La
mattina di domenica 14 ottobre 2001, i Camilliani della Missione S. Camillo
di Ouagadougou trovarono accovacciato in terra dinanzi al cancello della
propria casa, un bimbo di 6-7 anni. Aveva passato tutta la notte là,
dormendo in terra, esprimendo così tutto il suo dolore e smarrimento
per la perdita del suo "papà", il P. Celestino che lo aveva adottato
dopo la perdita dei suoi genitori, assassinato il giorno precedente.
Se
i "segni" contengono un significato, questo è di grandissimo valore
e dà perfettamente lo spessore del dolore espresso dal Popolo Burkinabé
ai funerali per la perdita del "proprio Parroco".
La
"carità" di P. Celestino non ha mai offeso la dignità delle
Persone beneficate, perché il Popolo ha sempre sentito che era autentica
e sincera condivisione delle proprie necessità, originate da condizioni
ambientali naturali impossibili, quasi ai limiti della sopravvivenza. Ha
sempre sentito che ogni atto di P. Celestino era generato dal vero "Amore",
quello che affonda le radici nel Cuore di Cristo Gesù.
E
di questo ne siamo convinti perché lo si conosceva bene.
Una
coincidenza non percepita nei primi momenti della drammatica fine di Padre
Celestino, - e che invece ci sembra essere iscritta da tempo in un "progetto"
che sa di mistero -, è che quel 13 ottobre richiamava l'inizio della
"Missione San Camillo" in Burkina Faso avutasi nello stesso giorno del
1966, con la presentazione dell'Eminentissimo Arcivescovo di Ouagadougou,
il Cardinale Paul Zoungrana, dei primi tre Religiosi Camilliani durante
una Solenne Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, in onore della Madonna
di Fatima nel giorno anniversario dell'ultima Apparizione a "Cova de Iria".
Celebrazione che terminò alle 13:30.
E
35 anni dopo, nello stesso giorno e nelle stesse ore di quell'inizio di
"Missione San Camillo", Padre Celestino versava il sangue innocente pregando
i soccorritori di lasciare quel "poveretto" che lo aveva massacrato a morte
e di non fargli del male, e chiudendo gli
occhi alle 13:30 nel "Centro di Rianimazione" dell'Ospedale "Yalgado" della
Capitale Burkinabé, dove da anni esercitava il ministero pastorale.
Coincidenze?...
forse!... chissà!... sarà!..., certamente però il tutto
può essere letto e visto in un'ottica con significato profondo e
misterioso, leggibile solo nella filigrana e nella luce dei disegni imperscrutabili
di Dio.
Ma
chi era Padre Celestino per suscitare tanto rimpianto e dolore in "terra
straniera", ormai ritenuta e vissuta come la "sua amata terra"? *
* * Ad
una sua nipote studentessa in Medicina, anni addietro, così le scriveva:
"Oggi
domenica sono stato a dire la Messa in mezzo ai lebbrosi. E' uno spettacolo
che spezza il cuore. Poverini, loro facevano del loro meglio per partecipare,
per cantare, ma dovevi sentire che canti, che voci uscivano da quelle bocche
consumate dalla malattia!
Ad
una Signora romana che ha adottato a distanza una bambina scriveva il 15
ottobre 1997:
"Ho
ricevuto un messaggio tramite la sua amica che abita nella stessa sua zona,
ed ho capito che anche Lei vorrebbe fare una "adozione a distanza".
"Ho
ricevuto il Vostro delicato e nello stesso tempo triste Fax, con il quale
mi annunciate la morte di Mamma Antonietta.
Alla
Signora animatrice del gruppo romano il 4 marzo 1998:
"Ho
ricevuto il Fax con il testo delle due lettere della sua amica che ha adottato
la bambina Caterina. Un grandissimo grazie a nome della bambina e di quanti
vivono con lei.
Alla
stessa Signora, qualche mese dopo, 13 ottobre 1998:
"La
Pace e la Grazia del Signore siano sempre con Lei e con la sua Famiglia.
Ai
componenti di una famiglia romana molto vicina alla Missione S. Camillo
di Ouagadougu, i nomi dei quali li omettiamo per ovvie ragioni di riservatezza,
scriveva il 5 dicembre 2000:
"Chiedo
perdono per il silenzio, ma credetemi l'Apostolato, i malati, i poveri
e la Catechesi mi assorbono completamente. E' stato scritto che "il Prete
è un uomo mangiato", e ne sono testimone, è vero. Ogni giorno
ci si alza alle 4:30 e fino alle 22:00 si è sempre in movimento.
E
questo è l'ultimo biglietto diretto ad una del gruppo romano, scritto
qualche mese prima di venire assassinato:
"Carissima
Sorella in Cristo.
Lasciamo
al gentile Lettore la personale interpretazione ed ogni commento.
