veniale.
II. Sarò corrispondente alla mia vocazione, voglio aiutare domani Gesù a salvare le anime.
III. Ubbidirò ai consigli del mio direttore spirituale per prepararmi in modo conveniente ad essere collaboratore di Gesù nella pesca degli uomini
Gesù, Maria, suggellate i miei propositi.
Gesù, non farmi perdere per strada, Maria, a te mi affido. Stringimi sul Tuo Cuore affinché non devii dalla giusta direzione”.