Nicolino D’Onofrio

 

Dal Cile al Monastero “Regina Carmeli” in Roma

 

Testimonianza del Camilliano

P. Carlo Colafranceschi

 

Nell’ultimo viaggio in Cile, insieme al P. Provinciale Emilio Blasi e a P. Sergio Palumbo, dal 29 agosto al 14 maggio 2008, notai, come già avevo visto nel viaggio precedente, che l’immagine del Chierico Camilliano Nicolino D’Onofrio (Servo di Dio nato a Villamagna - Chieti), per le numerose grazie ottenute in Cile attraverso la sua intercessione, era ben messa in vista in quasi tutti i punti vendita di oggetti e immagini sacre, compreso il negozietto attiguo al Santuario di S. Teresa de los Andes, che visitammo il 13 maggio 2008.

 

Conoscendo una Suora Carmelitana, che dirigo spiritualmente, italiana ma espatriata da giovane in Venezuela, decisi di portarle dal Cile un libro della vita del Chierico Camilliano Nicola D’Onofrio, autore il P. Felice Ruffini, camilliano, tradotto in lingua castillana. Pensai che le avrebbe fatto piacere la lingua spagnola ormai per lei desueta, un po’per rispolverarla, ma soprattutto con lo scopo di farle approfondire la vita del Servo di Dio.

 

Difatti gradì molto il dono e lesse il libro tutto d’un fiato, incuriosita anche dalla mia descrizione di alcuni interventi miracolosi ottenuti in Cile per intercessione del Servo di Dio.

 

Nel frattempo, Suor Maria Carmela della Sacra Famiglia, al secolo Antonia Palmisano, viene a sapere di un caso di malattia inguaribile: un giovane affetto da leucemia cronica che produceva strane squame in tutto il corpo. La notizia le giunge dai familiari residenti ad Ostia, informati da un’amica della famiglia colpita dalla disgrazia che vive in Chivasso (Torino).

Niente di più naturale per Suor Maria Carmela d’impegnarsi a pregare intensamente proprio Nicolino, dalla cui esistenza santa e breve (21 anni), era stata colpita. Il sottoscritto alla grata del parlatorio, ascolta direttamente dalle parole della carmelitana, come e con quale entusiasmo ella abbia preso a cuore la causa del giovane Stefano Mijno di soli 15 anni !

 

  Il ragazzo da tre anni sta in cura in un Centro specializzato, senza evidenti progressi. Le squame si estendono a tutto il corpo e la leucemia galoppa senza ostacoli… La madre, disperata, prega tutti i santi per suo figlio, che vede deperire anche psicologicamente.

 

Un giorno il ragazzo esprime un desiderio che da tempo ricorreva nei suoi sogni: visitare la Grecia.

Non si può dire di no ad un progetto abbordabile, per un figlio che non vede certamente roseo il suo futuro. Viene accontentato e accompagnato dalla madre.

La partenza avviene nel maggio 2008.

 

Dopo soli tre giorni di permanenza, cosa accade ?

Proprio lì, in Grecia, nell’abitazione che occupavano, Stefano va a farsi una doccia. La madre era in casa e a un certo momento ode un grido: “mamma!”

E’il ragazzo che invoca la presenza della madre: egli constata che le squame sono improvvisamente sparite, la leucemia s’è arrestata inspiegabilmente.

 

E’sintomatico il fatto che solo dopo le intense preghiere rivolte a Nicolino da parte di una Suora sconosciuta del Monastero “Regina Carmeli” di Roma, in Via del Casaletto 564, sia accaduto il prodigio. Il tutto è avvenuto dopo che Suor Maria Carmela ha letto il libro della sua vita.

 

Siamo a fine maggio 2008.

Senza indugio la famiglia riparte per l’Italia.

Il primo impegno è quello di recarsi al Centro dove Stefano è in cura. Viene sottoposto a un’accurata visita medica di controllo. Il risultato: la leucemia e le squame, sono scomparse senza alcuna spiegazione scientifica.

L’ultimo controllo, che ha dato la medesima risposta, è stato effettuato dal Centro il 16 luglio 2008.

 

Sia gloria e lode a Dio nel più alto dei cieli.

 

Racconto fatto al sottoscritto da Vito Palmisano, fratello di Suor Maria Carmela della Sacra Famiglia, domiciliato nello stesso palazzo in Ostia, dove abita l’amica della famiglia Mijno.