Il
Vangelo era quello "Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni con gli
altri come io ci ho amato". Ti assicuro che parlando della carità,
della quale ho fatto l'oggetto principale di tutta la mia vita, lo scopo
essenziale della mia anima, e mi dà la forza momento per momento,
ho provato qualcosa che è impossibile descrivere.
Mi
trovavo attorniato da più di 50 persone tra uomini e donne, giovanotti
e signorine, ognuno di loro portava le piaghe più evidenti della
loro penosa malattia... a chi mancavano gli occhi, a chi le mani, a chi le
orecchie, a chi i piedi, ecc... "Amatevi gli uni con gli altri". Sì,
l'unica cosa che è rimasta intatta in loro è la capacità
di amare e la necessità di sentirsi amati.
Ho
parlato con cuore, con commozione e ho visto quei volti sfigurati quasi
rianimati, ho visto le lacrime e naturalmente anche io non ho più
retto! Alla Comunione qualcuno ha voluto che gli mettessi l'Ostia sull'avambraccio
poiché non aveva più le mani.
La
Pasqua l'ho passata nel migliore dei modi, complessivamente abbiamo amministrato
più di quattrocento battesimi tra adulti e bambini."
Per
il momento Le dico un grandissimo grazie, infatti il suo gesto è
veramente delicato e fraterno. Il buon Dio certamente la ricompenserà.
La bambina era qui nel mio ufficio proprio nel momento che è arrivato
il Fax della sua amica. Non potrò mai descrivere la gioia che la
Bambina ed io stesso abbiamo sentito nel cuore nel leggere la bella notizia.
Dio
è veramente meraviglioso! Ho già iscritto Fatima alla prima
elementare e da lunedì 6 ottobre parte per la Scuola.
E' di una famiglia Musulmana, ma credo che non ci sia difficoltà
per Lei, poiché noi non facciamo differenza. Sono tutte creature
di Dio.
Di nuovo le sono riconoscente e mi auguro di conoscerla personalmente per
stringerle la mano. Sono in Africa da più di 25 anni. Gesù
mi ha fatto due grandissime grazie: il Sacerdozio e la Missione. E' splendido
aiutare il buon Dio a salvare le anime.
Un caro saluto a Lei ed alle sue figliole. Vi benedico e Vi auguro un mondo
di bene, P. Celestino."
Ad
una mamma e figlia romane, che gli comunicano la morte della Mamma e Nonna,
14 ottobre 1999:
Prima
di tutto esprimo le mie più vive condoglianze e mi unisco a Voi
per condividere la Vostra sofferenza.
Dalla
lettera ho appreso che Mamma Antonietta amava molo il Signore, ed è
per questa ragione che dal Cielo Vi proteggerà come un Angelo. Una
Mamma resta sempre mamma e non dimenticherà mai la sua figliola.
Sia
coraggiosa e forte, la morte non è la fine di tutto, è solo
una separazione momentanea. Tra noi e i nostri Cari defunti ci sono legami
invisibili ma reali che ci fanno sentire la loro affezione.
Le
sono accanto con la preghiera e con la Santa Messa. Mille Benedizioni,
P. Celestino"
Ho
consegnato il denaro e tutti sono restati commossi per il gesto di generosità,
di fraternità e di grandissimo aiuto. Il buon Dio solo saprà
ricompensarvi.
Mi
creda, avrei tanto desiderio di scrivere a ciascuno in particolare, ma
purtroppo il tempo materiale mi manca... mi scuserete!... Vero?
Avvicinandosi
la Santa Pasqua farò scrivere da tutte le bambine adottate ed ogni
famiglia avrà un pochino di cuore e di affetto.
Circa
le notizie della Missione le potrà sentire a viva voce dal Confratello
che presto verrà a Roma. Personalmente ringraziando il buon Dio
tutto procede ottimamente. Il periodo della Quaresima è un periodo
di grande raccolta Spirituale, in effetti stiamo preparando più
di 500 adulti per il Battesimo, e saranno battezzati la notte del Sabato
Santo.
Abbiamo
più di cinquanta coppie che preparano il oro Matrimonio per il Sabato
4 aprile prossimo (1998). I Battesimi dei piccoli saranno più di
300 bambini.
Attualmente
quello che mi preoccupa più di tutto è l'Assistenza ai malati
di Aids. L'ultima settimana dal 2 al 7 marzo ho assistito 13 malati, la
più parte giovani, ma anche Mamme e Padri di famiglia.
Gentile
Amica mi saluti tutte e tutti, dica ad ognuno che ogni mattina celebrando
la S. Messa li ricordo al Signore. Al più presto riceveranno notizie
direttamente dai loro adottati.
