Domenica 25 aprile 2004

Bucchianico dedica al Camilliano
P. CELESTINO DI GIOVAMBATTISTA
la strada Belvedere sulla sommità della collina




Nella Chiesa di Sant’Urbano, la più capiente e di antica fondazione, ricostruita nel tempo per demolizioni dovute a terremoti e a danneggiamenti dell’ultima guerra, trovandosi sulla linea di fuoco tra Ortona e il nord Italia, il Superiore Generale dei Camilliani P. Frank Monks ha presieduto la Solenne Concelebrazione in memoria del camilliano P. CELESTINO DI GIOVAMBATTISTA, del quale ampiamente se ne scrive in pagina web dedicata in questo nostro sito, per cui ci dispensiamo di ripeterci qui.

La Solenne Liturgia ha preceduto quella Civile, altrettanto Solenne, della dedicazione di una strada detta del Belvedere, che corre tutto intorno al Palazzo sulla sommità della collina e si affaccia sulla bella vallata dell’Alento, con la visione della Maiella e del Gran Sasso, con al centro la catena dei Monti che precedono la Conca del Fucino sulla quale si affaccia il Monte Velino ai piedi del quale sorge la Casa Natale di P. Celestino. L’Onorevole Sindaco di Bucchianico ha letto la motivazione dell’atto civico, voluto all’unanimità dal Consiglio Comunale.


 

Presenti anche l’Onorevole Sindaco di Massa d’Albe, - cittadina natale del Camilliano Martire della Carità -, i Parenti del Sacerdote Marsicano e un affollato seguito di Concittadini, ed inoltre diverse qualificate Rappresentanze di alcuni Comuni vicini.

Dei Religiosi Camilliani presenti segnaliamo il Vicario Generale dell’Ordine P. Renato Salvatore, il P. Luigi Galvani Consigliere Generale, il P. Albino Scalfino Provinciale Romano, il P. Henri Nitiema con altri Confratelli del Burkina presenti in Italia per Studi, il P. Luigi Secchi Postulatore Generale dei Camilliani, e molti altri Confratelli del P. Celestino e Sacerdoti Diocesani.

Il servizio fotografico è del nostro collaboratore Ins. Costanzo Esposito.
 
 
 

 

 
 

L’AVVENIRE di sabato 1° maggio ha dedicato questo servizio nella pagina dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, - “Chieti Vasto Sette” -, nel contesto della “Giornata delle Vocazioni”:
 
 
 

BUCCHIANICO – Ricordato Padre Celestino
 
 
 

Ha combattuto una guerra giusta

Con parole forti e ad un tempo tenere, quali si trovano scritte nelle pagine del Vangelo, domenica 25 aprile, a Bucchianico, nella chiesa di S. Urbano, Padre Frank Monks, Generale dell’Ordine dei Camilliani, ha ricordato la figura di Padre Celestino Di Giovanbattista, il religioso di Massa D’Albe (L’AQ) tragicamente assassinato il 13 ottobre 2001 da un detenuto delle Carceri di Ouagadogou, in Burkina Faso (Africa occidentale). «Lui che, armato della sola Croce rossa sul petto, ha combattuto la più giusta e la più santa delle guerre (questa sì), quella contro la povertà, la fame, le malattie, le ingiustizie, i soprusi, l’ignoranza, gli idoli. Lui che è il nostro fiore all’occhiello - ha aggiunto, commosso, un suo amico di studi - ha combattuto con amore per innalzare gli umili ed ostacolare i prepotenti... Ha insegnato ai re, ai presidenti, ai primi ministri, ai politici, di quali soldati ha bisogno l’umanità... Ha detto loro che l’uomo ha bisogno di fatti, di opere e non di promesse, di parole... Lui che, di fronte alla missione sacerdotale ci invitava a pregare per i sacerdoti e levocazioni, oggi ci dà l’esempio».

In suo onore, la comunità di Bucchianico ha dedicato il belvedere di piazza Roma e ha eretto una stele in pietra fiorita dell’Adriatico, scolpita dall’artista Antonio Di Campli. Il monumento presenta delle linee disegnate in diagonale che danno origine ad un’apertura del blocco, simbolo delle ferite inferte al suo corpo. A lato, un triangolo di terra d’Africa. A rompere la rigidità geometrica della stele un tassello di pietra proveniente da Massa d’Albe, donata dalla famiglia Di Giovanbattista.

Dinanzi a numerose autorità religiose e civili, ai due sindaci, ai due parroci, ai parenti e alle comunità di Bucchianico e Massa d’Albe, P. Monks ha detto: «Ricordiamo P. Celestino come un uomo di Dio, di preghiera, di sacrificio e soprattutto come il protettore dei poveri. Ha passato trent’anni in Burkina Faso lavorando nella formazione dei nuovi camilliani locali, come superiore diverse volte, e in modo particolare come parroco della parrocchia di San Camillo, che allora contava 45 milafedeli! La sua vita e il Vangelo di oggi (Gv 21, 1-19) ci sfidano a raccontare con le nostre vite la storia, specialmente oggi in questa Europa che fa fatica a riconoscere il nome di Dio nella nuova Costituzione»

Fernanda Santobuono

 

 
I Familiari di P. Celestino con i due Sindaci al termine della "dedicazione" posano per la foto ricordo dell'avvenimento che, in parte, li conforta nel costare quale ricordo e amore nella Cittadina Natale di San Camillo e' presente, dove lavoro' con il fratello P. Giuseppe per  tanti anni, dedicato in particolare modo alla formazione di giovani generazioni.