Sempre
più uniti nell'Ideale e nella Preghiera. Vi benedico e Vi auguro
un mondo di bene, P. Celestino"
Moltissimo
tempo è passato in silenzio. Da parte mia le assicuro che il silenzio
non significa dimenticanza... purtroppo sono così occupato nell'Apostolato
che il tempo vola e mai ci si accorge che si potrebbe mancare ance ai doveri
più nobili.
Mi
scusate...! Vero?
Profitto
della venuta in Italia delle Figlie di S. Camillo per inviarle il bollettino
scolastico della sua figliola Honorina. Lo avrei voluto bello e con le
note molto, molto differenti... ma la realtà è che deve ripetere.
Povera Creatura senza mamma, senza Padre... Con le condizioni economiche
che lasciano a desiderare... è la sorella più grande (che ha
15 anni) e deve fare da mamma ad altri quattro, tre sorelline ed un fratellino.
Nella
loro capanna, naturalmente, non c'è né acqua né luce.
Sono sicuro che il prossimo anno si riprenderà bene.
Amatela
tanto, tanto. Vogliatele bene, scrivete direttamente a lei che possa sentirsi
inserita nella Vostra famiglia... Gesù vi ricompenserà.
Circa
le mie notizie non possono essere che ottime. Dico la verità, non
ho parole per ringraziare il buon Dio. Temo solo di essere tropo piccolo
e troppo limitato per la grandezza e la bellezza della mia Vocazione Sacerdotale
e Camilliana.
Mi
sento felicissimo poiché Gesù è con me e vivo in pieno
il mio Ideale. La caratteristica della nostra Parrocchia è la Carità
e l'Assistenza senza distinzione di Religione ai poveri tra i più
poveri.
Tutti
i giovedì assisto i malati nelle loro capanne. Porto con me Gesù
nell'Eucarestia, ed i Cristiani che desiderano li confesso e gli dono la
Comunione. Giovedì 8 ottobre (1998) ho distribuito la Santa Comunione
a 15 Sideiens (malati di Aids), di cui tre sono morti sabato. Aiutatemi
a ringraziare il buon Dio per le grandissime soddisfazioni spirituali che
mi dona.
Vi
benedico, prego per Voi e Vi saluto, P. Celestino"
Ringrazio
il buon Dio che mi ha dato tanta salute e tanto lavoro. Le soddisfazioni
sono così numerose che anche se si è stanchi si è
felici.
Nella
Missione ci sono 150.000 abitanti, di cui da quando abbiamo cominciato
l'Evangelizzazione (1967), 45.000 sono divenuti Cristiani. In quest'Anno
Santo abbiamo lavorato molto per la Famiglia e, grazie a Dio, abbiamo regolarizzato
più di 500 Matrimoni. I Bambini al Catechismo sono circa 10.000
(in tutto il territorio della Missione), gli Adulti che vengono al Catechismo
sono circa 2000.
Disgraziatamente
ci sono anche molte malattie: la lebbra, la malaria, l'oncocercosi, e la
malattia che in questo momento fa strage è l'Aids. In quest'ultimo
anno ho assistito più di 30 coppie. Conseguenze più di 120
bambini non hanno più né la Mamma né il Padre.
Riguardo
a me sono felicissimo di essere Sacerdote e Missionario. Gesù mi
vuole molto bene e mi protegge. Non ho proprio parole per ringraziarlo.
Amare Iddio, essere amati da Dio, fare amare Iddio è la più
bella Vocazione che esiste.
Amici
carissimi siamo sempre uniti nella preghiera.
Prego
per te Amica, che Gesù ti dia la forza di essere una buona e santa
Mamma.
Prego
per te giovane Amico affinché tu cresca buono, saggio per fare onore
alla Mamma.
Prego
per te figlia, che il tuo cuore sia sempre puro come un Angelo. Vi sono
tanto vicino.
Per
la piccola Sabina non ho notizie. Credo che sia in Belgio (fuggita
con la mamma dal Rwanda ai tempi delle stragi). Come avrò sue
notizie ve le scriverò.
Auguri
di ogni bene. Che il cuore di ognuno di Voi sia il più bel Presepio
che esista, per accogliere Gesù Bambino.
Vi
abbraccio e Vi benedico, P. Celestino"
In
quest'ultimo periodo l'ho portata e continuo a portarla con me all'Altare
di Dio ogni mattina nella celebrazione della Santa Messa.
Sono
sicuro che Gesù le vuole tanto bene e che il suo cuore ha ritrovato
la serenità.
L'importante
è Amare ed esse Amati da Dio. E' meraviglioso vedere come la Gloria
del Signore sana e ristabilisce la serenità, la gioia e la pace.
Come
le scrivevo la sua formula di vita deve essere "Soffrire e sorridere",
Gesù la ricompenserà.
Sempre
più unione di preghiere e d'Ideale. La benedico, P. Celestino"